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Turismo Enogastronomico: comprendere e anticipare le tendenze

di Anna Rita Rossi

Presentata l’edizione 2025 del Rapporto sul Turismo Enogastronomico italiano, l’annuale studio di Roberta Garibaldi che analizza le principali tendenze, in un contesto in cui il turismo del cibo e del vino è sempre più strategico per i territori italiani che hanno ricchezza di prodotti, vini, piatti tipici e “food expertise” che viene riconosciuta nel mondo.

Il turismo enogastronomico sta entrando in una nuova fase. Il viaggiatore di oggi non cerca soltanto il “piatto iconico”, ma un rapporto più profondo con i territori, le persone e le storie che li abitano. Si osserva un ritorno all’essenziale, fatto di esperienze semplici e radicate nel paesaggio, dove il valore risiede nei gesti dell’ospitalità e nella quotidianità della produzione agricola. 

A evidenziarlo è il Rapporto sul Turismo Enogastronomico italiano 2025, giunto alla VIII edizione e presentato a Firenze in occasione di BTO (Be Travel Onlife), l’appuntamento di riferimento in Italia su Turismo Digitale, Innovazione e Formazione (Stazione Leopolda, 11-12 novembre 2025)  , e curato come di consueto da Roberta Garibaldi, Docente all’Università di Bergamo e Presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico(AITE), con il supporto di Visit Emilia e Valdichiana Living, il patrocinio di FederturismoFondazione Qualivita, Iter Vitis, e la collaborazione dell’Università degli studi di Bergamo, Economics Living Lab TheFork.

Il turismo enogastronomico in Italia è in grande crescita ed è uno dei segmenti più dinamici del comparto turistico. Nel 2023 ha generato oltre 40 miliardi di euro di impatto economico (9,2 miliardi diretti, 17,2 indiretti, 13,7 indotto). L’enogastronomia rappresenta il 15,3% delle attività richieste dai turisti europei che visitano il Paese, consolidando il ruolo strategico di questo settore nello sviluppo e valorizzazio ne di molti territori. L’Italia, con 856 riconoscimenti, 528 relativo al vino e 328 al food (XXII Rapporto Ismea-Qualivita) è il Paese con il maggior numero di prodotti DOP IGP STG al mondo. Ma l’enorme ricchezza di prodotti, vini, piatti tipici e “food expertise” che ci viene riconosciuta nel mondo, da sola non basta per creare una vera destinazione turistica intorno a un’eccellenza.

Il turismo enogastronomico è il cuore pulsante di un viaggio che oggi unisce identità, storie e innovazione – ha affermato Roberta Garibaldi – Nel 2025, tradizione e tecnologia si fonderanno per offrire esperienze sempre più immersive e sostenibili. Non basta adattarsi: serve guidare il cambiamento, trasformando il modo in cui viviamo e raccontiamo il territorio”.

I 10 trend del turismo enogastronomico nel 2025? 

1. Il cibo al centro di ogni viaggio. Oggi il cibo è una componente imprescindibile dell’esperienza turistica, al pari di natura e cultura. Secondo i dati, tra ottobre 2024 e marzo 2025, il 15,3% dei viaggiatori europei ha inserito l’enogastronomia tra le principali motivazioni di viaggio. È ormai una “commodity esperienziale” che arricchisce ogni itinerario.

2. Riscoperta di mete minori e rurali. I trend del turismo enogastronomico premiano le destinazioni autentiche. Il 63% dei viaggiatori, secondo Expedia, intende visitare località meno note nel 2025. Luoghi ricchi di paesaggi, cultura e tradizioni culinarie, oggi minacciati dall’overtourism delle aree più frequentate. Un’opportunità per ridistribuire i flussi e favorire lo sviluppo locale.

3. Esperienze multisensoriali e multiprodotto. L’enoturismo evolve: alla classica degustazione si aggiungono esperienze attive e immersive, come trekking nei vigneti o vendemmia partecipata. La Generazione Z cerca esperienze creative e sostenibili. Cresce anche l’integrazione con altri prodotti tipici (olio, formaggi, pizza…), spingendo gli operatori a rivedere l’offerta turistica enogastronomica in chiave innovativa.

4. Iper-personalizzazione delle esperienze. I nuovi trend puntano sull’esperienza su misura. Le proposte turistiche devono adattarsi ai valori, interessi e abitudini dei viaggiatori, superando le segmentazioni tradizionali. La personalizzazione non è più un optional: è una leva decisiva per offrire esperienze autentiche e memorabili.

5. Eventi come motivazione di viaggio. Sagre, vendemmie, raccolte stagionali o festival diventano leve attrattive per chi cerca emozioni irripetibili. Il turismo enogastronomico si intreccia con il calendario di eventi locali, arricchendo l’offerta e valorizzando le specificità territoriali.

6. Scelte guidate da social media e serie TV. Il potere di Instagram, TikTok, YouTube e delle produzioni cinematografiche influenza le mete scelte dai turisti, in particolare da GenZ e Millennial. Gli influencer sono percepiti come voci autorevoli, mentre il fenomeno del set-jetting (viaggi nei luoghi delle serie TV) rafforza la popolarità delle destinazioni meno note.

7. Intelligenza Artificiale al servizio del viaggio. L’uso dell’IA nel turismo enogastronomico consente di proporre itinerari personalizzati in base a gusti, budget, restrizioni alimentari. I sistemi evoluti potranno offrire assistenza, storytelling immersivo, inclusività, edutainment e persino gestire meglio i flussi turistici. La tecnologia migliora la qualità dell’esperienza, in tempo reale.

8. Food & Beverage come asset dell’ospitalità. Il cibo diventa valore aggiunto per hotel e strutture ricettive. Il 40% degli alberghi italiani ha un ristorante interno, contribuendo fino al 28% del fatturato. Inoltre, sempre più chef stellati operano all’interno di hotel, trasformandoli in ambasciatori del territorio enogastronomico.

9. Il paesaggio come elemento identitario. Per il 59,3% dei turisti, il paesaggio rurale è una delle motivazioni principali di viaggio. Tuttavia, l’abbandono delle aree agricole italiane rischia di compromettere questo patrimonio. Preservare il paesaggio significa anche salvaguardare l’identità enogastronomica del Paese.

10. Gastrodiplomazia: unire attraverso il cibo. Il cibo diventa ponte tra culture e popoli. In un mondo sempre più diviso, la gastrodiplomazia usa l’enogastronomia per creare connessioni, raccontare tradizioni e promuovere dialogo. Un’occasione per l’Italia di rafforzare il proprio soft power nel mondo.

Il 2025 segna una svolta per il turismo enogastronomico: esperienze personalizzate, tecnologie smart, attenzione al territorio e alla sostenibilità definiscono il futuro del settore – ha concluso Roberta Garibaldi – Gli operatori devono intercettare questi trend del turismo enogastronomico per restare competitivi e contribuire allo sviluppo di un’offerta autentica, accessibile e duratura”.

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