Il Rapporto OIR 2024 di Agici Finanza di impresa approfondisce il ruolo delle rinnovabili (sia utility scale, che distribuite) per vincere la sfida del Net Zero, con l’obiettivo di comprendere quali siano le azioni e gli investimenti necessari per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050, designando una roadmap per alcuni settori rilevanti in Italia. A tale analisi, si affianca una disamina approfondita delle strategie dei principali operatori attivi nello sviluppo degli impianti rinnovabili e nell’offerta di servizi sostenibili a livello nazionale ed europeo.
Le rinnovabili in Italia crescono, ma per raggiungere la neutralità carbonica è richiesto un profondo cambio di paradigma. Centrare l’obiettivo Net zero al 2050 presuppone un’accelerazione decisa degli investimenti che dovranno raggiungere la cifra di 1.010 miliardi di euro entro il 2050.Non solo: si tratta diadottare nuove politiche pubbliche che alleggeriscano il peso burocratico dei processi autorizzativi, rimuovendo gli attuali ostacoli normativi e dando così lo slancio decisivo alla transizione energetica del Paese.
È quanto emerge dalloStudio“Net Zero: la sfida e il potenziale delle energie rinnovabili al 2050” presentato il 17 settembre 2024 in occasione del workshop “Net Zero Economy al 2050: miraggio o realta’?” organizzato daAgici Finanza d’Impresaper l’edizione 2024 dell’Osservatorio OIR.
Nel luglio 2021 la Commissione UE ha annunciato ilPacchetto Fit for 55con l’obiettivo di ridurre le emissioni del 55% entro il 2030. Questa è però solo una tappa intermedia di un percorso verso la decarbonizzazione che si completerà raggiungendo la cosiddetta Net Zero economy al 2050, traguardo che potrà essere raggiunto con un cambiamento profondo dell’ecosistema produttivo e dei consumatori, affiancato dal ruolo rilevante delle fonti rinnovabili.
Il Rapporto OIR 2024approfondisce il ruolo delle rinnovabili (sia utility scale, che distribuite) per vincere la sfida del Net Zero. In particolare, l’obiettivo della ricerca è comprenderequali siano le azioni e gli investimenti necessari per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050, designando una roadmap per alcuni settori rilevanti in Italia. A tale analisi, si affianca una disamina approfondita delle strategie dei principali operatori attivi nello sviluppo degli impianti rinnovabili e nell’offerta di servizi sostenibili a livello nazionale ed europeo. Conclude la ricerca un approfondimento sul ruolo della finanza per traguardare il Net Zero.
“Immaginare una società decarbonizzata significa entrare in un terreno ancora inesplorato, proiettarsi in un mondo completamente nuovo: per questo motivo ci preme sottolineare che, per raggiungere gli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2050 c’è bisogno di realismo, ma soprattutto di uno sforzo concreto e condiviso da parte di tutti– ha dichiaratoMarco Carta, Amministratore Delegato di Agici –Il nostro studio mostra come le aziende siano pronte a fare la propria parte, ora si attende una risposta a livello politico. Sono ancora troppe le lungaggini, le moratorie e i singoli provvedimenti che, spesso in contrasto con lo stesso PNIEC, rallentano e bloccano gli investimenti: accelerare i processi di implementazione è oggi un imperativo non più prorogabile”.
Per condurre l’analisi, Agici ha delineato una roadmap di azioni e investimenti necessari per ridurre le emissioni climalterantiin tre settori chiave non ETS,residenziale,terziarioe deitrasporti, il più inquinante tra quelli considerati, approfondendo il ruolo delle FER per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.
Per analizzare lo stato dell’arte dello sviluppo delle rinnovabili, poi, lo studio ha preso in analisi le strategie di 17 grandi utility italiane ed europee, a cui corrisponde una capacità complessiva installata di 224,8 GW, costituita dal 47% di eolico e dal 34% di idroelettrico, aumentata nel corso del 2023 grazie a 42,6 miliardi di euro di investimenti.

Ma se gli investimenti in FER continuano ad aumentare, a gravare sul loro sviluppo è un aspetto ancora poco considerato, ovvero lo stato dell’arte del parco rinnovabile esistente. Il 70% degli impianti idroelettrici e geotermoelettrici è infatti antecedente al 1980, mentre due terzi degli impianti eolici e fotovoltaici risalgono al periodo 2007-2014.Partendo da una capacità stimata di 83 GW al 2025, al 2050 dovranno essere rinnovati in Italia 73,8 GW con un costo stimato di 48,3 miliardi di euro, destinati prevalentemente ai settori fotovoltaico e idroelettrico.
Dal rapporto emerge come la volontà di investire nelle rinnovabili da parte dei principali operatori sia elevata, confermata dalle previsioni di un aumento della capacità FER nel periodo 2023-2030 pari al 63% (+147,6 GW) rispetto a quella installata nel 2023, e di un ammontare di investimenti complessivi che corrisponde a 174,3 miliardi di euro (42 miliardi considerando solo i player italiani).
Complessivamente, al fine di raggiungere gli obiettivi di Net Zero al 2050l’investimento complessivo stimato per tutti gli interventi considerati ammonta a 1.010 miliardi di euro, di cuiil 60% è riferito a interventi di efficientamento energetico degli edifici residenziali e del terziario.

Tuttavia, osserva Agici, se la volontà e le risorse finanziarie sono considerevoli e tangibili nei piani degli operatori, in Italia i processi burocratici rappresentano un ostacolo ancora troppo vincolante per il definitivo sviluppo delle rinnovabili, nonostante il percorso tracciato dal PNIEC. Una criticità, questa, che trova espressione negli iter approvativi ancora troppo lunghi e complessi e che rischia di scoraggiare gli investimenti.
Un impegno collettivo, conclude il rapporto Agici, è dunque necessario se si vogliono centrare gli obiettivi europei, per cui risulta fondamentale anche il contributo diretto dei cittadini, chiamati a fare la loro parte attraverso comportamenti virtuosi, come l’attuazione di interventi di efficientamento energetico. Un impegno per tutti gli attori coinvolti che, ancora una volta, pone al centro del dibattito la necessità di policy di incentivazione adeguate, che permettano il superamento dei colli di bottiglia amministrativi.
“Quando si parla di transizione energetica e di innovazione, è necessario tenere a mente che alla base del processo vi sono degli impianti soggetti naturalmente a obsolescenza– ha osservatoAnna Pupino, Coordinatrice Osservatorio OIR di Agici– Non è sufficiente investire in una capacità rinnovabile per arrivare ad una Net Zero Society, ma è necessario pianificare e anticipare ad oggi i costi di manutenzione e rinnovo di domani.Al nostro Paese è richiesta una grande lungimiranza per supportare gli operatori nel sostenimento dei costi e garantire, con policy adeguate, una corretta manutenzione degli impianti”.
