8 Agosto 2022
Biodiversità e conservazione Clima

Umanità: salvaguardia da integrazione strategie clima e biodiversità

Un nuovo Studio conferma che per salvaguardare il benessere dell’umanità bisogna integrare le strategie di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici con quelle per la protezione della biodiversità, augurandosi che il processo decisionale alla prossima COP26 di Glasgow prenda in considerazione questa necessità.

La crisi climatica di origine antropica è una delle più grandi minacce esistenziali per la salute e il benessere dell’umanità, esacerbando il declino della biodiversità globale. La perdita di biodiversità causata dai cambiamenti climatici, ma anche dalla perdita e dal degrado degli habitat, dalle specie invasive e dall’inquinamento, sta a sua volta aggravando l’impatto e gli effetti della crisi climatica

Da tempo i principali esperti di biodiversità e di cambiamenti climatici chiedono di allineare le agende sul clima e sulla biodiversità. Nel dicembre 2020, 50 tra i maggiori esperti mondiali di biodiversità e clima, selezionati da un Comitato scientifico direttivo congiunto di 12 persone deIl’Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES) e dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) IPCC, hanno partecipato a un seminario virtuale di 4 giorni per esaminare le sinergie e le correlazioni tra protezione della biodiversità e le azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Si è trattato della prima collaborazione in assoluto tra i due organismi di politica scientifica intergovernativa, a cui è seguito un Rapporto, pubblicato lo scorso giugno, dove vengono indicate le opzioni chiave per affrontare la perdita di biodiversità e i cambiamenti climatici, indotti dalle attività umane, che si rafforzano a vicenda e che non saranno risolti con successo se non verranno affrontati insieme. 

Ora il nuovo StudioTime to integrate global climate change and biodiversity science-policy agendas”, della Zoological Society of London (ZSL) ) che coinvolge due professori della Lancaster Universitye pubblicato il 22 settembre 2021 sul Journal of Applied Ecology, ribadisce che trattare separatamente i cambiamenti climatici e le cr. Lo studio che fa riflettere afferma che trattare separatamente la crisi climatica e quella della biodiversità non solo, in molte situazioni, è del tutto inefficace, ma addirittura potrebbe aggravare il problema.

Il livello di interconnessione tra il cambiamento climatico e le crisi della biodiversità è elevato e non dovrebbe essere sottovalutato – ha affermato Nathalie Pettorelli, ricercatrice senior della ZSL ed esperta sugli impatti del cambiamento ambientale globale sulla biodiversità, principale autrice dello Studio – Non si tratta solo dell’impatto dei cambiamenti climatici sulla biodiversità, ma anche della perdita di biodiversità che aggrava la crisi climatica. La ridotta abbondanza di specie, le estinzioni locali, nonché il rapido degrado e/o la perdita di ecosistemi come le mangrovie, le foreste tropicali, le torbiere e le alghe, stanno avendo un impatto importante sulla capacità del nostro pianeta di immagazzinare carbonio, riducendo la natura e la capacità delle persone di adattarsi e /o far fronte alle mutevoli condizioni climatiche Non si può continuare a gestire separatamente paesaggi, zone umide di acqua dolce e paesaggi marini per la conservazione della biodiversità o la mitigazione/adattamento ai cambiamenti climatici, sperando che l’uno trarrà automaticamente vantaggio dall’altro. Abbiamo urgente bisogno di migliorare significativamente l’integrazione scientifica e politica delle agende sulla biodiversità e sui cambiamenti climatici in modo che possano essere identificate rapidamente e più facilmente le situazioni vantaggiose per tutti”.

Se è vero che vi è un vasto consenso scientifico che l’umanità sta affrontando una grave crisi climatica, anche la biodiversità sta diminuendo in tutto il mondo a ritmi senza precedenti, con un calo medio delle specie del 68%, come ha registrato il Living Planet Report 2020.

Secondo il team di ricerca per migliorare drasticamente le possibilità che l’umanità affronti entrambe le sfide esistenziali globali, c’è bisogno che la ricerca scientifica venga supportato da importanti cambiamenti sistemici nel modo in cui le soluzioni ai cambiamenti climatici sono progettate e implementate. Sotto questo aspetto, la COP26 di Glasgow rappresenta una finestra di opportunità ideale per i Governi di tutto il mondo per dimostrare leadership, trasparenza e responsabilità per aiutare a invertire la tendenza sia sul clima che sulla biodiversità.

È sempre più importante integrare scienza, politica e investimenti per comprendere e affrontare le crisi della biodiversità e dei cambiamenti climatici – ha osservato Nick Graham, Professore di Ecologia marina presso la Lancaster University e coautore dello Studio – Allo stesso modo, disfare alcune delle strutture che attualmente causano sia la perdita di biodiversità che contribuiscono ai cambiamenti climatici dovrebbe essere una priorità. Ciò include sussidi che sostengano le industrie che contribuiscono al declino della biodiversità e creano grandi emissioni“.

Oltre al cambiamento politico di alto livello, lo Studio identifica 5 aree di ricerca di ecologia applicata in cui informazioni incomplete o carenti ostacolano lo sviluppo di soluzioni per la biodiversità e il clima.
1. Concordare un quadro per valutare in che modo gli approcci di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici avvantaggiano la conservazione della biodiversità
2. Tracciamento e previsione degli ecosistemi che stanno cambiando o degli ecosistemi che rischiano il collasso.
3. Previsione degli impatti dei cambiamenti climatici sull’efficacia delle soluzioni basate sulla natura (NbS).  
4. Sviluppare le conoscenze e le prove necessarie per identificare soluzioni che corrispondano alla scala temporale, spaziale e funzionale delle sfide.
5. Valutazione del rischio correlato all’implementazione di NbS.
Le Nature based Solutions (NbS) sono definite dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) come “azioni per proteggere, gestire in modo sostenibile e ripristinare gli ecosistemi naturali o modificati, che affrontano le sfide della società in modo efficace e adattivo, fornendo contemporaneamente benessere umano e benefici per la biodiversità”.

Esempi di soluzioni basate sulla natura (NbS) per affrontare la crisi climatica. Le attuali sfide della società includono: cambiamenti climatici; sicurezza idrica; salute umana; riduzione del rischio di disastri; sicurezza alimentare. Vengono forniti esempi di NbS per ogni sfida sociale. Per definizione, tutti gli NbS dovrebbero fornire benefici in termini di biodiversità; le sole NbS per affrontare la climatica dovrebbero contribuire a ridurre le concentrazioni di gas serra (GHG) nell’atmosfera e/o sostenere l’adattamento ai cambiamenti climatici; le NbS finalizzate ad affrontare altre sfide della società potrebbero essere o non essere in grado di farlo.

C’è un crescente interesse nell’utilizzo del ripristino delle foreste per mitigare i cambiamenti climatici, ma l’adozione di un approccio ad hoc rischia di perdere molti dei potenziali benefici collaterali che ciò potrebbe portare alla conservazione della biodiversità – ha concluso Jos Barlow Professore di Scienze della conservazione alla Lancaster University e co-autore dello Studio – Per molte regioni ci sono già abbastanza dati e informazioni per informare le decisioni e ottenere questi co-benefici: la sfida ora è garantire il dialogo e il flusso di informazioni tra responsabili politici, professionisti e ricercatori“.

In copertina: Fonte: Pixabay/CC0 Public Domain

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