27 Novembre 2022
Energia Fonti fossili

GAS: domanda globale nel 2022 in leggero calo

Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), la domanda globale di gas naturale nel 2022 subirà una leggera flessione, a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina che sta determinando una contrazione delle forniture, prezzi più alti e incerte prospettive, e il calo maggiore (6%) sarà in Europa.

La domanda mondiale di gas naturale è destinata a diminuire leggermente nel 2022 a causa dell’aumento dei prezzi e delle interruzioni del mercato causate dall’invasione russa dell’Ucraina. 

La previsione al ribasso, rispetto alla precedente valutazione, è contenuta nell’ultimo aggiornamento trimestrale he l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha pubblicato il 15 aprile 2022, che stima una diminuzione  di 50 miliardi di metri cubi, l’equivalente di circa la metà delle esportazioni statunitensi di gas naturale liquefatto (GNL) dello scorso anno, rispetto ad una crescita del 4,5% nel 2021.

L’attacco della Russia all’Ucraina ha aggiunto ulteriore pressione e incertezza a un mercato del gas naturale già rigido, soprattutto in Europa, sottolinea l’Agenzia. Sebbene al momento non ci siano restrizioni legali sull’importazione di gas naturale russo nell’Unione europea, la guerra ha spinto i governi dell’UE a cercare di ridurre la loro dipendenza dalle importazioni russe di combustibili fossili il più rapidamente possibile. 

L’IEA ha pubblicato lo scorso marzo un Piano in 10 punti in cui si indica una serie di misure per ridurre il volume delle importazioni di gas russo in Europa di oltre un terzo entro un anno, senza modificare gli obiettivi climatici dell’UE.

I prezzi spot del gas sono saliti a livelli record poiché la spinta dell’Europa per una fornitura di gas naturale più diversificata ha intensificato la domanda di carichi di gas naturale liquefatto (GNL), con alcuni dirottati dall’Asia. I prezzi medi spot del GNL in Asia durante la stagione di riscaldamento 2021-22 sono stati più di 4 volte a media degli ultimi 5 anni e in Europa 5 volte superiori alla media quinquennale, nonostante un inverno mite. I prezzi sono stati aumentati dalle mosse della Russia, anche prima dell’invasione dell’Ucraina, di ridurre drasticamente le vendite di gas a breve termine in Europa, che avevano lasciato i livelli di stoccaggio europei del 17% al di sotto della media quinquennale all’inizio della stagione di riscaldamento europea.

Fonte: IEA

L’attacco non provocato della Russia all’Ucraina è soprattutto un disastro umanitario, ma ha anche innescato una grave crisi di approvvigionamento energetico e di sicurezza – ha affermato Keisuke Sadamori, Direttore dell’IEA per i Mercati energetici e la sicurezza – Sebbene una concorrenza più agguerrita per le forniture di GNL sia inevitabile affinché l’Europa riduca la sua dipendenza dal gas russo, la soluzione migliore e più duratura alle sfide energetiche odierne sarebbe quella di accelerare i miglioramenti dell’efficienza energetica nelle nostre economie e accelerare la transizione dai combustibili fossili verso fonti di energia a basse emissioni di carbonio, compresi i gas a basse emissioni di carbonio di produzione nazionale”.

La Russia, ricorda l’Agenzia, è il più grande fornitore di gas naturale d’Europa, avendo soddisfatto nel 2021 il 33% della domanda della regione, rispetto al 25% nel 2009. I flussi di gas naturale in transito attraverso l’Ucraina sono continuati sin dall’invasione, nonostante la stessa Ucraina abbia subito interruzioni dell’approvvigionamento e danni alle sue infrastruttura del gas.

In sintesi, il consumo di gas naturale quest’anno dovrebbe diminuire di quasi il 6% in Europa, mentre in Asia si prevede una crescita del 3% nel 2022, ma in netto rallentamento rispetto alla crescita del 7% nel 2021. Le altre aree regionali come le Americhe, l’Africa e il Medio Oriente risentiranno in modo meno diretto della volatilità del mercato del gas, in quanto dipendono principalmente dalla produzione nazionale di gas. Tuttavia saranno colpiti dai più ampi impatti economici dell’invasione russa dell’Ucraina, tra cui l’aumento dei prezzi delle materie prime, un potere d’acquisto più debole e investimenti inferiori a causa della fiducia intaccata delle imprese.

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