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Global Carbon Budget: le emissioni di CO2 a livelli record

L’annuale Rapporto Global Carbon Budget che viene presentato durante le Conferenze della Parti (COP) della Convenzione ONU sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) e che monitora le emissioni di gas ad effetto serra per stimare quanta CO2 possa essere emessa in atmosfera per mantenere la temperatura ben al di sotto dei 2 °C, prevede che nel 2025 rimarranno invariate e che il budget per rimanere entro 1,5 °C si esaurirà entro 4 anni.  

Le emissioni globali di carbonio derivanti dai combustibili fossili e dal cemento nel 2025 raggiungeranno 38,1 miliardi di tonnellate di emissioni di anidride carbonica (CO2), in aumento di circa l’1,1%. Tuttavia, la diminuzione delle emissioni correlate all’uso del suolo farà sì che le emissioni globali nel 2025 rimarranno invariate rispetto al 2024.

La previsione è del Global Carbon Budget 2025, il Rapporto di monitoraggio dell’andamento delle emissioni globali di carbonio e dei relativi pozzi per mantenere la temperatura globale ben al di sotto di 2 °C, che è stato presentato il 13 novembre 2025 alla COP30 in corso in Brasile, dove i risultati del Rapporto saranno analizzati e discussi in vari eventi durante la conferenza, e contestualmente pubblicato pre-stampa su Earth System Science Data per essere sottoposto a revisione paritaria, basandosi su metodologie consolidate in modo del tutto trasparente.

Giunto alla XX edizione, il Rapporto è frutto del contributo di oltre 130 docenti universitari e ricercator di oltre 90 istituzioni di 18 Paesi, coordinati dal Global CarbonProject, tra cui l’Università di Exeter -Global Systems Institute che coordina il Rapporto, l’Università dell’East Anglia (UEA), il Centro CICERO per la ricerca internazionale sul clima, l’Università Ludwig-Maximilian di Monaco (LMU), l’Alfred-Wegener-Institut e oltre 90 altre istituzioni di 18 Paesi Il rapporto Global Carbon Budget, elaborato da un team internazionale di oltre 130 scienziati, fornisce un aggiornamento annuale sottoposto a revisione paritaria, basandosi su metodologie consolidate in modo del tutto trasparente.

Il Rapporto stima che nel 2025 le emissioni globali totali di CO2, comprese quelle derivanti dai combustibili fossili e dall’uso del suolo, rimarranno pressoché invariate a 42,2 GtCO2, con un calo trascurabile dello 0,04% rispetto all’anno scorso. Ciò significa che il 2025, insieme al 2024, è di fatto l’ anno con le emissioni globali di CO2 più elevate mai registrate.

Le emissioni totali di CO2 stabili nel 2025 riflettono una combinazione di emissioni in continuo aumento da combustibili fossili e dall’industria e di emissioni in calo dovute al cambiamento dell’uso del suolo. Le emissioni di CO2 da combustibili fossili sono aumentate dell’1,1%, raggiungendo 38,1 GtCO2, mentre le emissioni derivanti dal cambiamento dell’uso del suolo diminuiranno del 9,8%, raggiungendo 4,1 GtCO2, soprattutto per la fine del fenomeno meteorologico El Niño che nel periodo 2023-24 aveva fatto aumentare caldo e siccità in molte regioni, riducendo l’assorbimento di CO2 da parte degli ecosistemi naturali. Di fatto, il budget rimanente per 1,5 °C è di 170 GtCO2, equivalenti a quattro anni di emissioni attuali

Con le emissioni di CO2 in continuo aumento, mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C non è più plausibile – ha affermato il Prof. Pierre Friedlingstein de Global System Institute di Exeter, che ha guidato lo Studio – Il bilancio di carbonio rimanente per l’obiettivo dell’Accordo di Parigi 1,5°C (170 miliardi di tonnellate di anidride carbonica) sarà esaurito prima del 2030 al ritmo attuale delle emissioni. Stimiamo che il cambiamento climatico stia riducendo i pozzi di assorbimento combinati di terra e oceani – un chiaro segnale dal Pianeta Terra che dobbiamo ridurre drasticamente le emissioni“.

Tra gli altri risultati chiave del Global Carbon Budget si segnalano:
– Le emissioni della Cina nel 2025 aumenteranno dello 0,4%, ovvero più lentamente rispetto agli ultimi anni, a causa di una crescita moderata del consumo energetico, abbinata a una crescita straordinaria delle energie rinnovabili;
– Le emissioni dell’India sono previste in aumento dell’1,4%, anche in questo caso a un ritmo inferiore rispetto ai trend recenti. Un monsone precoce ha ridotto il fabbisogno di raffreddamento nei mesi più caldi e insieme alla forte crescita delle energie rinnovabili, con conseguente bassa crescita dell’uso di carbone.
– Le emissioni aumenteranno negli Stati Uniti (+1,9%) e nell’UE (0,4%). Le emissioni in queste regioni che erano diminuite negli ultimi anni, risaliranno nel 2025 per effetto di un clima più freddo e di altri fattori.
– Le emissioni previste in Giappone, fornite quest’anno per la prima volta, sono in calo del 2,2%, in linea con le tendenze recenti.
– Nel resto del mondo le previsioni per il 2025 indicano un aumento dell’1,1%.
– L’aumento previsto delle emissioni di CO2 fossile nel 2025 è dovuto a tutti i tipi di combustibile: carbone +0,8%, petrolio +1%, gas naturale +1,3%.
– Per il settore dell’aviazione internazionale le emissioni aumenteranno del 6,8% (superando i livelli pre-COVID), ma per il trasporto marittimo internazionale rimarranno stabili..
– Nel periodo 2015-2024, le emissioni derivanti dalla deforestazione permanente sono rimaste elevate, attestandosi intorno ai 4 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno, mentre le rimozioni permanenti tramite rimboschimento/riforestazione e ricrescita forestale compensano circa la metà delle emissioni derivanti dalla deforestazione permanente.
Le emissioni totali di CO2 , ovvero la somma delle emissioni derivanti da combustibili fossili e dai cambiamenti nell’uso del suolo, sono cresciute più lentamente nell’ultimo decennio (0,3% all’anno), rispetto al decennio precedente (1,9% all’anno).
– Il budget di carbonio rimanente per limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C è praticamente esaurito. Il budget rimanente per 1,5 °C ammonta a 170 miliardi di tonnellate di CO2, equivalenti a 4 anni dei livelli di emissioni del 2025.
– Gli effetti combinati del cambiamento climatico e della deforestazione hanno trasformato le foreste tropicali del Sud-est asiatico e gran parte di quelle del Sud America da pozzi di assorbimento a fonti di emissione di CO2.
– Si prevede che la concentrazione di CO2 in atmosfera raggiungerà 425,7 ppm nel 2025, ovvero il 52% in più rispetto ai livelli preindustriali.

Il Rapporto sottolinea, pure, che la decarbonizzazione dei sistemi energetici sta progredendo in molti Paesi, ma non è sufficiente a compensare la crescita della domanda globale di energia.

Gli sforzi per contrastare il cambiamento climatico sono visibili, con 35 paesi che sono riusciti a ridurre le proprie emissioni e al contempo a far crescere le proprie economie, il doppio rispetto a dieci anni fa, e importanti progressi nella riduzione della dipendenza dai combustibili fossili altrove – ha affermato Corinne Le Quéré, Direttrice del Centro Tyndall per la ricerca sui cambiamenti climatici e Docente di Scienza e politica sui cambiamenti climatici all’Università East Anglia, co-autrice del Rapporto – I progressi sono ancora troppo fragili per tradursi nelle riduzioni durature delle emissioni globali necessarie per contrastare il cambiamento climatici, i cui impatti sui pozzi di carbonio sono preoccupanti e sottolineano ulteriormente la necessità di un’azione urgente“.

Un articolo, non peer-reviewed, contestualmente pubblicato dallo stesso team di scienziati e ricercatori su Nature dal titolo “Emerging climate impact on carbon sinks in a consolidated carbon budget” fornisce una stima dettagliata di come i pozzi di carbonio terrestri e oceanici siano cambiati a causa dell’attività umana.

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