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Giornata Mondiale Balene e Cetacei: ISPRA celebra il mare

Il 21 febbraio 2025, in occasione della Giornata Mondiale delle Balene e dei Cetacei, l’ISPRA e l’ARPA Sicilia organizzano una giornata-evento esclusiva per gli studenti per sensibilizzare i giovani sull’importanza delle conoscenze scientifiche per la protezione dell’ambiente marino.

In occasione della Giornata Mondiale delle Balene (World Whale Day), inizialmente creata 45 anni fa alle Hawaii per celebrare le megattere native del Nord-Pacifico che vi trascorrono l’inverno per poi iniziare una migrazione di 2.800 miglia verso l’Alaska accompagnate dai loro cuccioli, che faranno il viaggio per la prima volta, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e ARPA Sicilia, in collaborazione con l’Istituto per lo Studio degli Impatti Antropici e la Sostenibilità del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IAS),la Stazione Zoologica Anton Dohrn, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e la Soprintendenza del Mare, organizzano il 21 febbraio una Giornata-evento dedicata al mare e agli studenti che potranno partecipare a laboratori e mostre di scoperte scientifiche e storiche per sensibilizzare i giovani sull’importanza delle conoscenze scientifiche per la protezione dell’ambiente marino.

La Giornata Mondiale delle Balene si pone l’obiettivo di aumentare la consapevolezza della crescente necessità di proteggere questi maestosi mammiferi: inquinamento ambientale e caccia incontrollata le stanno sterminando, e noi dobbiamo fare qualcosa per porre fine a questo sterminio.

È strano pensare che le balene si nutrano principalmente di krill, il cibo più piccolo presente nell’oceano, eppure siano così grandi: la balena blu cresce fino a 30 metri di lunghezza ed è la balena più grande del nostro pianeta. Tuttavia, la balena più piccola, il capodoglio nano dentato, ha una lunghezza tra 3 ed i 4 metri. Come altri grandi pesci, anche le balene sono tra le prime vittime dei rifiuti plastici oceanici, incluse le temute microplastiche. Ecco perché dovremmo mobilitarci tutto l’anno, non solo nella Giornata Mondiale delle Balene.

Quel che si deve sapere sulle balene
– Esistono due diversi tipi di balene: le balene con fanoni che filtrano il krill e il plancton dall’acqua, mentre le balene dentate mangiano animali più grandi come pesci e calamari.
– Le balene possono trasmettere la loro “cultura” ad altre balene sotto forma di comportamenti e canti.
– Le balene sono molto agili in acqua: la balena Beluga può persino nuotare all’indietro.
– Le balene hanno bisogno di emergere per respirare, se rimangono intrappolate nelle reti da pesca o nei rifiuti di plastica nell’oceano possono annegare.
– Alcune balene, come la balena della Groenlandia, possono vivere più di 200 anni.
–  Le balene svolgono un ruolo essenziale nel mantenimento della salute degli oceani e nell’attenuazione degli effetti del cambiamento climatico.

Perché le balene hanno bisogno della nostra protezione?
Le principali minacce che le balene affrontano in tutto il mondo sono tutte direttamente collegate al comportamento umano. In passato la caccia alle balene a scopo commerciale rappresentava il pericolo maggiore per le balene, oggi le minacce più gravi sono l’impigliamento, l’inquinamento e gli urti con le navi.

Si calcola che la caccia commerciale nello scorso secolo abbia ucciso tre milioni di balene, riducendone drasticamente la popolazione fino a quando non è stata ampiamente vietata nel 1986. Tuttavia, ancora oggi diversi paesi consentono la caccia alle balene, chiamandola “caccia scientifica alle balene“.

Ma le balene oggi affrontano minacce diverse, quali impigliamento, inquinamento e collisioni con navi.

Fonte: World Animal Protection

Impigliamento
Ogni anno, l’industria della pesca scarica in mare circa 800.000 tonnellate di attrezzi da pesca, molti dei quali dureranno per oltre 600 anni. Queste corde, reti da pesca e lenze possono causare danni significativi alle balene, avvolgendosi attorno ai loro corpi fino a impigliarli. Ciò mette le balene a rischio di, nella migliore delle ipotesi, ferite e mutilazioni, nella peggiore, di annegamento.

Inquinamento
I nostri oceani sono pieni di plastica e altri rifiuti. Anche quando si scompongono in microplastiche, questi oggetti continuano a minacciare le balene. Le microplastiche e altri inquinanti sono senza dubbio dannosi e potremmo non conoscere l’entità del danno per molti anni a venire.

Scontri con navi
Le balene sono anche a rischio di collisioni con le navi, con conseguenze molto gravi che possono uccidere questi gli animali o lasciali mutilati. Le navi più grandi potrebbero non essersi nemmeno accorte di aver essere nemmeno consapevoli di aver colpito una balena, per non parlare del fatto che sono state in grado di evitarla.

Questi incidenti possono accadere anche con le imbarcazioni per l’osservare le balene, per cui recarsi in un Whale Heritage Area, nel Mediterraneo c’è il Santuario Pelagos per la protezione dei mammiferi marini, è il modo migliore per osservare le balene in natura in modo responsabile e sostenibile.

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