Fonti rinnovabili

Rinnovabili: dalle opposizioni alle opportunità

La presentazione del nuovo Rapporto “Scacco Matto alle Rinnovabili”, di Legambiente, nel corso della giornata conclusiva di KEY – The Energy Transition Expo (Fiera di Rimini, 4-6 marzo 2026), è stata l’occasione per fare il punto sullo sviluppo delle rinnovabili nel nostro Paese, ma anche per discutere con gli stakeholders dei limiti e degli ostacoli che ancora condizionano la realizzabilità dei progetti, mettendo al centro proposte e soluzioni in grado di accelerare la transizione energetica.

In Italia le rinnovabili, cruciali per il presente e il futuro del Paese e per la sua indipendenza energetica, continuano ad essere sempre più schiacciate da ritardi, ostacoli burocratici e freni imposti dai ministeri competenti. Un alert preoccupante vista la situazione geopolitica attuale in Medioriente e i conflitti degli ultimi anni che hanno fatto salire alle stelle il prezzo dell’energia e dimostrato tutta la fragilità di un mondo dipendente dalle fonti fossili.

È quanto denunciaLegambientecon il nuovoRapportoScacco Matto alle rinnovabili, presentato il 6 marzo 2026 nel corso di un evento a KEY – The Energy Transition Expo (Fiera di Rimini, 4-6 marzo 2026), la Manifestazione di IEG (Italian Exhibition Group), punto di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica. in cuisintetizza con dati e numeri la lunga lista d’attesa di progetti a fonti rinnovabili che aspettano di vedere la luce.

A gennaio2026 su 1.781 progetti a fonti rinnovabili attualmente in fase di valutazione VIA PNRR – PNIEC, ben1234(69,3% del totale),sono in attesa della conclusione dell’istruttoria tecnicacon 17 progetti che attendono risposte da prima del 2021. Tra questi ci sono ad esempio i progetti relativi a2 parchi eolici offshore in Puglia: il primo presentatonel Golfo di Manfredonia(FG) risalente al 2008; il secondo proposto nelle acque del Mar Adriatico meridionale in corrispondenza dei Comuni diZapponeta, ManfredoniaeCerignola(FG) epresentato nell’aprile 2012.Quest’ultimo, dopo 11 anni di attesa, nel 2023 ha ottenuto parere positivo con prescrizioni – come, ad esempio, la riduzione nel numero degli aereogeneratori – da parte della Commissione Tecnica, ma ad oggi rimane ancora bloccato a quasi 15 anni dalla sua presentazione.

In stallo anche160 progetti ancora in attesa della determina da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ben 45 in più dello scorso anno; mentre sono88 i progetti bloccati dalle istituzioni relative ai beni culturali nazionali e regionali di cui 80 dal Ministero della Cultura.Un dato quest’ultimo, denuncia Legambiente, che mostra come troppo spesso questi “soggetti” emettono pareri negativi sugli impianti, in contrapposizione con i pareri emessi dalla Commissione Tecnica VIA PNRR – PNIEC. Un organo che sconta la mancanza di completamento dell’organico previsto e che, nonostante questo, negli ultimi anni ha aumentato la propria produttività e il numero dei pareri.  Altro progetto dieolico offshore che rimane in attesaè quelloMed Wind, 2,8 GW di potenza rinnovabile collocatia largo di Marsala e Favignana, in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di 3,4 milioni di famiglie, incredibilmente criticato per i presunti rischi per l’avifauna, per la pesca e per il turismo, dopo un articolato percorso di condivisione territoriale. In questo contesto, preoccupa il calo del numero di progetti relativi a nuovi impianti a fonti rinnovabili avviati alla valutazione: dopo due anni di boom (609 nuovi progetti sottoposti a VIA nel 2023 e 603 nel 2024),nel 2025 le nuove istanze di VIA avviate registrano un crollo drastico del 75,3% rispetto al 2024 attestandosi al 149. Legambiente ricorda, inoltre, chel’Italia resta ancora lontana rispetto all’obiettivo dei 80.001 MW al 2030 previsti dal Decreto Aree Idonee. In termini di provvedimenti, c’è poi la questione dell’attualeDecreto bolletteche, così come impostato,toglie risorse alle rinnovabili e all’efficienza energetica, mentre continua a dare ossigeno al sistema del gas, arrivando a rimborsarlo, e quindi di fattoesentarlo, dalla tassa sul carbonio prevista dal sistema EU ETS.

Il settore delle rinnovabili va sostenuto e incoraggiato, non ostacolato e rallentato– ha commentatoStefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente –Occorre dare certezza a imprese e territori con tempi e regole chiare. La crescita delle rinnovabili in Europa, ma anche la delicata situazione geopolitica internazionale legata anche alla dipendenza delle fonti fossili, e l’accentuarsi della crisi climatica impongono al nostro Paese di accelerare sulle fonti pulite, abbandonando le fossili e l’insensata corsa al nucleare. Urgono iter snelli, un sistema normativo adeguato, e soprattutto servono più sì da parte delle soprintendenze che ad oggi continuano a frenare la transizione ecologica. Chiediamo, inoltre, anche più ascolto e partecipazione coinvolgendo nei vari processi territori, comunità e associazioni in dibattiti e confronti”. 

Casi simboli di blocchi alle rinnovabili
Su108 storie totali di blocchi alle rinnovabili mappate in questi anni,18 sono quelle censite nel 2026. A livello regionale laPuglia è la regione con più casi censiti in negativo(14), seguita da Veneto, Umbria, Basilicata e Sardegna (10). Tra i casi simbolo di quest’anno, c’è unprogetto eolico da 23 MW proposto su una ex cava e discarica ad Ariano Irpino, in provincia di Avellino, in Campania, bocciato dalla Soprintendenza per la presenza di un vincolo archeologico ignorato durante l’emergenza rifiuti.In Emilia-Romagna in stallo l’eolico offshore a largo di Ravenna: un hub rinnovabile integrato da oltre 750 MW (eolico, solare galleggiante, accumulo, idrogeno, acquacoltura) con VIA positiva e permessi già ottenuti nel 2024, che resta fermo non per mancanza di autorizzazioni, ma perl’assenza di un quadro regolatorio adeguato. InUmbria, invece, il cortocircuito è culturale-amministrativo: a Terni, alcuni cittadini si sono visti negare il fotovoltaico sui tetti perché “non esteticamente gradevole” e addirittura “visibile da un drone o da satellite”.

Legambientechiede al Governo Meloni un atto di responsabilità in tema di fonti rinnovabili,avanzando 12 proposteall’Esecutivo per chiedere in primis al Ministero della Cultura (MIC) e alla Presidenza del Consiglio diaccelerare gli iter interni, e fissare untermine massimo per le determinenei casi di pareri contrastanti con priorità ai procedimenti più vecchi. Allo stesso tempo è fondamentalesnellire gli iter autorizzativi per velocizzare la realizzazione degli impianti a fonti rinnovabili, a partire dalle attività di repowering degli impianti eolici già esistenti; occorre inoltrecompletare l’organico della CommissionePNRR/PNIEC del MASE, rafforzando allo stesso tempo il personale tecnico negli uffici regionali e comunali preposti alla valutazione e autorizzazione dei progetti.

Tra le altre richieste, Legambiente chiede di:
–  rendere aree di accelerazione quelle già compromesse(come  le ex cave o i siti di bonifica), learee a forte pressione ambientale(come quelle adiacenti a strade, autostrade, ferrovie), e quelle in cui gli impianti sono già presenti;
rivedere il Decreto Agricoltura, dando la possibilità di poter realizzare impianti a terra su terreni agricoli che non sono mai stati produttivi;
garantire una veloce entrata in vigore dei prezzi zonali, legati alle diverse aree geografiche;
rendere obbligatori gli impianti fotovoltaici nei parcheggi(diventati aree idonee col recente DL Transizione 5.0) di superficie superiore a 1.500 mq come previsto in altri paesi europei;
proteggere la transizione rinnovabile da intimidazioni e sabotaggi.

 Importante anche:
ridirezionare i 7,5 milioni di euro previsti per il biennio 2025-2026 per la realizzazione di campagne informative riguardanti il nucleare verso una campagna informativa e di sensibilizzazione rivolta a popolazione e amministrazioni locali sui benefici degli impianti rinnovabili;
rafforzare e accelerare le politiche di sviluppo della rete, anche al fine di accorciare i tempi di connessione;
approvare una norma che potenzi la partecipazione (associazioni di cittadini e datoriali, Comuni, etc.) nella valutazione dei progetti al fine di migliorarli;
completare i percorsi avviati con gli accordi tra GSE e i principali settori industriali energivori.

record delle rinnovabili
Legambiente ricorda che il 2025 ha segnato un traguardo storico per la crescita delle rinnovabili in Europa. Per la prima volta nella storiaeolico e solare, cumulativamente, hanno generato più elettricità delle fonti fossilicon 841 TWh/a, pari al 30,1% dell’elettricità dell’Unione Europea, contro gli 809 TWh/a delle fossili e i 652 TWh/a del nucleare. Un traguardo storicoa cui ha contribuito, nonostante le tante difficoltà del settore,anche l’Italia grazie ai 65,7 TWh/a di energia elettrica, pari a 7,8% dell’intera produzione europea, di cui 44,3 TWh di solare e 21,4 TWh di eolico. 
A fine2025, le fonti rinnovabili hanno raggiunto nella Penisola una potenza complessiva di 81.479 MW, con un incremento di 7.176 MW realizzati nell’ultimo anno. Non va dimenticato, inoltre, anche quello di “buono” fatto fino ad ora. Secondo i dati di Legambiente, rielaborati sulle statistiche diffuse dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica,ben 384 delle procedure VIA e VIA PNRR-PNIEC concluse dal 2009 ad oggi hanno ricevuto una valutazione positiva, pari al 66%. Un numero importante che mette in evidenza una sempre maggiore capacità delle imprese di presentare progetti fatti bene.

“L’Italia per centrare l’obiettivo 2030 dovrà installare oltre 11 GW l’anno di nuova potenza – ha sottolineatoKatiuscia Eroe, Responsabile energia di Legambiente –Una meta che si può facilmente raggiungere e superare purché si dia certezza sui tempi autorizzativi, sulle aste per l’eolico offshore e si superino tutti gli ostacoli burocratici, coinvolgendo di più territori, cittadini e amministrazioni.  Con il nostro report vogliamo lanciare questo messaggio, lo facciamo analizzando i numeri del settore, denunciando le storie di blocchi alle rinnovabili, ma anche portando in primo piano quelle buone pratiche che ben dimostrano come spesso il dialogo sia la soluzione per sviluppare impianti anche nelle situazioni più delicate. Non solo, ma alla luce dei continui conflitti, oggi parlare di rinnovabili, assume un valore sempre più importante e centrale per arrivare all’indipendenza dalle fossili ed essere portatori di pace”.

Buone pratiche
Tra le 6 buone pratiche citate da Legambiente nel suo report c’è ad esempio la spinta “sottomarina” che arriva con ilTyrrhenian LinkdiTerna, infrastruttura strategica per integrare più rinnovabili e ridurre la dipendenza dal gas, procede: 1.000 MW di capacità, profondità record (2.150 metri) e circa 480 chilometri di cavo già posati tra Fiumetorto e Terra Mala, con la posa del primo cavo sottomarino del ramo ovest completata a inizio gennaio 2026. Altra storia arriva dallaCampania, da Cancello ed Arnone, in provincia di Caserta. Qui un parco solare da 13,5 MWp (oltre 24 mila pannelli), in grado di produrre circa 25 GWh/a di energia elettrica e di evitare circa 10 mila tonnellate di CO₂, è stato realizzatovalorizzando una villa romana emersa durante i lavori, attraverso perimetrazione, corridoi di sicurezza, autorizzazioni e scavi.

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