3 Agosto 2021
Circular economy Risorse e rifiuti Sostenibilità

Plastica biodegradabile/compostabile: sfide e opportunità per smaltimento

Secondo un nuovo, importante e puntuale briefing dell’AEA sui prodotti in plastica biodegradabile e compostabile e di origine biologica, come shopper, imballaggi o bicchieri, che sono sempre più indicati come soluzioni ecologiche rispetto ai tradizionali prodotti in plastica, senza un’etichettatura più chiara e una migliore consapevolezza del pubblico sul loro corretto smaltimento, c’è il rischio che finiscano con il fare più male che bene.

Sempre più prodotti in plastica vengono etichettati come “compostabili“, “biodegradabili“, “oxo-degradabili” o “a base biologica“.Tuttavia, le plastiche realizzate con materiali a base biologica non sono necessariamente compostabili o biodegradabili. Inoltre, le materie plastiche che si biodegradano possono essere prodotte con materiali a base di combustibili fossili.

Qual è la differenza tra compostabile e biodegradabile? 
Cosa succede alle plastiche biodegradabili e compostabili quando diffuse nell’ambiente? 
I cittadini possono compostare tali prodotti nei propri giardini?
Tali plastiche possono essere riciclate?
 

Per rispondere a queste domande, l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) ha appena pubblicato (27 agosto 2020) il nuovo, puntuale e importante briefing Biodegradable and compostable plastics. Challenges and opportunities”.

Le plastiche sono materiali chiave nella vita moderna, essendo versatili, leggeri e possono essere prodotti a costi relativamente bassi. Attualmente, secondo l’European Bioplastics solo l’1% circa delle materie plastiche e dei prodotti in plastica sul mercato globale sono a base biologica, compostabili e/o biodegradabili.

La maggior parte della plastica continua a essere prodotta da combustibili fossili attraverso un processo che contribuisce all’aumento delle emissioni di gas serra lungo la loro catena del valore. Le plastiche, infatti, inquinano durante tutto il loro ciclo di vita dalla produzione, all’utilizzo e infine attraverso il loro smaltimento.

I tassi di riciclaggio della plastica sono bassi e la plastica si disperde nell’ambiente attraverso, ad esempio, i rifiuti, una loro inadeguata gestione e l’usura dei prodotti. Possono rimanere nell’ambiente per molti anni e potenzialmente possono entrare nella catena alimentare. 

Diversi tipi di plastica biodegradabile e compostabile sono progettati per biodegradarsi in determinate condizioni. In altre, potrebbero biodegradarsi lentamente o per niente o frammentarsi in microplastiche:
– le biodegradabili sono progettate per biodegradarsi in un mezzo specifico (acqua, suolo, compost) in determinate condizioni e in periodi di tempo variabili;
– le compostabili industrialmente sono progettate per biodegradarsi nelle condizioni di un impianto di compostaggio industriale o di digestione anaerobica industriale con una successiva fase di compostaggio;
– le compostabili domestiche sono progettate per biodegradarsi nelle condizioni di una compostiera domestica ben gestita a temperature inferiori rispetto agli impianti di compostaggio industriale;
– quelle a base biologica sono prodotte in tutto o in parte da materie prime biologiche rispetto alla materia prima fossile (petrolio) utilizzata nelle plastiche convenzionali;
– quelle non biodegradabili durano per lunghi periodi di tempo e possono disintegrarsi in pezzi più piccoli, formando le microplastiche e accumulandosi nell’ambiente;
– le oxo-degradabili includono additivi che, attraverso l’ossidazione, si frammentano in microplastiche o si decompongono chimicamente.

Le plastiche biodegradabili o compostabili possono essere prodotte da materie prime biologiche o fossili e per avere funzioni simili o eguali alle plastiche convenzionali.

La sostenibilità dei materiali a base biologica, proprio come avviene per le plastiche originate da fonti fossili, dipende dalle pratiche di produzione, dalla durata dei prodotti e dal trattamento di fine vita.

Il termine bioplastica viene talvolta utilizzato sia per le plastiche a base biologica o per quelle biodegradabili o per entrambe, ma avendo proprietà molto diverse, il termine piuttosto vago di “bioplastica” potrebbe essere frainteso dai consumatori.

Plastica a base biologica, biodegradabile e compostabile (fonte: AEA, 2020)

Esistono standard europei di certificazione ed etichettatura per valutare la compostabilità della plastica negli impianti industriali e la biodegradabilità dei film di pacciamatura nel suolo per l’uso in agricoltura. Ad oggi, non esiste uno standard europeo per la valutazione della biodegradabilità in acqua. Questo perché le condizioni molto variabili negli ambienti di acqua dolce e marina rendono difficile la standardizzazione. Tuttavia, l’Organizzazione internazionale per la standardizzazione (ISO) sta sviluppando standard per testare la biodegradabilità in determinati ambienti marini.

I prodotti di plastica compostabili industrialmente sono progettati per biodegradarsi in condizioni specifiche e controllate negli impianti di compostaggio industriale. Non compostano necessariamente (completamente) in compostiere domestiche semi-controllate o in condizioni incontrollate dell’ambiente naturale. Sebbene le etichette per la compostabilità industriale di solito si riferiscano allo standard utilizzato per la certificazione, esistono cattive pratiche nel mercato dei consumatori. 

Fornire informazioni aggiuntive, oltre all’etichetta, aumenterebbe la comprensione di come smaltire il prodotto, anche perché le differenze tra “compostabile negli impianti di compostaggio industriale“, “compostabile in casa“, “biodegradabile nel suolo / acqua dolce / acqua marina” e “a base biologica” non sono facili da comprendere. 

L’esperienza della raccolta dei rifiuti organici (alimentari e da giardino) mostra che le misure che dipendono dal comportamento dei consumatori vengono adottate solo da una parte della popolazione. Per aumentare la partecipazione, le misure devono essere accompagnate da campagne di sensibilizzazione e informazione personalizzate. Anche insegnare ai bambini le etichette e la corretta raccolta differenziata può svolgere un ruolo importante. Il modo in cui smaltire correttamente i prodotti in plastica compostabile industrialmente dipende anche dal sistema locale di gestione dei rifiuti e dalle infrastrutture di trattamento.

Pertanto, è necessaria una comunicazione continua, mirata e chiara con i consumatori per spiegare le differenze tra compostabilità e biodegradabilità nei diversi ambienti. Misure aggiuntive, come la colorazione standardizzata per sacchi compostabili industrialmente o codici QR che forniscono ulteriori informazioni, potrebbero migliorare la chiarezza.

Sebbene le plastiche compostabili non aggiungano valore nutritivo al compost, hanno un ruolo nel supportare la gestione sostenibile della raccolta dei rifiuti organici delle famiglie e di altre fonti. La digestione o il compostaggio dei rifiuti organici negli impiant industriali si traduce in compost o digestato che può essere utilizzato come ammendante e fertilizzante, purché sia conforme ai requisiti nazionali di qualità. La raccolta differenziata o il compostaggio domestico dei rifiuti organici sarà obbligatoria in tutti gli Stati membri dell’UE dalla fine del 2023 in poi, secondo quanto prevede il cosiddetto “Pacchetto economia circolare rifiuti”, recentemente trasposto nella normativa domestica con i 4 Decreti legislativi adottati dal Governo italiano il 7 agosto 2020.

La contaminazione con la plastica convenzionale è una sfida crescente per la qualità del compost, ma soprattutto per la conversione dei rifiuti organici raccolti in prodotti a base biologica (bioeconomia), segmento importante dell’economia circolare e dal potenziale non adeguatamente sfruttato.

L’esperienza ha dimostrato che l’uso di sacchetti di plastica compostabili aumenta il tasso di cattura dei rifiuti alimentari perché i consumatori li trovano convenienti. In UE, alcuni comuni e imprese per la raccolta dei rifiuti pertanto raccomandano o richiedono l’uso di sacchetti di plastica compostabili certificati per la raccolta dell’organico, mentre altri non accettano sacchetti di plastica compostabili. La strategia dipende anche dall’infrastruttura di trattamento dei rifiuti organici esistente (ad es: periodo di compostaggio, capacità di trattamento, tecnologia di digestione anaerobica, strategia per la rimozione delle impurità, compresa la plastica).

Il nuovo Piano di azione per l’economia circolare, adottato dalla Commissione UE lo scorso marzo, uno dei principali strumenti del Green Deal europeo, prevede la creazione di un quadro politico chiaro per la plastica con proprietà biodegradabili:
con regole armonizzate per la definizione e l’etichettatura delle plastiche compostabili e biodegradabili;
l’individuazione delle applicazioni in cui l’utilizzo di tali materie plastiche abbianovantaggi ambientali.

Ad esempio, le plastiche compostabili hanno un potenziale vantaggio ambientale in applicazioni specifiche come i sacchetti per la raccolta dei rifiuti organici e gli articoli correlati ai rifiuti organici, a condizione che le infrastrutture locali di gestione dei rifiuti organici garantisca una raccolta e una biodegradazione efficaci di tali plastiche.

Un altro esempio viene fornito dalla pellicola per la pacciamatura agricola. L’uso di un film biodegradabile al posto del film di pacciamatura convenzionale può potenzialmente evitare l’accumulo di plastica a lungo termine nel suolo, dal momento che i film convenzionali sono difficili da rimuovere completamente dai terreni agricoli.

Un sistema di etichettatura deve evitare di confondere i consumatori. A tal fine, campagne di sensibilizzazione e una comunicazione chiara con i consumatori miglioreranno la loro comprensione delle etichette utilizzate sulla plastica e ne garantiranno il corretto smaltimento. Le applicazioni che aumentano il rischio di sporcizia o contaminazione del compost con la plastica (comprese quelle che sono compostabili o biodegradabili) dovrebbero essere limitate o si potrebbe impedire che vengano commercializzate come biodegradabili o compostabili.

Le plastiche biodegradabili e compostabili possono offrire vantaggi ambientali se sviluppate per situazioni e applicazioni specifiche. Stante che il mercato di tali prodotti è destinato a crescere nei prossimi anni, conclude il briefing dell’AEA, sono urgentemente necessari ulteriori miglioramenti, perché sono ben lungi dal fornire una soluzione generale e autonoma alle sfide che l’Europa deve affrontare oggi con la plastica.

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