2 Dicembre 2021
Edilizia e urbanistica Territorio e paesaggio

Neanche la pandemia arresta il consumo di suolo a Roma e Milano

È stata presentata la video-inchiesta di ISPRA, realizzata nell’ambito del Progetto europeo SOIL4Life, che mette a confronto il consumo di suolo nel Comune di Roma e nell’Area metropolitana di Milano e che evidenzia, pur con le differenze tra le due entità, come in Italia il consumo di suolo non si arresti nemmeno nei tempi di pandemia da Covid-19.

Nel corso della Conferenza stampa che il 14 luglio 2021 ha fatto seguito alla presentazione del Rapporto sul consumo di suolo in Italia di ISPRA-SNPA,è stata presentatala video-inchiesta realizzata dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale,nell’ambito del Progetto europeo  SOIL4Life, cofinanziato dalla Commissione europea che vede coinvolti oltre ISPRA, Legambiente, come capofila, CIA, CCIVS, CREA, ERSAF, Politecnico di Milano, Roma Capitale e Zelena Istra, con l’obiettivo di promuovere l’uso sostenibile del suolo in quanto risorsa strategica e non rinnovabile.  

La video-inchiesta mette a confronto l’incremento del consumo di suolo tra il Comune di Roma e l’Area metropolitana di Milano. Roma e Milano sono due città molto diverse tra loro con una storia diversa e con confini amministrativi differenti. Il Comune di Milano è molto più piccolo di quello di Roma, sia in termini di superficie che di popolazione. Per avere un aggregato simile a quello del Comune di Roma, almeno in termini di dimensioni, occorre guardare all’Area Metropolitana di Milano, almeno così come è definita all’interno dei confini dell’ex Provincia di Milano.

Inoltre, “Guardando i dati emerge chiaramente come la gran parte del consumo di suolo degli ultimi 15 anni si concentri, nel caso della Città Metropolitana di Roma, all’interno dei limiti del comune centrale (quasi la metà, con una tendenza alla crescita negli ultimi anni), mentre la situazione opposta si verifica a Milano, dove il 90% del consumo dello stesso periodo avviene nei comuni di cintura e non nel comune capoluogo (che negli ultimi due anni ha un consumo di suolo bassissimo, con un’evidente tendenza alla riduzione) – ha spiegato Michele Munafò, dirigente di ricerca e responsabile scientifico per ISPRA del progetto Soil4Life – Nei due comuni le percentuali di superfici già consumate sono molto diverse (Milano 58%, Roma 23,5%). Per questo a Milano (Comune) il poco suolo naturale rimasto andrebbe tutelato con molta attenzione. Basti pensare che nella città lombarda ogni residente ha oggi a disposizione poco più di 50 mq di aree non consumate, a fronte dei 350 mq per abitante disponibili invece nella Capitale”.

Tra il 2006 e il 2020 nell’Area Metropolitana di Milano sono stati consumati 2.153,2 ettari di territorio, mentre nell’area del Comune di Roma, il consumo di suolo ha riguardato 2.023,66 ettari. Si tratta di una differenza di poco meno di 130 ettari quella che separa la capitale d’Italia dall’Area metropolitana di Milano.

In questi 14 anni, in cui il tema del consumo di suolo ha cominciato ad assumere una notevole importanza non solo sotto il profilo scientifico e ambientale, ma anche e soprattutto, sociale e politico, gli ettari di suolo consumati per far posto alla crescita delle aree edificate delle due principali città italiane non si è mai fermato, neanche con l’emergenza Covid. Oltre 123 sono gli ettari consumati nella Capitale tra il 2019 e il 2020, mentre nell’Area Metropolitana di Milano, nello stesso periodo, sono stati impermeabilizzati 93,54 ettari di suolo. Complessivamente la percentuale di suolo ormai perso nel Comune di Roma è pari al 24 per cento del totale con un consumo pro-capite di 108 metri quadrati per abitante, mentre nella Città Metropolitana di Milano è del 32% 

Nel periodo 2012-2020 l’incremento di consumo di suolo a Roma è stato di 697 ettari, mentre a Milano sale a 978.

La Commissione UE, nell’ambito del Green Deal, ha avviato la road map per la nuova Strategia sul suolo che verrà pubblicata entro l’anno, 15 anni dopo la prima strategia tematica, per la quale ha avviato una pubblica Consultazione che si è chiusa il 27 aprile scorso. 

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