Pur restando esposta alle condizioni meteo delle prossime settimane, la vendemmia 2025 dovrebbe essere molto buona o ottima in tutte le regioni (ad eccezione della Toscana) e con punte di eccellenza, stando all’indagine realizzata da Assoenologi, Unione italiana vini (Uiv) e Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA).
La vendemmia 2025 nel complesso si presenta come un’annata equilibrata che, pur non facendo registrare picchi produttivi straordinari, offre comunque interessanti premesse sul piano qualitativo che quasi ovunque oscilla tra il buono e l’ottimo e non mancano punte di eccellenza.
È quanto rilevato dall’indagine realizzata attraverso un processo di armonizzazione delle metodologie adottate daAssoenologi, Unione italiana vini (Uiv) e Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA), a cui si aggiunge il contributo dell’Ufficio competente delMASAFe delleRegioni.
Secondo quanto emerge dallaRelazionel’andamento climatico ha imposto un’attenta gestione agronomica ma non ha compromesso la sanità generale delle uve. Al contrario, la maturità fenolica raggiunta in gran parte delle aree, unita al potenziale aromatico favorito dalle escursioni termiche di fine agosto, lascia intravedere vini freschi e longevi al Nord, profili netti ed equilibrati al Centro e rossi di struttura e carattere al Sud.
“Fino a una ventina di giorni fa la situazione appariva nel complesso equilibrata, con il centro-nord che registrava una progressione regolare della maturazione delle uve, favorita da un clima bilanciato tra sole e piovosità– ha dichiarato il presidente di Assoenologi,Riccardo Cotarella–Successivamente, però, le piogge eccessive hanno determinato criticità in diverse aree, mentre il sud del Paese – comprese le isole – ha dovuto fare i conti con la siccità e con una preoccupante carenza di precipitazioni. Da questa anteprima della vendemmia emerge tuttavia un dato incoraggiante: la qualità delle uve si preannuncia molto buona, in alcune zone addirittura eccellente. È un aspetto fondamentale, perché in un momento complesso come quello che stiamo vivendo, la qualità dei vini diventa un elemento decisivo anche sui mercati e richiede un’attenzione ancora maggiore nella loro preparazione. In questo scenario contraddittorio e imprevedibile, ancora una volta il ruolo degli enologi si conferma centrale: la loro scienza, esperienza e conoscenza sono strumenti indispensabili per affrontare al meglio i cambiamenti climatici e per garantire una conduzione più lineare e sicura dei vigneti e delle cantine. È grazie al lavoro quotidiano degli enologi che il settore vitivinicolo può rispondere con competenza a un clima sempre più incerto”
Pur restando esposte alle condizioni meteo delle prossime settimane, dal punto di vista sanitario le uve si presentano in buone condizioni, grazie a una gestione agronomica attenta e scientifica, fondamentale in un contesto sempre più segnato da eventi estremi. La campagna vendemmiale è stata infatti preceduta da una fase di incertezza legata alla variabilità climatica estiva. Tuttavia, lebuone riserve idriche accumulate durante l’inverno, unaprimavera mitee un’estate anticipata ma altalenantehanno favorito unavendemmia anticipata in molte aree e con una distribuzione temporale che si preannuncia lunga, soprattutto nel Mezzogiorno. La maturità fenolica raggiunta in gran parte delle aree, unita al potenziale aromatico favorito dalle escursioni termiche di fine agosto, lascia intravederevini freschi e longevi al Nord,profili netti ed equilibrati al Centroe rossi di struttura e carattere al Sud.
Un’analisi per macroaree, inoltre, evidenzia comel’incremento produttivo atteso per la vendemmia 2025 si distribuisca in modo tutt’altro che omogeneo lungo la Penisola.

A trainare la crescita è sicuramente ilSud dove l’incremento è a due cifre (+18%).Le regioni del Mezzogiorno hanno reagito bene alle ondate di caldo di giugno e agosto grazie alla disponibilità idrica accumulata in primavera. InPuglia (+17%),la produzione appare in crescita rispetto allo scorso anno, con uve sane e un buon equilibrio; in particolare le uve rosse mostrano una buona maturità fenolica. Deciso recupero anche inAbruzzo (+25%)cosìcome inMolise (+25%). Situazione differenziata inSicilia (+20%)ma in netta ripresa rispetto allo scorso anno quando la siccità aveva creato non pochi problemi. Il quadro è positivo anche nelle altre regioni meridionali con laCampania (+13%)dove si hanno grandi aspettative per le varietà tardive che stanno beneficiando della moderazione termica di fine agosto.Basilicata (+40%)eCalabria (+15%)registrano situazioni differenziate a seconda degli areali, ma senza criticità diffuse. SololaSardegna resta stabilerispetto allo scorso anno a causa del caldo e delle piogge irregolari.
Anche ilNord mostra una progressione produttivasebbene decisamente più contenuta del Sud.A Nord Ovestle condizioni primaverili piovose hanno favorito un buon accrescimento vegetativo, mentre le ondate di caldo estivenon hanno compromesso la sanità delle uve. Qui l’incremento stimato maggiore è quello dellaLombardia (+15%), mentre è più limitato inPiemonte (+5%)eValle d’Aosta (+8%). Stabile laLiguria. Abbastanza diversificato anche ilNord Estdove i vigneti hanno vissuto una primavera abbondantemente piovosa, che ha richiesto una gestione attenta delle fitopatie. L’estate è stata altalenante, con momenti di forte caldo seguiti da temporali talvolta intensi. In quest’area la regione con il maggior incremento stimato è ilFriuli-Venezia Giulia (+10%), seguito dalTrentino-Alto Adige (+9%), mentre per ilVenetola crescita(+2%)è molto limitata.Stabile l’Emilia-Romagnadivisa tra gli incrementi della Romagna e i cali, soprattutto nel peso delle uve, in Emilia.
Negativo, infine, il segno del Centro (-3%)perché i decisi incrementi diUmbria (+10%),Marche (+18%)eLazio (+5%)non riescono a compensare la perdita dellaToscana(-13%), da considerarsi, comunque, fisiologica dopo un 2024 veramente abbondante.
“Brindiamo a un’annata qualitativamente eccellente, ma non per le quantità. Alle attuali condizioni di mercato, sarà difficile garantire la giusta remunerazione alla filiera con una vendemmia da 47,4 milioni di ettolitri a cui si aggiungeranno verosimilmente circa 37 milioni di ettolitri di vino in cantina– ha osservato il Presidente di Unione italiana vini (Uiv),Lamberto Frescobaldi–Ci troviamo a fare i conti con difficoltà che non riguardano solo l’Italia, ma tutti i Paesi produttori. La qualità del nostro vino è indiscussa, ma anche il buono, se è troppo, fa perdere valore al comparto. In questo momento storico proponiamo di rivedere gli schemi produttivi, a partire dall’impianto legislativo del Testo Unico, con l’obiettivo di attivare un sistema a fisarmonica del nostro potenziale, che sia in grado di aprirsi o comprimersi a seconda delle dinamiche di mercato. Proprio sul trade si gioca la partita decisiva, che auspichiamo possa passare da una campagna di promozione straordinaria, a regia pubblico-privata, negli USA e sui mercati più promettenti”.
Foto di copertina: fonte Wine News
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