17 Gennaio 2022
Efficienza energetica Energia

Efficienza energetica: il combustibile più pulito ed economico

L’annuale rapporto di aggiornamento dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) sugli sviluppi globali nell’efficienza energetica, essenziale per mantenere gli impegni sul clima, analizza le recenti tendenze nei mercati a livello economico e settoriale, il ruolo dell’efficienza energetica per l’obiettivo net zero al 2050 e come la digitalizzazione ne sta ampliando la scala e le opportunità di business.

Mantenere gli impegni globali sul clima a portata di mano necessita di una rapida diffusione di tutte le tecnologie e soluzioni che comportino un uso più efficiente dell’energia in tutta l’economia.

È il messaggio contenuto nell’ultimo annuale Rapporto sull’Efficienza Energetica  pubblicato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), che esplora le più recenti tendenze nei mercati a livello economico e settoriale, compresi gli sviluppi nelle politiche e negli investimenti, con un focus sul ruolo dell’efficienza energetica nel conseguimento delle emissioni nette zero al 2050 del settore energetico, compreso un esame del ruolo cruciale di tecnologie e apparecchiature efficienti, nonché di tutte le principali pietre miliari per la decarbonizzazione nell’ambiente costruito, nei trasporti e nell’industria. Inoltre, il rapporto analizza le tendenze recenti nell’innovazione digitale, esaminando come la digitalizzazione stia espandendo la scala e la portata dei mercati dell’efficienza energetica e come i modelli di business si stanno evolvendo per sfruttare queste opportunità.

Il Rapporto arriva dopo la conclusione della Conferenza sui Cambiamenti Climatici di Glasgow (COP26), nella cui dichiarazione finale si chiede specificamente il rapido aumento delle misure di efficienza energetica, riconoscendo il loro ruolo chiave nella decarbonizzazione dei sistemi energetici. Al contempo è il primo aggiornamento sul mercato dell’efficienza energetica dell’IEA dopo che i Governi hanno annunciati nel corso del 2021 ingenti impegni di spesa volti a sostenere la ripresa economica.

Riteniamo che l’efficienza energetica sia il ‘primo combustibile’ in quanto rappresenta ancora il modo più pulito e, nella maggior parte dei casi, il più economico per soddisfare le nostre esigenze energetiche – ha affermato il Direttore esecutivo dell’IEA, Fatih Birol – Non esiste un percorso plausibile per le emissioni nette a zero senza utilizzare le nostre risorse energetiche in modo molto più efficiente. Un cambiamento radicale nell’efficienza energetica ci darà la possibilità di combattere i peggiori effetti dei cambiamenti climatici creando milioni di posti di lavoro dignitosi e riducendo le bollette energetiche“. 

Il Rapporto rileva che i Governi hanno ampliato i programmi esistenti di efficienza ad alta intensità di occupazione, ma sottolinea anche che le potenzialità del settore per creare posti di lavoro rimangono non sfruttate. Ad esempio, si prevede che gli investimenti nell’efficienza energetica degli edifici – un driver consolidato di posti di lavoro nell’edilizia – aumenteranno del 20% nel 2021 rispetto ai livelli pre-pandemia, ma con questi livelli di spesa potrebbero aggiungersi altri 4 milioni di posti di lavoro in più entro il 2030, aumentando ulteriormente gli investimenti nell’efficienza energetica di edifici , elettrodomestici e altre misure in linea con lo scenario della road map dell’IEA per emissioni nette zero entro il 2050.

Dopo che il 2020 è stato il peggior anno del decennio per il miglioramento dell’intensità energetica globale – un indicatore chiave dell’efficienza con cui le attività economiche utilizzano l’energia – per effetto della pandemia di Covid-19 che ha spostato il centro dell’attività economica dai servizi verso il settore industriale, nel 2021 dovrebbe scendere dell’1,9%, in linea con il tasso di miglioramento medio annuo degli ultimi 10 anni, ma ben al di sotto del 4% necessario tra il 2020 e il 2030 nella tabella di marcia dell’IEA per azzerare le emissioni entro il 2050.

A seguito delle nuove iniziative annunciate dai Governi, la crescita globale di investimenti per l’efficienza energetica aumenterebbe del 10% nel 2021, arrivando a quasi 300 miliardi di dollari, ma per raggiungere gli obiettivi climatici stabiliti a livello globale dovrebbero triplicare e essere intrapresi da tutti i Governi, mentre al momento è l’Europa la regione che sta adottando le politiche climatiche ed energetiche più forti.

Fonte: IEA

Mentre l’attività edilizia globale si è contratta per gran parte del 2020, gli investimenti nell’efficienza energetica degli edifici Europa sono aumentati. Tra le buone pratiche citate: i programmi edilizi della Germania la cui banca di sviluppo (KfW) ha raddoppiato i volumi di investimento; il Programma Superbonus del Governo italiano; il Piano “Relance” della Francia che prevede investimenti per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati per oltre 4 miliardi di euro.

Il recente report del Green Finance Institute britannico ha stimato che per decarbonizzare gli edifici europei entro il 2050 tramite la loro ristrutturazione sono necessari nel prossimo decennio 3,5 trilioni di euro, mentre gli investimenti pubblici previsti dagli attuali PNRR degli Stati membri dell’UE assommano a 0,75 trilioni di euro.

Secondo l’IEA, poiché l’efficienza energetica offre alcune delle azioni più rapide ed economiche per ridurre le emissioni di CO2, le misure di efficienza anticipate nelle strategie dello zero netto saranno cruciali per colmare il divario tra le ambizioni climatiche e le tendenze attuali.

Nel Rapporto vengono esaminati oltre 40 obiettivi di efficienza energetica tracciati nella tabella di marcia dell’IEA che possono migliorare l’efficienza e aiutare a ridurre le emissioni in linea con la traiettoria prevista. Un focus viene riservato all’approfondimento sui mercati dell’efficienza energetica digitali, compreso il modo in cui la digitalizzazione sta ampliando i vantaggi dell’efficienza energetica e come si stanno evolvendo i modelli di business per sfruttare queste opportunità. Viene indagato, inoltre, il modo in cui i Governi stanno affrontando le relative opportunità, rischi e sfide, comprese le competenze e l’accesso digitali, la protezione dei dati e la sicurezza informatica, nonché il consumo energetico e l’efficienza dell’infrastruttura digitale.

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