In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo 2025), l’ISPRA ha riassunto il bilancio pluviometrico in Italia nel 2024 quale emerge dal modello BIGBANG messo a punto dall’Istituto, da cui emerge che nel 2024 sul nostro Paese sono cadute complessivamente il 10% in più di piogge, mentre nel Nord le precipitazioni sono state più abbondanti del solito, nel Sud e Isole il deficit di precipitazioni è stato pesante.
Il 2024 è risultato un anno molto piovoso.Ad affermarlo è stato ilBIGBANG, Il modello nazionale di bilancio idrologico di ISPRA che fornisce il quadro quantitativo sulla risorsa idrica dal 1951 in poi, inclusi i deficit, gli eccessi di precipitazione e i trend delle grandezze idrologiche (precipitazioni, deflussi, evapotraspirazione), necessari a caratterizzare la situazione attuale e futura nel Paese.
In vista dellaGiornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo), l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha diffuso il 21 marzo 2025 una nota stampa in cui si sottolinea che nel 2024 ilvolume totale annuo di precipitazionistimato dall’Istituto è stato dicirca 319 miliardi di metri cubi(corrispondenti a 1.056 mm),superiore di oltre il 10% alla media annuariferita all’ultimo trentennio climatologico 1991-2020, stimata in circa 285 miliardi di metri cubi (951 mm).
Il mese difebbraio è risultato il più piovoso, con un’anomalia positiva del 72% rispetto al valore medio relativo al trentennio 1991-2020; di contro,novembre– normalmente tra i mesi più piovosi – ha fatto registrare una forte anomalia negativa del 72% rispetto alla media climatologica.
Scendendo a livello regionale e distrettuale, la situazione è molto diversificata: ilNord Italia è stato interessato da quantitativi di precipitazione superiori alle medie storiche, che in alcuni casi hanno causatoeventi alluvionali, come quelli inLombardia a maggioe inEmilia-Romagna a settembre e ottobre.
IlSud Italia e Isole hanno continuato a subire significativi deficit di precipitazioneche hanno prolungato la siccità e i relativi problemi di severità idrica, anche se la Sardegna, a ottobre, ha visto eventi piovosi particolarmente intensi. Il territorio dellaSicilia, che a maggio ha ottenuto la dichiarazione dello stato di emergenza, è stato quello maggiormente colpito daldeficit di precipitazione (-25%)con poco più di 500 mm di pioggia, corrispondenti a circa 13 miliardi di metri cubi, rispetto a una media annua sul lungo periodo 1951-2024 di circa 665 mm, corrispondenti a 17,2 miliardi di metri cubi di precipitazioni totali. Ma la Sicilia non è l’unica Regione a soffrire lamancanza di precipitazioni: c’è laPuglia, con un deficit annuo di precipitazione del-23%rispetto alla media di lungo periodo, ilMolisee laBasilicatacon un deficit del-20%.
In sintesi:nel Meridione e nelle isole maggiori la riduzione idrica è stata del -49% nel distretto idrografico della Sicilia, del -55% nel distretto della Sardegna e del -39% nel distretto dell’Appennino Meridionale.
Situazione rovesciatainvece nelNord Italia, dove troviamoPiemonte,VenetoeLiguriache nel 2024 hanno visto unsurplus annuo di precipitazione superiore al 40%, rispetto alla media di lungo periodo.
Entrando più nel dettaglio, i dati che il BIGBANG ci restituisce dicono che nel nostro Paese la disponibilità complessiva dirisorsa idrica nell’anno 2024 è stata stimata in 158 miliardi di metri cubi,a fronte di un valore medio annuo di 138 miliardi di metri cubi (+14%). Questa maggiore disponibilità complessiva è, tuttavia, da attribuire alle elevate precipitazioni verificatesi al Nord.Permane, a livello nazionale, un trend decrescente, dal 1951 a oggi, della disponibilità annua di risorsa idrica.
Qual è la situazione rispetto all’Europa? Da un’analisi condotta dall’ISPRA rispetto ai dati contenuti nelRapportosulle acque europee dell’EEA 2024, emerge che le risorse idriche nel nostro continente sono ancora sottoposte a pressioni importanti che rendonomeno evidenti i progressi rispetto al passato ciclo di pianificazione previsto dalla Direttiva Quadro Acque.
Parlando diacque sotterranee, a livello europeo, il77% dei corpi idrici si trova in stato chimico buono,mentre il91% delle acque sotterranee è in uno stato quantitativo buono. Più o meno analoga la situazione inItalia, dovele percentuali di corpi idrici sotterranei in stato chimico e quantitativo buono sono leggermente minori, il 70% per il chimico e il 79% per il quantitativo.
InEuropageneralmente le acque continuano a essere influenzate dacontaminanti, principalmente da inquinamento atmosferico legato allaproduzione energetica da carbonee da inquinamento diffuso derivante dall’agricoltura. Analoga situazione inItalia, dove le fonti diffuse prevalentisono legate all’uso agricoloe dove risulta rilevante anche l’inquinamento legato agli scarichi urbani.
La nota ISPRA conclude sulla necessità di unacompleta applicazione della Direttiva Quadro sulle acque dell’UE,sull’aumento dellaresilienza dei sistemi idrici, anche in risposta alle mutate condizioni climatiche, in vista della revisione, prevista entro l’estate, dellaStrategia europea “EU Water Resilience”, un percorso verso la sicurezza e la resilienza idrica, garantendo la disponibilità di acqua pulita e proteggendo meglio l’UE dai rischi legati all’acqua, su cui si è recentemente (4 marzo 2025) chiusa la consultazione dei cittadini e delle parti interessate.
Immagine di copertina: Fonte ISPRA
