Un nuovo briefing dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) sottolinea con chiarezza che accelerare gli investimenti nell’adattamento climatico nei settori dell’agricoltura, dell’energia e dei trasporti non è più un’opzione, bensì una necessità per proteggere la prosperità e la competitività dell’Europa.
Investire ora per rendere l’agricoltura, l’energia e i trasporti resilienti ai cambiamenti climatici, contribuirebbe non solo ad evitare perdite per miliardi di euro dovute all’accelerazione degli eventi meteorologici estremi, ma anche alla competitività dell’Europa.
Lo rileva il briefing “Making agriculture, energy and transport climate resilient: how much money is required and what will it deliver?” (Rendere l’agricoltura, l’energia e i trasporti resilienti al clima: quanti fondi sono necessari e cosa produrranno?) che l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) ha pubblicato il 12 gennaio 2026.
Poiché l’Europa è il continente che si sta riscaldando più rapidamente, gli effetti del cambiamento climatico sono già evidenti, con l’accelerazione di eventi meteorologici estremi come inondazioni, siccità, ondate di calore e incendi boschivi che costano all’Europa 40-50 miliardi di euro all’anno.
Gli investimenti richiesti variano tra 53 e 137 miliardi di euro all’anno entro il 2050 e altri 59-173 miliardi di euro all’anno entro il 2100, a seconda che la temperatura aumenti di 1,5-2 °C o di 3 °C rispetto ai livelli preindustriali. Gli attuali livelli di finanziamento impegnati sono stimati in soli 15-16 miliardi di euro all’anno per agricoltura, energia e trasporti che sono tra i settori più vulnerabili ai cambiamenti climatici. I finanziamenti provengono principalmente dal settore pubblico, a livello UE, nazionale e regionale.
Per mettere le cose in prospettiva, l’UE ha subìto perdite economiche annuali di circa 40-50 miliardi di euro all’anno tra il 2021 e il 2024 a causa di eventi meteorologici estremi, per un totale di 822 miliardi di euro nel periodo 1980-2024. I costi sono in aumento e gli anni tra il 2021 e il 2024 rappresentano le perdite annuali più ingenti. Poiché queste cifre rappresentano solo le perdite dirette, la somma dei costi totali sarà maggiore.
Investire nell’adattamento climatico comporta vantaggi che vanno oltre la semplice prevenzione delle perdite dovute a eventi estremi: secondo lo studio PESETA IV del Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione europea, adattarsi ai crescenti rischi di inondazioni costiere nell’UE produrrebbe un guadagno di 6 euro per ogni euro investito.
Il più recente Studio, condotto a livello globale dal McKinsey Institute ha concluso che i benefici derivanti dai danni evitati superano i costi fino a 7 volte in un mondo con una temperatura di 2 °C.
Quando si parla di benefici dell’adattamento climatico, 2 concetti sono rilevanti:
– Doppio dividendo, secondo cui la riduzione dei rischi climatici non solo protegge le persone, le infrastrutture e le economie dai danni causati dagli impatti climatici (dividendo di adattamento), ma contribuisce anche a ridurre le emissioni di gas serra o a promuovere la sostenibilità (dividendo di mitigazione). Ad esempio, nel caso di soluzioni basate sulla natura, il ripristino delle zone umide protegge dalle inondazioni e immagazzina CO2.
–Triplo dividendo, quandooltre ad evitare le perdite, si libera il potenziale economico e si generano benefici collaterali per lo sviluppo.

Gli attuali finanziamenti per l’adattamento nei settori dei trasporti e dell’energia dell’UE ammontano rispettivamente a 3,35-3,85 miliardi di euro e 2,36-2,47 miliardi di euro. Per entrambi i settori esiste un significativo divario nei finanziamenti per l’adattamento, che si aggrava in scenari climatici più gravi e su orizzonti temporali più lunghi.
Per l’agricoltura, i finanziamenti attuali sono stimati in 9,3-9,8 miliardi di euro all’anno. Questa stima rivela un notevole divario di finanziamento nello scenario ad alte emissioni, che si amplia nel tempo. Mentre le stime più recenti suggeriscono che la situazione dei finanziamenti potrebbe non essere preoccupante nello scenario moderato per orizzonti temporali più brevi, la Valutazione Europea del Rischio Climatico (EUCRA https://www.regionieambiente.it/rischi-climatici/ ) conclude che il settore agricolo non è ancora sufficientemente resiliente. In particolare, nessun altro settore potrebbe essere così esposto agli impatti negativi di eventi meteorologici estremi (come ondate di calore e siccità, forti piogge e alluvioni). Inoltre, vi sono ampie differenze regionali in Europa, con l’Europa meridionale più colpita.

Si stima che l’attuale deficit di finanziamento annuo combinato per tutti e tre i settori varierà da un deficit di 39 a 120 miliardi di euro, rispettivamente nello scenario di emissioni moderate e elevate, fino al 2050. Tale deficit aumenterà fino a un importo compreso tra 44 e 157 miliardi di euro entro il 2100, a seconda dello scenario.
Per una comprensione più approfondita dei costi e dei benefici delle misure di adattamento in Europa su Climate-ADAPT è possibile analizzare alcuni casi studio.
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