18 Agosto 2022
Consumi e risparmio Efficienza energetica Energia Fonti rinnovabili

Le installazioni eoliche nell’UE crescono… grazie alla Germania

installazioni eoliche UE

Secondo i dati pubblicati nei giorni scorsi da WindEurope, l’Associazione europea dell’industria energetica del vento, nei primi sei mesi del 2017 sono stati installati nell’UE circa 6,1 GW di nuova potenza (4,8 GW onshore e 1,3 offshore), numeri confortanti, ma la crescita è dovuta essenzialmente a nuovi impianti concentrati in pochi Paesi:
– per l’on shore, Germania (2.2 GW), Regno Unito (1.2 GW) e Francia (492 MW);
– per gli impianti in mare, Germania (641 MW), Regno Unito (518 MW), Belgio (165 MW) e Finlandia (21 MW).
L’Italia ha installato 187 MW onshore e nessuno in mare.
Ci sono ancora 10 Paesi europei che in questo primo semestre 2017 non hanno installato un singolo MW.
Siamo strada per avere un’annata positiva per gli impianti eolici – ha dichiarato Pierre Tardieu, Direttore di WindEurope, commentando tali dati – ma la crescita è guidata da una manciata di mercati.

Anche sul fronte degli investimenti nella prima metà dell’anno sono stati di 8,3 miliardi di euro (5,4 miliardi di euro per l’onshore e 2,9 miliardi per l’offshore) si evidenzia la concentrazione in pochi Paesi, con il 53% del totale fatti in Germania, mentre il Regno Unito non ha fatto al momento alcun investimento nell’eolico offshore. Peraltro, il calo degli investimenti è significativo se paragonato al corrispondente periodo del 2016 allorché erano stati realizzati 14 miliardi di euro.
Nell’eolico onshore, la fine del sistema di obbligazioni rinnovabili del Regno Unito porterà ad una concentrazione di mercato ancora maggiore in Germania, Spagna e Francia. – ha osservato Tardieu – Sull’offshore, il livello di attività finanziaria continua ad essere una preoccupazione. Anche se questo non significherà necessariamente minori istallazioni nei prossimi anni, l’industria ha bisogno di chiarezza sui volumi per il periodo post-2020 per mantenere l’attuale trend di riduzione dei costi“.

Tardieu ha sollecitato gli Stati membri a completare quanto prima i propri relativi Piani nazionali per l’energia e il clima al 2030 che sono fondamentali, assieme al programma elaborato dalla Commissione UE delle aste che abbiano un orizzonte temporale di 3 anni, per dare “la necessaria visibilità alla catena di approvvigionamento dell’energia dal vento“.

Con la Direttiva sull’energia rinnovabile del 2008, ciascun Stato membro dell’UE era tenuto a redigere i rispettivi Piani d’azione nazionali per soddisfare i propri obiettivi affinché nell’UE almeno il 20% dell’energia prodotta al 2020 derivi da rinnovabili, con l’eolico che dovrebbe coprire il 35% della produzione del settore. In particolare, l’eolico on shore dovrebbe produrre 165,6 GW e quello off shore 43,9 GW. Ad oggi, secondo i dati rilasciati da WindEurope , l’energia del vento produce l’11% di tutto il consumo elettrico dell’UE.

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.