Nella prima giornata del 1° Forum Nazionale della Mobilità Condivisa, organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da Italian Exibition Group, in svolgimento nell’ambito di IBE- Intermobility and Bus Expo (Rimini Expo Centre, 19 – 21 novembre 2024), è stato presentato il Rapporto “Intermobility Future Ways” chepropone un´analisi innovativa della mobilità italiana, distinguendo tra mobilità personale, legata ai mezzi privati, e mobilità condivisa, che include trasporti pubblici e servizi di sharing mobility, con il “ventaglio della mobilità” condivisa che ne rappresenta la sintesi.
Con un ventaglio di offerte – treno, TPL, taxi, sharing mobility – una famiglia potrebbe risparmiare fino a 3.800 euro all’anno, si avrebbe una riduzione di 18 milioni di tonnellate di emissioni di gas serra e le città verrebbero liberate da circa 4,5 milioni di automobili, rendendole così più vivibili e green.
È quanto emerge dal primoRapporto “Intermobility Future Ways”, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile (FoSS) e presentato in apertura del1° Forum Nazionale della Mobilità Condivisa, organizzato in collaborazione conIEG(Italian Exibition Group) e supportato tecnicamente dall’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobilitye daEuromobility, in svolgimento a Fiera diRimini (19-21 novembre 2024) nell’ambito diIBE- Intermobility and Bus Expo, l´appuntamento biennale di IEG con il supporto di AN.BTI Confcommercio e ASSTRA,l’evento di riferimento per le aziende del settore, per le pubbliche amministrazioni e le associazioni di categoria. L’obiettivo dichiarato da Foss e IEG di questa unione di forze è la creazione di un ecosistema, fondato sulMobility as a Service, in cui emerganosoluzioni migliorative, nuovi modelli e una rete di relazioni importanti.
Il Rapporto propone un´analisi innovativa della mobilità italiana, distinguendo tramobilità personale, legata ai mezzi privati, e mobilità condivisa, che include trasporti pubblici e servizi di sharing mobility, con il “ventaglio della mobilità condivisa” che ne rappresenta la sintesi: treno, metropolitana, tram, bus e anche autonoleggio, taxi e tutte le nuove forme di sharing mobility. Un vantaggio non solo per il portafoglio ma anche per l’ambiente. Il sistema dei trasporti contribuisce per più del 25% alle emissioni di gas serra in Italia, ma con un incremento del 30% dell’offerta di mobilità condivisa, i gas serra verrebbero ridotti di 18 Milioni di tonnellate (più della metà del target italiano di riduzione del settore trasporti per il 2030), liberando le città da circa 4,5 milioni di automobili, rendendole così più vivibili e green.

La mobilità personale rappresenta l´83% degli spostamenti, contro il 17% della mobilità condivisa. Dal 1966 al 2023 il numero di automobili in Italia è passato da 6,3 milioni a oltre 40 milioni, conferendo al Paese il tasso di motorizzazione più alto in Europa.
In tema di spesa pubblica e investimenti, la spesa per il trasporto pubblico in Italia è rimasta stabile negli ultimi dieci anni. Tuttavia, il nostro Paese investe meno rispetto a Francia e Spagna, sia in termini pro capite, sia in rapporto al PIL.
Sul fronte ambientale, il settore dei trasporti è responsabile di oltre il 25% delle emissioni di gas serra. Un aumento del 30% della mobilità condivisa entro il 2030 potrebbe però ridurre le emissioni di 18 milioni di tonnellate, oltre a eliminare dalle città 4,5 milioni di veicoli.
Anche i costi per le famiglie potrebbero calare in modo significativo. Attualmente, la spesa media annuale per i trasporti è di circa 5000 euro, con l´89% destinato ai mezzi privati. Adottando modalità di trasporto condivise e sostenibili, ogni famiglia potrebbe risparmiare fino a 3800 euro l´anno.
“Tra il 2005 e il 2022, le emissioni dei trasporti su strada sono diminuite in Italia solo del 4%– ha sottolineatoEdo Ronchi, Presidente della FoSS –Dobbiamo puntare su un consistente incremento, specie a livello urbano, della mobilità pubblica e condivisa, potenziando tutto l’ampio ventaglio di mezzi disponibili per migliorare la mobilità, ridurre la congestione del traffico, tagliare le emissioni, ridurre la spesa delle famiglie, tagliando in modo significativo anche il numero delle auto circolanti”.
Nel 2022 la mobilità personale ha rappresentato, l’83% contro il 17% di mobilità condivisa.

Ipasseggeri trasportati dai servizi di trasporto pubblico locale erano 33,16 miliardi di pkm nel 1990 e sono 31,54 nel 2023 (-5%), a fronte di una mobilità su automobile privata che è passata da 52,2 a 67,41 miliardi di pkm (+30%)e, anche dal punto di vista dell’offerta di trasporto, i dati portano allo stesso fattore: 2500 miliardi di posti km per la mobilità personale contro 442 miliardi per la mobilità condivisa (rapporto di 1 a 5).
Anche il modo con cui gli italiani si recano al lavoro o a scuola, segue lo stesso trend. Nel censimento del1971gli italiani che uscivano di casa al mattino per lavorare e studiare e sceglievano l’auto erano circa il 25%, nel 2023 due terzi, con una quota della mobilità condivisa stabile, poco sotto al 20%. Le auto che nel 1966 erano 6,3 milioni sono diventate 40,9 milioni nel 2023. Ilnumero degli autobus urbani in Italia è calato dal 2010mentre nello stesso lasso ditempo il parco auto è aumentato di altri 5 milioni di veicoli.
La spesa pubblica per i trasporti in declino, alta quella personale
Tenuto conto che la componente prevalente della mobilità condivisa è rappresentata dal trasporto pubblico, il Rapporto analizza la tendenza delle spese dello Stato nell’arco degli anni.La spesa pubblica per i servizi di trasporto è stabile più o meno da 10 annie tenendo conto dell’inflazione è un valore addirittura in calo.L’entità del Fondo nazionale per il trasporto pubblico in 10 anni è calata di circa un miliardo(5,05 miliardi nel 2013, 4,51 oggi).
L’Italia è anche indietro rispetto ad altri Paesi europei in termini di spesa pro capite: ha speso nel 2019 tra 131 e 119 euro per abitante. La Spagna nello stesso anno spendeva 129 ad abitante, per salire, nel 2024, a 144 € ad abitante. La Francia spende decisamente di più: 259 euro ad abitante nel 2019 (321 euro nel 2023). Eppure ogni Euro di valore creato dal trasporto pubblico porta mediamente ad una successiva creazione di valore da 4 a 6 Euro nel sistema economico generale.
Oggi le famiglie italiane nel loro insieme dedicano alla spesa per trasporti 139,5 miliardi di euro all’anno (circa 5000 euro/anno di media a famiglia, più del triplo delle bollette di energia e riscaldamento).La componente per la mobilità personale (soprattutto automobile) rappresenta l’89% della spesa mentre quella per i servizi di mobilità l’11%. Un cittadino che usa più spesso la propria bicicletta in città, il trasporto pubblico e, all’occorrenza, una combinazione di servizi di sharing mobility, potrebbe ottenere un risparmio annuo fino a 3.800 euro rispetto alla scelta di utilizzare abitualmente la propria auto.

L’’offerta di trasporto un’Italia a macchia di leopardo
L’offerta di trasporto pubblico è estremamente diseguale nel Paese. Tra le diverse Regioni Italiane, il Lazio, per esempio, ha a disposizioni nelle sue città capoluogo circa 17 mila posti km ad abitante/anno mentre la Lombardia circa 20 mila (senza includere la componente dei treni regionali ma includendo invece le autolinee).La media italiana è molto più bassa (5.753), con il Centro che è l’area con una media annua maggiore(pari a 3.782) e ilMezzogiorno con una media che è la metà di quella media del Paese(2.528). Se si prendono in considerazione solo le città capoluogo servite da TPL urbano, emerge con estrema chiarezza chele città del Centro e del Meridione, sono tutte sotto la media dei posti km ad abitante italiana (meno di 2000) mentre le città capoluogo del Nord del Paese sono in larga parte vicine o superiori alla media.
“Future Ways descrive un nuovo modello, rappresentato simbolicamente dal Ventaglio dei servizi di mobilità condivisa, a disposizione dei cittadini– ha affermato Raimondo Orsini, Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale della Sharing mobility –È una rivoluzione culturale ed economica che si sta concretizzando in molte città del mondo e punta a migliorare la qualità ambientale, lo spazio urbano e gli stili di vita. L’obiettivo dei prossimi anni sarà quello di sovvertire lo status quo anche in Italia e portare la mobilità condivisa a crescere ben oltre il 16% dei passeggeri/km attuali”
Per riequilibrare la mobilità italiana vengono proposte 6 azioni strategiche (Future Ways).
–Adottare il nuovo concept della “mobilità condivisa”, realizzando che i servizi di mobilità condivisa devono percepirsi come un insieme interconnesso e collaborativo, un unico ventaglio di possibilità per i cittadini.
–Cambiare le politiche e la regolazione del settore, per abbattere gli steccati che sono stati eretti quando il contesto normativo, politico, economico e tecnologico erano completamente diversi, pensando, come è stato fatto in Francia, a unaLoi d’orientation des mobilités.
–Riallocare le risorse pubbliche, per riequilibrare mobilità personale e condivisa, rimuovendo anche gli ostacoli che fanno sì che alcuni servizi di mobilità siano esclusi da un sostegno pubblico stabile.
–Ripensare lo spazio stradale urbano, che favorisca la coabitazione di più mobilità e che offra maggiore capacità di trasporto per la mobilità condivisa, con particolare attenzione ad autobus, tram e veicoli in sharing.
–Puntare sulla mobilità quotidiana e locale: è in questo ambito che le potenzialità della mobilità condivisa sono più promettenti e dove gli impatti sociali e ambientali della mobilità personale sono più intensi e rilevanti.
–Beneficiare del nuovo ruolo di aziende e community: le aziende, nel percorso di decarbonizzazione e con l’adozione di criteri ESG, utilizzano il mobility management per ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare gli spostamenti dei dipendenti, il Terzo Settore, attraverso servizi di trasporto sociale, può integrare l’offerta pubblica, sviluppando modelli solidaristici per ridurre la vulnerabilità e l’isolamento.
