27 Settembre 2021
Infrastrutture e mobilità Senza categoria Territorio e paesaggio

Mobilità urbana sostenibile: un Manuale per i decisori politici

La Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE) ha pubblicato un nuovo Manuale per aiutare i responsabili delle politiche urbane, compresi i sindaci, gli urbanisti, gli ingegneri delle infrastrutture dei trasporti, ad adottare un approccio multidisciplinare alla mobilità urbana sostenibile, per soddisfare le esigenze delle popolazioni cittadine e prevenire la congestione urbana incontrollata.

La mobilità è una questione cruciale per i 3,5 miliardi di persone che vivono oggi nelle città del mondo, dal momento che è strettamente correlata ai loro mezzi di sussistenza, ai servizi e alla vita sociale, soprattutto per coloro che vivono nelle aree fortemente urbanizzate dell’UNECE dove si concentra oltre il 75% della popolazione europea, mentre nel Nord America l’80% e nell’Asia centrale il 50%.

Già prima dello scoppio della pandemia, stavano prendendo rapidamente piede nuove forme di mobilità urbana condivisa e connessa che offrivano soluzioni convenienti e sostenibili per il pendolarismo e gli spostamenti urbani, in alternativa ai trasporti pubblici sovraccarichi. Sebbene i lockdown abbiano fermato i movimenti quotidiani di milioni di persone, il passaggio a forme attive di mobilità ha ricevuto un impulso in molte città, ad esempio attraverso la creazione di nuove piste ciclabili.

Mentre molte città stanno ora cercando di capitalizzare lo slancio crescente della loro transizione alla mobilità sostenibile, per altre gli sforzi per affrontare la crisi e ripresa rappresentano un’opportunità unica per cambiare rotta e “ricostruire meglio” i modi con cui la popolazione si muove.

Per assistere gli Stati membri nell’integrazione degli obiettivi di trasporto, salute, qualità della vita e ambientali nelle politiche di pianificazione urbana e territoriale, la Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE) ha pubblicato il nuovo ManualeA Handbook on Sustainable Urban Mobility and Spatial Planning. Promoting Active Mobility”, sviluppato nel quadro del Programma paneuropeo per i trasporti, la salute e l’ambiente (THE PEP), gestito dall’UNECE e dall’OMS-Europa.

Riconoscendo le forti interconnessioni tra le diverse dimensioni della pianificazione urbana, il Manuale aiuterà i responsabili delle politiche urbane, compresi i sindaci, gli urbanisti, gli ingegneri delle infrastrutture di trasporto, ad adottare un approccio multidisciplinare alla mobilità urbana sostenibile, essenziale per soddisfare le esigenze delle popolazioni cittadine e prevenire la congestione urbana incontrollata.

Nonostante la situazione tra le città della regione UNECE sia diversa per differenti dimensioni, sono significativi per tutte i costi s in termini di inquinamento atmosferico e acustico, cambiamenti climatici, visto che il settore dei trasporti dell’UE contribuisce ad un quarto delle emissioni di gas serra. C’è poi l’aspetto della sicurezza stradale, con circa il 42% dei 105.000 decessi annuali nella regione UNECE dovuti al traffico stradale che si verificano nelle aree urbane (dati 2017).

Inoltre, il danno economico annuale associato ai ritardi nel trasporto di passeggeri e merci a causa della congestione del traffico in Europa è stimato in circa 100 miliardi di euro, più dell’1% del PIL dell’UE. Rendere i sistemi di trasporto urbano più verdi ed efficienti può quindi apportare importanti vantaggi per la salute, il clima e la prosperità delle città, con la potenzialità di far da traino ad una ripresa sostenibile dalla crisi indotta dal Covid-19, come aveva già indicato l’UNECE nel Rapporto Jobs in green and healthy transport. Making the green shift“, pubblicato lo scorso maggio in collaborazione con l’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro)

Il Manuale fornisce casi di studio, buone pratiche ed esempi di città che coprono un’ampia gamma di aree tematiche, tra cui: il futuro della mobilità urbana sostenibile; la gestione del territorio in funzione della mobilità urbana sostenibile e dell’accessibilità; la pianificazione dei trasporti pubblici; la mobilità attiva e suo contributo agli obiettivi sanitari e ambientali; le potenzialità dei sistemi di trasporto intelligenti in un contesto urbano

Tra i molti esempi evidenziati, viene citato l’approccio urbano adottato ad Almaty (Kazakistan), che ha creato un corridoio di autobus e filobus ad alta velocità che si sviluppano su 26 linee, trasportando 140.000 passeggeri al giorno e riducendo i tempi percorrenza degli autobus del 20% grazie a tragitti senza congestione. Nel 2018 sono state aperti oltre 100 km di corsie dedicate al trasporto pubblico e più di 80 km di piste ciclabili, messo in atto un sistema di noleggio urbano di biciclette e si sono svolti eventi ciclistici di massa per promuovere forme di mobilità sostenibile. La città sta progredendo verso l’eliminazione del traffico automobilistico privato al fine di ridurre le emissioni dei veicoli a motore.

Un altro esempio chiave identificato è Copenaghen che è da lungo un modello per le città che si sforzano di sviluppare la mobilità ciclistica. Tutti i percorsi ciclabili (più di 28 piste) che vanno dalla periferia al centro città sono fisicamente separati dalla carreggiata. La regione della capitale vanta ora più di mille chilometri di piste ciclabili dedicate e diverse centinaia di chilometri di piste ciclabili. Gli investimenti nelle infrastrutture per la bicicletta possono essere spiegati non solo da preoccupazioni ambientali, ma anche da aspetti di ordine finanziari. Il costo di un chilometro di pista ciclabile viene recuperato dopo cinque anni grazie al miglioramento della salute di chi lo utilizza regolarmente. Il traffico stradale su questi tratti di strada è ridotto del 10%, mentre il traffico ciclistico aumenta del 20%. Circa il 41% dei cittadini si reca al lavoro o a scuola in bicicletta, risparmiando circa 235 milioni di euro all’anno.

In termini di soluzioni alternative, il car sharing lanciato a Mosca nel 2015 è stato preceduto dal sistema di city bike sharing (2013) ed è stato seguito dagli scooter elettrici (2018). Ora la flotta di car sharing a Mosca comprende 11.000 auto, la rete di bike sharing vanta 4.300 biciclette e ci sono 2.950 scooter elettrici condivisi. Attualmente ci sono più di 30.000 viaggi in car sharing e oltre 27.000 viaggi in bicicletta al giorno a Mosca. Parallelamente, le autorità regionali di Mosca stanno implementando un sofisticato sistema di trasporto intelligente (ITS) che include sottosistemi di informazioni per gli utenti della strada, gestione automatizzata del traffico, telecamere di videosorveglianza e sistemi di monitoraggio da remoto. Le misure ITS contribuiscono all’armonizzazione dei flussi di traffico, nonché a garantire una risposta rapida alle situazioni di emergenza.

Progettare Piani di Mobilità Urbana Sostenibile (PUMS)

Come esempio di approccio alla pianificazione dei trasporti di successo, il manuale identifica il Piano di mobilità urbana sostenibile di Basilea, che dal suo sviluppo e attuazione ha portato a miglioramenti significativi, inclusa una riduzione del traffico automobilistico sulle strade urbane nonostante la crescita della popolazione, un’accessibilità elevata nell’intero cantone, soprattutto con i mezzi pubblici, un aumento significativo del numero di ciclisti e il notevole miglioramento della sicurezza stradale e della qualità dell’aria.

Il Manuale cita anche Milano per avere adottato “Area B”, la più grande zona a basse emissioni in Italia: “Per cercare di combattere la congestione e l’inquinamento atmosferico, Milano ha limitato l’accesso alla città per i veicoli a benzina e diesel. Con un’area che copre circa il 72% per cento dell’intero territorio comunale, “Area B” è oggi la più grande zona a basse emissioni d’Italia. L’ Area B copre il 97,6% della popolazione residente della città (quasi 1,4 milioni di abitanti) […]”.

Basandosi sulle esperienze delle città, il Manuale propone una metodologia per la pianificazione del trasporto urbano sostenibile e fornisce elementi basilari per lo sviluppo di un modello analitico costi-benefici delle politiche di trasporto per consentire ai responsabili delle politiche urbane di valutare l’impatto delle diverse politiche.

Il Manuale richiede l’uso dei principi “evitare” – “spostare” – “migliorare” come base per l’integrazione dei trasporti e della pianificazione urbana e per l’attuazione della gestione della domanda:
– lo sviluppo di aree urbane compatte, dense e orientate al trasporto pubblico, combinato con la promozione dell’uso misto del suolo, riduce la necessità di viaggiare (“evitare“):
– lo sviluppo del trasporto pubblico e delle aree urbane orientate alla mobilità attiva sostiene il passaggio a modalità di trasporto più pulite e più sane (“spostamento“);
– lo sviluppo e l’adattamento di nuove tecnologie nelle aree urbane sostiene il miglioramento del sistema di trasporto urbano (“migliorare“).Per meglio orientare i responsabili politici, l’UNECE delinea una serie di raccomandazioni pratiche:- essendo il trasporto pubblico un elemento chiave per una “città vivibile”, i miglioramenti del trasporto pubblico devono avere la priorità nella strategia della città e devono essere  stanziati adeguati fondi;
– il conseguimento di un trasporto più sostenibile implica: a) la sostituzione delle flotte di autobus inquinanti; b) la promozione della mobilità elettrica; c) lo sviluppo di tram moderni e hub intermodali; d) l’elaborazione di adeguate politiche di pianificazione del territorio;
– la mobilità attiva è un elemento centrale delle città sane, per cui le passeggiate a piedi e in bicicletta dovrebbero essere sostenute non solo nei centri urbani, ma su scala molto più ampia, in combinazione con altri modi di trasporto, compreso il trasporto pubblico;
le città devono sviluppare hub intermodali di facile utilizzo e fornire servizi che supportino l’uso della bicicletta e il camminare (le “Città Sane” dell’OMS dovrebbero prestare maggiore attenzione ai trasporti e alla mobilità come fattori chiave);
– lo sviluppo di trasporti pubblici e infrastrutture di buona qualità a sostegno della mobilità attiva è una buona pratica per rendere le città più vivibili e salvaguardare l’accesso agli acquisti, promuovendo al contempo il benessere;
– le città possono trarre il massimo da una nuova generazione di sistemi di trasporto intelligenti sfruttando le opportunità finanziarie e tecnologiche offerte dalla digitalizzazione.

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