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MED & Italian Energy Report: per capire e migliorare il sistema energetico

Presentato a Bruxelles presso la sede del Parlamento UE il Primo MED & Italian Report, nell’ambito del Progetto ENEMED, nato dalla collaborazione tra SRM e Politecnico di Torino, per fornire dati, statistiche, modelli economici ed analisi che possano essere utili indicazioni per definire strategie da parte dei policy makers a tutti i livelli.

È stato presentato il 3 dicembre 2019 presso il Parlamento europeo, il primo “MED & Italian Energy Report
, Rapporto annuale sul settore dell’energia in Italia e nel Mediterraneo, frutto della collaborazione strutturale nata tra SRM (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno), il Centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) e l’Energy Security Lab@Energy Center del Politecnico di Torino.

Allo studio, parte di un più ampio progetto di ricerca che hanno messo in campo SRM ed il Politecnico di Torino denominato ENEMED, hanno collaborato il Joint Research Center della Commissione Europea (per le analisi sulle infrastrutture di gas naturale e della sicurezza degli approvvigionamenti) e la Fondazione Matching Energies, la cui missione è volta a generare condizioni più favorevoli allo sviluppo economico, sociale e culturale del nostro Paese, a partire dall’energia intesa come driver di sviluppo economico e sociale.

La collaborazione tra SRM e Politecnico di Torino avvia un progetto di ricerca pluriennale che mette insieme capacità di analisi ingegneristiche con quelle economiche e finanziarie – ha affermato Massimo Deandreis, Direttore Generale di SRM – Vogliamo offrire uno strumento di analisi dinamico, capace di monitorare i cambiamenti nell’uso delle fonti energetiche con un approccio globale, osservando gli impatti e la sostenibilità ambientale e finanziaria dei vari progetti. Siamo in un momento in cui le dinamiche energetiche stanno modificando gli assetti economici e politici mondiali. L’Europa ha obiettivi molto ambiziosi e il nostro Paese può essere protagonista nel Mediterraneo. Cambiamenti climatici, riduzione dell’utilizzo delle fonti fossili, introduzione di nuove tecnologie come l’idrogeno ed il GNL, forte sviluppo delle rinnovabili, sono solo alcuni degli argomenti che affrontiamo. Oggi qui al Parlamento Europeo presentiamo il nostro Rapporto con l’ambizione di poter dare un contributo serio e documentato agli operatori ed ai policy makers italiani ed europei”.

Il MED & Italian Energy Report 2019 prende in esame 3 aspetti principali:
– il primo mira a fornire una rappresentazione degli scenari energetici a diversa scala geografica: globale, mediterranea e italiana (nel contesto europeo), in termini di risorse, produzione, scambio e consumo di commodity energetiche;
– il secondo analizza corridoi e infrastrutture energetiche, focalizzandosi in particolare sul ruolo delle infrastrutture elettriche nel supportare lo sviluppo sostenibile, sugli scenari presenti e futuri di produzione, commercio e consumo di gas naturale nel Mediterraneo e sull’analisi delle principali rotte e del trasporto marittimo;
– il terzo esamina gli investimenti cinesi in infrastrutture energetiche a livello globale lungo la “nuova via della seta”. Con la Belt & Road Initiative, la strategia di sviluppo globale adottata dal Governo cinese nel 2013, infatti, è partita la sfida di un ambizioso piano di investimenti in campo energetico e infrastrutturale.

Alcuni highlights della ricerca
– La domanda mondiale di energia elettrica è ancora in prevalenza soddisfatta dalle fonti fossili: petrolio 34,2% carbone 27,6% e gas 23,4%. I consumi sono concentrati su 3 aree: Cina, Stati Uniti, UE28, che rappresentano nell’insieme il 50% circa del totale (Cina 22%, Stati Uniti 15% e UE28 12,2%).

Slide di presentazione di Massimo Deandreis

– L’area del Mediterraneo e della regione MENA (Medio Oriente e Nord Africa) incide per il 20% sulla produzione mondiale di fonti fossili; detiene quasi la metà delle riserve mondiali di petrolio ed oltre il 42% di quelle di gas naturale. Rappresenta, in termini di produzione, il 37% del petrolio mondiale e il 22% di gas naturale.
– Il gas naturale è una delle principali commodity per i sistemi energetici mondiali e le infrastrutture per il suo trasporto stanno assumendo rilievo crescente. La quota di questo combustibile sul totale prodotto a livello globale è passata in circa 45 anni dal 16% al 22%; mentre dal lato della domanda il gas naturale pesa per il 23,4%.

– L’Italia è ancora dipendente dall’estero per le importazioni di combustibili fossili: 78,6%. Il nostro Paese sta lavorando per sviluppare efficienza e risparmio energetico e fonti rinnovabili, la cui quota sulla produzione lorda elettrica è passata dal 17% del 2007 al 34%.
– La filiera dell’energia elettrica italiana, dalla produzione alla manifattura conta 30 miliardi di euro di Valore Aggiunto, produce 177 miliardi di fatturato. Vanta 23.500 imprese attive per circa 215.000 addetti.

– I porti italiani hanno un ruolo strategico come gate di accesso energetico e gestiscono 184 milioni di tonnellate di rinfuse liquide ed il Mezzogiorno concentra il 45% del traffico energetico del Paese.

Obiettivo del Progetto ENEMED è fornire dati, statistiche, modelli economici ed analisi che possano essere utili indicazioni per definire strategie da parte dei policy makers a tutti i livelli. L’iniziativa vuole monitorare l’evoluzione dei cambiamenti energetici che si stanno realizzando a livello mondiale e quali impatti avranno su Europa e paesi del Mediterraneo. Attenzione particolare sarà data alle fonti rinnovabili, alle infrastrutture portuali (gate di accesso per i flussi energetici), alle nuove tecnologie, alle fonti emergenti (Gnl, idrogeno).

Slide di presentazione di Ettore Bompard

Il dialogo energetico tra la sponda nord e la sponda sud del Mediterraneo è, in una visione prospettica, in evoluzione – ha affermato Ettore Bompard, Direttore scientifico dell’Energy Security Lab dell’Enegy Center del Politecnico di Torino – Da una situazione in cui i Paesi del Nord Africa esportano risorse fossili verso la sponda nord, con consumi energetici pro-capite dell’ordine della metà, a una situazione in cui questi Paesi producono energia elettrica da fonti rinnovabili, la utilizzano per incrementare i loro consumi e la esportano verso la sponda nord, nel contesto della transizione energetica. ENEMED si propone di dare un contributo di visione e di analisi a questa evoluzione, che ha implicazioni energetiche, economico-finanziarie, geopolitiche e tecnologiche di rilievo, per l’area e globalmente”.

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