28 Settembre 2021
Biodiversità e conservazione Flora

Libro Bianco del Verde: per riportare il verde e la natura in città

Confagricoltura e Assoverde, supportati da un Comitato tecnico e scientifico, hanno avviato un percorso per la stesura di un “Libro Bianco del Verde”, come sfida e occasione per riportare il verde e la natura in città ad uno stato di equilibro con l’uomo.

Non si può essere sani in un Pianeta malato”, ha detto Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2020 incentrata su tema del ruolo della natura nel fornire l’infrastruttura essenziale a supporto della vita sulla Terra e dello sviluppo umano. Tuttavia, in questi tempi eccezionali che stiamo vivendo a seguito della pandemia di Covid-19, la natura ci sta inviando un messaggio: per aver cura di noi stessi dobbiamo prenderci cura della natura.

Di qui la necessità di un cambio di passo nelle metodiche di cura degli alberi e della natura, che spesso risultano obsolete o di scarsa qualità rispetto agli standard imposti dalle nuove conoscenze e sensibilità. È questo l’obiettivo dell’iniziativa congiunta di Confagricoltura (Confederazione Generale dell’Agricoltura Italiana), la più antica Organizzazione di tutela e rappresentanza delle imprese agricole, e di Assoverde (Associazione Italiana dei Costruttori del Verde) che rappresenta oltre 200 imprese che operano nel settore del verde e nei relativi comparti (verde storico, verde sportivo, verde urbano, giardini privati, bio-architettura, ingegneria naturalistica, architettura del paesaggio, ecc.), che prevede  la redazione del “Libro Bianco del Verde”.

La prima edizione 2021 che ha come titolo “Per un Neorinascimento della cura e gestione del verde”, raccoglie i contributi specialistici che affrontano la tematica dai diversi punti di vista (normativo e regolamentare, tecnico-progettuale, amministrativo e gestionale, socio-economico, sanitario), in funzione degli effetti benefici che il “Verde”, nelle sue diverse declinazioni, può determinare sull’ambiente, sulla salute e sul benessere psico-fisico dei Cittadini, sulla qualità degli spazi in cui viviamo.

Con l’aggravarsi delle problematiche ambientali, che molte ricerche internazionali considerano connesse con la salute e tra le cause principali di molte malattie, questi temi sono ormai improrogabili e richiedono la collaborazione di tutti.

Il Libro Bianco del Verde è un invito al cambiamento, una occasione per riportare il verde e la natura in città ad uno stato di equilibro con l’uomo, una sfida che ambisce a migliorare le conoscenze, eliminare le pratiche obsolete e rinnovare la cura e la gestione del verde nelle città e nelle campagne, grazie a proposte tecniche concrete, supportate da decisioni politiche.

L’idea è quella di fare il punto su condizioni e dinamiche in atto nel settore del verde; mettere in rete le diverse competenze ed esperienze; far convergere soluzioni e proposte all’interno di un Testo unico su cui focalizzare l’attenzione delle Istituzioni, perché possano fornire il necessario supporto tecnico-scientifico, avviare i più opportuni iter normativi e regolamentari, prevederne la più congrua programmazione, anche sul piano economico e finanziario.

La prima edizione del Libro Bianco del Verde ha già acquisito la disponibilità di numerosi contributi specialistici che, coordinati da un Comitato Tecnico -scientifico costituito ad hoc, saranno forniti da esperti provenienti da Istituzioni e Pubbliche Amministrazioni, Università ed Enti di ricerca, Ordini Professionali, Rappresentanze di categoria ed Associazioni, con il coinvolgimento ed il supporto del settore imprenditoriale che, nelle sue diverse declinazioni, oggi più che mai esprime l’esigenza di nuovi modelli e nuove regole in cui operare. Il Ministero dell’Ambiente (MATTM) ha già abbracciato l’iniziativa, accordando il suo patrocinio, e altre disponibilità da parte di ulteriori Istituzioni competenti sono in fase di acquisizione.

L’edizione 2021 del Libro Bianco del Verde è da considerarsi un punto di partenza,- un “luogo fisico” (il prodotto editoriale) in cui si confrontano e si rafforzano sinergie tra attori pubblici e privati – per avviare un “percorso permanente” – che può costituire riferimento per tutti gli operatori del settore, a cui si collegano varie e diverse iniziative (tavoli tecnici e gruppi di lavoro, percorsi di studio e di approfondimento, momenti di formazione, convegni, occasioni di comunicazione e sensibilizzazione) – con il fine di incidere sulla programmazione istituzionale rispetto alle priorità e alle opportunità che si determineranno ogni anno.

Allegato al Libro Bianco, funzionale a sostenere l’intero percorso e le iniziative che ad esso si collegano, è il “Quaderno Tecnico” che raccoglie e rappresenta le soluzioni e le proposte provenienti dalle Aziende, i sistemi, i prodotti e le tecnologie innovative presenti sul mercato.

Il 29 e 30 dicembre 2020 si sono stati tenuti i due primi Tavoli tecnici di kick off dell’iniziativa tra le organizzazioni promotrici e i vari soggetti che contribuiranno alla stesura del “Libro” al fine di individuare più in dettaglio le tematiche da sviluppare nel seguito dei lavori. I prossimi appuntamenti, aperti a quanti vorranno aderire, scandiscono un percorso che vuole diventare permanente per raccogliere, ogni anno, all’interno del Libro Bianco, soluzioni e proposte concrete per indirizzare l’azione istituzionale verso ulteriori energie, norme e regolamenti più adeguati e con idonee coperture economiche e finanziarie.

I primi risultati del Progetto verranno illustrati nella prossima edizione della Fiera MyPlant&Garden (Fiera Milano, 15-17 febbraio 2021), la più importante manifestazione professionale dell’orto-florovivaismo, del paesaggio e del garden in Italia,  mentre la presentazione ufficiale del “Libro Bianco del Verde” è prevista in una due giorni di convegno in primavera, alla presenza di autorevoli interlocutori istituzionali ai quali il Libro Bianco sarà formalmente affidato, per dar concreto riscontro agli obiettivi che il progetto si è dato.
Quanto più assumerà “autorevolezza” e “rilevanza”, tanto più l’iniziativa riuscirà ad incidere nella Cultura, nella Politica e nella Società.

C’è da osservare che le Istituzioni hanno mostrato negli ultimi anni maggior consapevolezza dell’importanza del verde e della riforestazione urbana. Il D.L. 111/2019 (Decreto “Clima”), ha previsto il programma sperimentale di messa a dimora di alberi, di reimpianto e di silvicoltura, e per la creazione di foreste urbane e periurbane nelle città metropolitane, così come definite nella Strategia nazionale del verde urbano, e ha autorizzato la spesa di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, cifra che è stata ora aumentata per il 2021 di altri 3 milioni di euro dalla Legge di Bilancio 2021 che ha peraltro opportunamente confermato il cosiddetto “Bonus Verde”, anche se tali misure, ovviamente non possono essere sufficienti a garantire una vera inversione di tendenza.

Il Piano di Recupero e Resilienza  (PNRR) del Programma Next Generation UE, secondo l’ultima bozza uscita dal Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2021, potrebbe essere l’occasione per un cambiamento profondo.

Per la Missione 2. Rivoluzione verde e transizione ecologica sono previsti 69, 80 miliardi di euro, di cui 15 miliardi di euro per la “Tutela del territorio e della risorsa idrica” (2.4) che prevede, tra l’altro l’obiettivo di “Attuare un programma di forestazione urbana per contribuire alla cattura della CO2”,  con un’assegnazione di 530 milioni di euro.

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