25 Settembre 2021
Efficienza energetica Energia Fonti rinnovabili

Unione dell’energia: nella relazione 2020 le valutazioni dei PNEC nazionali

La Relazione annuale della Commissione UE fa il punto sui progressi compiuti nelle cinque dimensioni dell’unione energetica: decarbonizzazione, comprese le energie rinnovabili, efficienza energetica, mercato interno dell’energia, sicurezza dell’approvvigionamento e ricerca, innovazione e competitività. In Allegato ci sono le valutazioni dei Piani Energia e Clima al 2030 (PNEC), dei Paesi membri, con le relative raccomandazioni.

La Commissione UE ha adottato la Relazione 2020 sullo Stato dell’Unione dell’energia, la prima dopo il Green Deal europeo, che esamina il contributo dell’Unione dell’energia, ilPacchetto di misure presentato dalla Commissione nel febbraio 2015, per costruire un’Unione dell’energia solida, articolata intorno ad un’ambiziosa politica per il clima, in grado di garantire ai consumatori energia sicura, sostenibile e competitiva a prezzi accessibili.

La Relazione di quest’anno, la prima dopo il Green Deal europeo ed esamina il contributo dell’Unione dell’Energia al conseguimento degli obiettivi a lungo termine dell’Europa, esamina le 5 diverse dimensioni dell’Unione dell’energia, strettamente collegate, che si rafforzano a vicenda: sicurezza energetica, solidarietà e fiducia; piena integrazione del mercato europeo dell’energia; efficienza energetica per contenere la domanda; decarbonizzazione dell’economia; ricerca, innovazione e competitività.

Il settore dell’energia svolge un ruolo cruciale nella riduzione delle emissioni e nella realizzazione del Green Deal europeo – ha affermato Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo della Commissione UE responsabile per il Green Deal europeo – La relazione odierna sullo stato dell’Unione dell’energia illustra i progressi che stiamo compiendo, nonché i problemi e le opportunità futuri. Le riforme e gli investimenti messi in cantiere sono finalizzati a dare impulso alla ripresa verde e a farci imboccare la strada giusta per diventare climaticamente neutri entro il 2050.”

La relazione di quest’anno sullo stato dell’Unione dell’energia è corredata per la prima volta di un’analisi delle sovvenzioni energetiche. In questa prima panoramica delle sovvenzioni degli Stati membri al settore dell’energia, la Commissione rileva che molti PNEC non forniscono un quadro completo o un calendario concreto, né misure per eliminare gradualmente le sovvenzioni ai combustibili fossili, che ammontano a 50 miliardi di euro all’anno.

I piani nazionali per l’energia e il clima sono uno strumento essenziale della nostra collaborazione con gli Stati membri per pianificare le politiche e gli investimenti per una transizione verde e giusta – ha dichiarato a sua volta la Commissaria UE per l’Energia Kadri Simson È giunto il momento di concretizzare questi piani e di utilizzarli per superare la crisi provocata dalla pandemia di Covid-19 con nuovi posti di lavoro e un’Unione dell’energia più competitiva“.

La Relazione sulla competitività nel settore dell’energia pulita dimostra come l’industria dell’UE sia riuscita a cogliere le opportunità offerte dalla transizione verso l’energia pulita, tanto che questo settore supera ormai le tecnologie energetiche convenzionali in termini di valore aggiunto, produttività del lavoro e crescita dell’occupazione.

La Commissione ha inoltre adottato relazioni su:
–  progressi compiuti in materia di mercato interno dell’energia, che fornisce un aggiornamento sul mercato interno dell’elettricità e del gas, concludendo che sono stati compiuti buoni progressi, ma che sono necessari ulteriori sforzi per integrare pienamente i mercati;
prezzi e costi dell’energia,  che fornisce un’analisi approfondita dei prezzi dell’energia e dell’andamento tendenziale dei costi in Europa come a livello internazionale, sottolineando che dal 2012 la percentuale della spesa destinata dalle famiglie all’energia è diminuita per tutte le categorie di reddito;
efficienza energetica
, che esamina i progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi di efficienza energetica a lungo termine, sottolineando che, quantunque un’analisi preliminare abbia dimostrato che la crisi provocata dalla Covid-19 ha avuto un impatto significativo sulla domanda di energia, gli Stati membri dovranno intensificare gli sforzi per mantenere una tendenza positiva;
energie rinnovabili, che evidenzia come la quota di energie rinnovabili nel mix energetico dell’UE-27 abbia raggiunto il 18,9 % e che secondo le stime l’UE dovrebbe superare i suoi obiettivi in materia di energie rinnovabili per il 2020.

In Allegato sono state anche pubblicate le singole valutazioni dei 27 Piani Nazionali per l’Energia e il Clima (PNEC) che analizzano il percorso compiuto e le ambizioni degli Stati membri nel conseguimento degli obiettivi in materia di clima ed energia per il 2030 e propongono raccomandazioni sul possibile utilizzo del dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery  and Resilience Facility) da parte dei singoli Stati membri.

La Valutazione generale a livello di UE era già stata pubblicata lo scorso settembre, indicava che gli Stati membri sono in grado di conseguire gli obiettivi e che la maggior parte di essi ha già compiuto buoni progressi in tal senso.

Le relazioni sottolineano inoltre il contributo che il settore dell’energia può apportare alla ripresa dell’UE dalla crisi economica determinata dalla pandemia di Covid-19. L’Unione dell’energia, secondo la Commissione UE, ha retto finora piuttosto bene alle pressioni esercitate dalla pandemia sui sistemi energetici e sui lavoratori del settore energetico.

Nella Valutazione dedicata al PNEC dell’Italia sono presenti Raccomandazioni che ricalcano in parte quelle formulate nel giugno 2019, allorché era stata inviata solo la bozza, mentre il PNIEC definitivo è stato trasmesso alla Commissione UE il 31 dicembre 2019.

Vi si legge, tra l’altro:
Rinnovabili
L’Italia ha ampiamente accolto la raccomandazione di migliorare gli obiettivi settoriali per le energie rinnovabili e di rafforzare politiche e misure. Rispetto alla bozza l’Italia ha inoltre leggermente aumentato la quota di energie rinnovabili nel settore del riscaldamento e raffreddamento e nel settore dei trasporti (22% entro il 2030). Quest’ultimo dato è particolarmente ambizioso e ben al di sopra dell’obiettivo UE del 14%. Il PNEC finale riporta anche nuove misure per promuovere le comunità energetiche locali, consumi e semplificazione amministrativa. Tuttavia, tali politiche potrebbero non essere sufficienti per raggiungere il livello di ambizione proposto, in particolare oltre il 2022”.
Efficienza energetica
L’Italia ha parzialmente affrontato la raccomandazione di aggiornare e aumentare la scala delle politiche e delle misure di efficienza energetica. Entrambi i contributi per i consumi di energia primaria e i consumi di energia finale sono rimasti in linea con i valori inseriti nella bozza di PNIEC, considerati sufficienti per raggiungere l’obiettivo a livello dell’UE per il 2030 […]”.
Sicurezza energetica
L’Italia ha parzialmente affrontato la raccomandazione di indicare  le misure di supporto agli obiettivi di ssicurezza energetica e di chiarire il ruolo del gas. In particolare, l’Italia ha precisato le misure e gli indicatori sulla flessibilità, tenendo conto della diversificazione, della risposta alla domanda e dello stoccaggio. Tuttavia, il PNIEC difetta ancora di obiettivi specifici e scadenze […]”.
– Mercato energetico interno
L’Italia ha parzialmente affrontato la raccomandazione di fissare obiettivi chiari, target intermedi e scadenze. Il Piano finale include ulteriori obiettivi, politiche e misure legate sia al mercato all’ingrosso che a quello al dettaglio, ma mancano indicatori misurabili e affidabili di prestazione […]”
– Sussidi energetici
L’Italia è invitata ad estendere e aggiornare l’indentificazione e la segnalazione  dei sussidi energetici e di intensificare l’azione per porvi fine, in particolare per i combustibili fossili. La transizione verde in Italia potrebbe ricevere un’ulteriore accelerazione da una rapida eliminazione dei sussidi ai combustibili fossili definita nel Piano e nell’analisi della Commissione […]”.
– Povertà energetica
Le politiche e le misure per affrontare in modo credibile la povertà energetica sono considerate credibili, ma il Piano non include obiettivi misurabili specifici e dettagli sulle risorse finanziarie per attuare le politiche e le misure”.

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