Presentato oggi a Torino il Rapporto sulla qualità dell’aria – Edizione 2023 di SNPA che rileva come siano sono stati rispettati i valori limite annuali del particolato atmosferico (PM10) in tutti i punti di misura, come anche quelli del PM2,5 (311 su 312), che sono nei limiti in quasi tutte le stazioni di monitoraggio (98%).Il valore annuale del biossido di azoto (NO2) segna una riduzione del 19% rispetto al decennio 2013-2022, mentre si registrano ancora in larga parte del Paese livelli di concentrazione di ozono (O3) superiori agli obiettivi previsti dalla legge.
Scendono biossido di azoto (NO2) e particolato atmosferico (PM), rimane problematico l’ozono (O3).
È l’estrema sintesi delRapporto“La qualità dell’aria in Italia 2023”, presentato quest’anno a Torino il 15 marzo 2024 presso l’ARPA Piemonte nel corso di un evento instreaming,che descrive lo stato e il trend dell’inquinamento atmosferico in Italia e contiene diverse monografie afferenti a vari ambiti tematici quali elementi di approfondimento utili alla comprensione dei fenomeni e delle tendenze in atto.
Il Rapporto rappresenta un momento di sintesi delle attività che le strutture tecniche del Sistema nazionale per la protezione ambientale (SNPA) conducono, collaborando tra loro e con gli istituti di ricerca nazionali, al fine di fornire elementi di discussione e di approfondimento sui temi che riguardano la valutazione e la gestione della qualità dell’aria.
I dati delineano un quadro digeneralizzato miglioramento rispetto al recente passato e un consolidamento del trend di riduzione registrato negli ultimi 10 anni, nonché unsostanziale avvicinamento all’obiettivo di rispettare i valori limite di legge su tutto il territorio nazionale. I primi dati sembrano infatti confermare l’andamento osservato nel periodo 2013-2022, con unariduzione marcata e progressiva per il biossido di azoto, estesa alla maggior parte delle stazioni, con livelli mediamente inferiori nel 2023 anche a quelli registrati nell’anno del lockdown, e unariduzione significativa del PM2,5 nella maggioranza dei punti di misura. Inoltre, si registra nel 2023 un’inversione di tendenza rispetto a quanto osservato negli ultimi 4 anni, nei quali si era evidenziata una sostanziale stabilità dei livelli di PM10.
Il 2023 è stato l’anno migliore da quando sono disponibili dati di PM10 e PM2,5, sia in termini di superamenti della soglia giornaliera del PM10 che in termini di valori medi annuali. Mentre la progressiva riduzione delle emissioni di particolato e dei precursori contribuisce alla tendenza di fondo osservata nel medio periodo. Occorre considerare che i periodi di stagnazione atmosferica invernali (inversione termica a bassa quota, alta pressione livellata, assenza di precipitazioni, vento molto debole o assente) in alcune delle aree del paese solitamente più critiche, sono stati meno frequenti e intensi nell’anno appena trascorso rispetto al recente passato.
I valori limite annuali del PM10 (40 µg/m³) e del PM2,5 (25 µg/m³) sono rispettati su tutto il territorio nazionale, con un’unica eccezione per una stazione di misura del PM2,5. È la prima volta, da quando si effettuano misurazioni di PM10, che il valore limite annuale per questo inquinante viene rispettato in tutti i punti di misura in Italia. Nell’ 89% delle stazioni è rispettato anche il valore limite giornaliero del PM10 (50 µg/m³ per la media giornaliera da non superare per più di 35 giorni in un anno).
Rispetto al recente passato, le violazioni del valore limite risultano mediamente inferiori. Tuttavia si registra ancorail mancato rispetto del valore limite giornaliero in diverse zone del paese: nellaparte nord del bacino padano, in porzione dellaconca a nord del Vesuvio, nella zona dellaValle del Sacco(in provincia di Frosinone).Isolati casi di violazionesono stati registrati anche in provincia diPordenone, nella zona dellaPiana Lucchese, nellapianura Venafrana(in provincia di Isernia) e inprovincia di Brindisi.

Come noto ai superamenti giornalieri possono contribuire – in alcuni casi – fenomeni naturali come gli eventi di intrusione al suolo di sabbie provenienti dalle aree desertiche del Nord Africa, del Medio-Oriente e della depressione caspica. La valutazione della frequenza e dell’intensità di questi fenomeni e quindi del contributo al numero di giorni di superamento per alcune regioni è attualmente in corso e sarà descritta nelle relazioni annuali sulla qualità dell’aria predisposte dalle strutture regionali del SNPA nei prossimi mesi.
Anche ilvalore limite annualedel biossido di azoto (NO2) èrispettato nella larga maggioranza delle stazionidi monitoraggio(98%), sebbene sia da registrare il superamento in un numero limitato di stazioni, localizzate in grandi aree urbane in prossimità di importanti arterie stradali:Torino,Milano,Brescia,Genova,Bologna,Firenze,Roma,Napoli,CataniaePalermo. Ilvalore limite orario è invece rispettato ovunque.
In larga parte del paese si registrano ancora livelli di concentrazione di ozono (O3) superiori agli obiettivi previsti dalla legge (solo il 14% delle stazioni rispetta l’obiettivo a lungo termine, pari a 120 µg/m³ come valore più alto della media mobile giornaliera su otto ore); a causa delle condizioni meteorologiche estive, con condizioni di caldo estremo e assenza di precipitazioni che hanno caratterizzato l’estate 2023, sono stati registrati anchediffusi superamenti della soglia di informazione(180 µg/m³ per la media oraria)prevista a tutela della popolazione dall’esposizione acuta. I superamenti della soglia di allarme (240 µg/m³)sono stati quasi del tutto assenti(3 ore in tutto).
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità =MS) l’inquinamento atmosferico è uno dei maggiori rischi ambientali per la salute. Lo scenario che introduce laproposta dinuova Direttivasulla qualità dell’aria in discussione al Parlamento europeo indica la necessità di individuare e attuare rapidamente strategie aggiuntive rispetto a quelle già implementate, atte a ridurre significativamente l’inquinamento atmosferico, tenuto conto del fatto che i livelli attuali sono superiori, in larga parte del paese, ai valori limite proposti e aivalori guida dell’OMS. La strada da percorre è ancora lunga e richiede un’ulteriore – particolarmente rilevante – riduzione delle emissioni.

