27 Maggio 2022
Infrastrutture e mobilità Territorio e paesaggio

Mobilità elettrica: gli europei sono pronti all’inevitabile passaggio

Uno studio condotto per Platform for Electromobility mostra che i consumatori sono orientati al passaggio alla mobilità elettrica prima di quanto l’industria automobilistica e i legislatori si attendessero, e che il principale ostacolo alla transizione costituito dalla differenza di costo iniziale potrebbe essere abbattuto già dal 2025 o al più tardi al 2028.

Per effetto del continuo calo dei costi iniziali, di un’ampia gamma di modelli plug-in disponibili, degli standard di CO2 più rigorosi e scadenze sempre più stringenti per l’eliminazione graduale della vendita di nuovi veicoli a combustibili fossili, il passaggio alle auto elettriche è destinato ad accelerare rapidamente in tutta Europa.

È quanto emerge dallo StudioElectric Mobility: Inevitable, or Not?” sulla percezione di oltre 14.000 acquirenti di auto dei 7 principali mercati europei dell’auto (Regno Unito, Francia, Germania Gran Bretagna, Italia, Paesi Bassi, Polonia e Spagna) per quanto riguarda il passaggio ai veicoli elettrici (EV).

Lo studio, presentato  il 12 gennaio 2022 nel corso di un webinar, è stato condotto da Element Energy per conto di Platform for Electromobility, l’Alleanza europea di 45 organizzazioni di produttori, operatori e utenti del settore dei trasporti, nonché della società civile e di città, che si propone l’accelerazione nell’elettrificazione d i tutte le modalità di trasporto (3M, Allego, Alstom, AVERE, Bellona Europa, CER, CHAdeMO, Chargepoint, Danfoss, ECOS, EGEC, Electric Vehicles Promotion Foundation, EIM, Enel X, ENTSO-E, Eurelectric, EUROBAT, Eurocities, EuropeOn, European Copper Institute, European Cyclists Federation, EV100, EVBox, FreeNow, GreenWay, Hitachi Energy Powergrids, Motus-e, Northvolt, Polis, RECHARGE, Renault-Nissan, smartEN, SolarPower Europe, Transport & Environment, Tesla, UFE, UITP, UNIFE, Vattenfall, Volvo, WindEurope, XBM Materials).

Il costo iniziale è stato identificato come il fattore più importante nelle decisioni di acquisto dei consumatori. Una volta raggiunta la parità di prezzo con i veicoli con motore a combustione interna (ICE) il mercato cambierà rapidamente a favore della mobilità elettrica), confermando l’importante ruolo delle normative europee sugli standard di CO2 per auto e furgoni in Europa, introdotti con il nuovo Regolamento e con la revisione dell’intera legislazione sui trasporti prevista dal Pacchetto “Fit for 55” per ridurre le emissioni del 55% entro il 2030.

Tutti i 7 gruppi dei 14.052 consumatori intervistati sceglierebbero preferibilmente un veicolo elettrico (EV) rispetto a uno a combustione interna (ICE) a parità di prezzo e di costi di gestione, con una preferenza del 73% per quelli a motore interamente elettrico (BEV), rispetto a quello ibrido (PHEV), pur con differenze notevoli a seconda della nazionalità.

Il passaggio ai veicoli elettrici sta avvenendo più velocemente di quanto previsto dall’industria e dai legislatori – ha dichiarato Amélie Pans, Presidente di Platform for ElectromobilityNoi tutti dobbiamo rispondere in modo appropriato per garantire di soddisfare le richieste dei consumatori. È nostra la responsabilità comune di garantire che tutti in Europa, ovunque vivono, possano passare ai veicoli elettrici non appena lo desiderino”.

In uno scenario in cui la parità di prezzo tra il costo iniziale dei veicoli elettrici puri e i nuovi veicoli a combustibili fossili venga raggiunta nel 2028 i veicoli elettrici raggiungeranno una quota di mercato di oltre il 50%, superando le auto ICE come opzione più esercitata dai consumatori. Con i costi delle batterie e di altri componenti chiave per la produzione di veicoli elettrici che dovrebbero continuare a scendere già nei prossimi anni, la parità di prezzo tra le auto a batteria e quelle a combustibili fossili potrebbe essere raggiunta già nel 2025 ed entro il 2035, secondo lo studio, quasi tutte le vendite di auto saranno elettriche.

Secondo lo studio i consumatori sono poco propensi ad auto alimentate da e-fuels (combustibili liquidi o gassosi, di origine sintetica) per i costi di gestione, anche negli scenari più ottimistici di un ribasso rispetto all’attuale impennata, mentre la disponibilità dei punti di ricarica non è generalmente vista dai conducenti come un ostacolo all’acquisto di un veicolo elettrico, anche in vista della trasposizione nelle legislazione nazionali della nuova Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (EPB III) in base alla quale ogni Stato membro dovrà assumere provvedimenti per “semplificare la realizzazione dei punti di ricarica in edificiresidenziali e non residenziali, nuovi ed esistenti, rimuovendo gli ostacoli normativi, inclusi i permessi e le procedure di approvazione”.

Percentuali di consumatori privati ​​in ciascuno dei 7 mercati studiati. Ogni segmento di consumatori è rappresentato in ogni mercato, anche se le proporzioni variano sostanzialmente tra i Paesi. Non sorprende la percentuale di trailblazer (apripista) nei Paesi Bassi, che è quasi sicuramente correlata all’elevata quota di vendite di veicoli elettrici fino ad oggi.

Dallo studio emerge che gli e-fuels non vanno a vantaggio dei consumatori peraltro non li vogliono – ha aggiunto la Pans – I governi dovrebbero invece concentrare gli investimenti verso il raggiungimento dell’acquisto a breve termine a parità di prezzo dei veicoli elettrici. Garantire una solida rete di facile accesso ai punti di ricarica pubblici e privati ​​è fondamentale affinché tutti traggano vantaggio dalla mobilità elettrica”.

 

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