WWF International, in vista della prossima sessione dei negoziati sul Trattato globale sulla plastica, ha diffuso un nuovo Rapporto condotto in collaborazione con il Birmingham Plastics Network dell’Università di Birmingham, che sintetizza i risultati di quasi 200 dei più recenti e importanti studi, sottoposti a revisione parietaria, sui potenziali rischi che l’inquinamento da plastica, in particolare micro e nanoplastiche (MnP) e le sostanze chimiche ad alto rischio correlate, rappresenta per la salute umana e ambientale.
In vista della sessione di negoziati (INC-5.2) per ilTrattato globale sulla plasticasecondo ilmandatodell’Assemblea Ambientedelle Nazioni Unite (UNEA), organizzata dall’UNEP a Ginevra (5-14 agosto 2025) per raggiungere un accordo giuridicamente vincolante per contrastare l’inquinamento da plastica, anche nell’ambiente marino, dopo il mancato accordo nellaprecedente sessione di Busan,WWF Internationalha diffuso ilRapporto“Plastics, Health, and One Planet. An evidence-based call for global rules”, condotto in collaborazione con l’Università di Birmingham, che sintetizzai risultati di quasi 200 dei più recenti e importanti studi, sottoposti a revisione parietaria sui potenziali rischi che l’inquinamento da plastica, in particolare micro e nanoplastiche (MnP) e le sostanze chimiche ad alto rischio correlate,rappresenta per la salute umana e ambientale.
Il Rapporto evidenzia unlegame tra MnP e vari effetti biologici, tra cui l’interferenza con il sistema endocrino, tumori ormono-correlati (come il tumore al seno e ai testicoli), compromissione della fertilità e patologie respiratorie croniche.

Sebbene la ricerca sia in continua evoluzione, le evidenze attuali sono già sufficienti per giustificare il ricorso al principio di precauzione che impone l’adozione di misure anche in assenza di certezze scientifiche assolute, qualora vi siano rischi credibili per la salute umana o ambientale. Il principio di precauzione ha già guidato con grande successo diversi accordi internazionali.
“Il principio di precauzione ha guidato con grande successo numerosi accordi internazionali, in particolare il Protocollo di Montreal del 1987, quando i paesi hanno agito con decisione sulle sostanze che impoveriscono lo strato di ozono prima che la scienza fosse completamente consolidata, prevenendo milioni di casi di cancro della pelle e facilitando il ripristino dello strato di ozono– ha affermatoStefan Krause, Professore di Ecoidrologia e Biogeochimica all’Università di Birmingham che condotto lo studio insieme ai suoi colleghi delBirmingham Plastics Network, un gruppo interdisciplinare che lavora insieme per plasmare il destino e il futuro sostenibile della plastica –Basandoci su questo precedente, esortiamo i governi e i negoziatori a elaborare un trattato scientificamente valido e giuridicamente vincolante che non solo affronti l’inquinamento da plastica alla radice, includendo divieti globali e l’eliminazione graduale dei prodotti e delle sostanze chimiche più dannosi, ma che renda anche la protezione della salute umana, della fauna selvatica e dell’ambiente una funzione fondamentale”.
Per poter affrontare in maniera efficace l’inquinamento globale da plastica, i negoziati di Ginevra devono concludersi con unTrattato basato su regole vincolanti specifiche sostenute dalla maggior parte dei paesi. Con questo si intendeun documento che includa divieti globali sui prodotti di plastica e sulle sostanze chimiche più dannose;requisiti comuni di progettazione dei prodotti per garantire la transizione verso un’economia circolare non tossica;sostegno finanziario e tecnico ai Paesi in via di sviluppo per garantire un’attuazione equa;meccanismi di aggiornamento e rafforzamento del Trattato nel tempo. Se alla INC-5.2 non si raggiungerà questo obiettivo, rischiamo di costruire un futuro caratterizzato da alti livelli di inquinamento, sempre più difficili e costosi da contrastare.
I precedenti tentativi di finalizzare il Trattato sono stati ostacolati dalla ricerca del consenso unanime, impedita da un ristretto numero di Paesi che negano l’evidenza scientifica e bloccano i progressi. È ormai evidente che la via del consenso formale difficilmente porterà a un Trattato efficace ma ci sono percorsi alternativi da intraprendere. Anche senza unanimità, sottolinea WWF International, si può costruire un trattato efficace.
“In un contesto geopolitico instabile, questi negoziati sono sul filo del rasoio– ha dichiarato Zaynab Sadan, Global Plastics Policy Lead del WWF–I Paesi produttori di petrolio stanno strumentalizzando il consenso per minare l’accordo, non per costruirlo.Questo non è multilateralismo, è ostruzionismo. La mancanza di consenso non implica necessariamente lo stallo. La maggioranza ambiziosa deve ora scegliere la propria strada: tramite il voto o la creazione di una coalizione. Rifiutando l’ostruzionismo e facendo leva sulla propria forza numerica, può costruire un trattato che protegga davvero le persone e il Pianeta. Gli strumenti ci sono, il sostegno c’è. È tempo di agire”.
WWF International invita gli Stati membri a utilizzare tutti gli strumenti procedurali disponibili – compresi il voto o la formazione di una coalizione di maggioranza – per approvare un Trattato ambizioso. È ormai evidente cheuna piccola minoranza continuerà a bloccare ogni reale progresso se si insisterà sulla via del consenso unanime.

Per garantire che i leader mondiali rispettino il trattato di cui le persone e la natura hanno bisogno, il WWF ha individuato4 obiettivi imprescindibili che, come punto di partenza, gli Stati devono raggiungere con l’INC-5.2. In via prioritaria, gli Stati devono perseguire:
–Divieti globali ed eliminazioni progressive delle plastiche e delle sostanze chimiche più dannose.
–Requisiti globali vincolanti per la progettazione dei prodotti e sistemi per un’economia circolare non tossica.
–Flussi finanziari allineati e risorse per il cambiamento dei sistemi.
–Meccanismi per rafforzare e adattare le misure nel tempo.
QuiilDocumento del WWF sulle misure essenziali a cui la INC-5.2 dovrebbe pervenire.
IlGlobal Plastic Navigatorpermette di visualizzarele posizioni degli Stati sui 4 elementi essenziali del trattato, che insieme forniscono un solido punto di partenza e un percorso credibile e ben supportato per porre fine all’inquinamento da plastica, sulla base dell’analisi compiute dal WWF delle fonti di informazione disponibili al pubblico.

