14 Agosto 2022
Energia Fonti rinnovabili Sardegna

Elettrificazione verde della Sardegna: il progetto di Enel e Università R3

È stato presentato il Progetto “Elettrificazione verde della Sardegna” di Enel e Università Roma Tre, che  prevede l’abbandono delle fonti fossili per la produzione di energia nell’isola con il passaggio a un mix di generazione basato esclusivamente su fonti rinnovabili, è inserito tra i Multi-Stakeholders Energy Compact delle Nazioni Unite per le sue potenzialità di modello esportabile a livello globale per la diffusione dell’elettrificazione e la transizione energetica.

L’abbandono delle fonti fossili per la produzione di energia in Sardegna, col passaggio a un mix di generazione basato esclusivamente su fonti rinnovabili, abbinato alla diffusione dell’elettrificazione degli usi finali; un percorso che consentirà al territorio Sardo di fare un balzo verso la completa decarbonizzazione in un’ottica di sostenibilità ambientale, risparmio ed efficienza energetica.

È quanto prevede “Elettrificazione verde della Sardegna”, il Progetto inserito tra i Multi-Stakeholders Energy Compact delle Nazioni Unite considerato come modello per la diffusione dell’elettrificazione e la transizione energetica a livello globale, è stato presentato in occasione di un evento online organizzato da Enel, Università degli Studi Roma TreCentro Ricerche Economiche e Sociali Manlio Rossi-Doria, con il supporto di Alleanza Sardegna Rinnovabile (che riunisce WWF, Kyoto Club, Greenpeace e Legambiente).

Data la penetrazione marginale del metano e la rilevanza locale dei servizi come commercio, turismo, agricoltura e pubblica amministrazione, che costituiscono il 60% del valore aggiunto, la Sardegna offre un contesto unico per l’elettrificazione. La maggior parte dell’elettricità viene prodotta utilizzando il carbone e i residui dei processi di raffinazione del petrolio. A ciò si aggiunge che la Sardegna vanta un consumo pro capite di energia elettrica nel settore domestico più alto d’Italia, pari a circa 1,38 MWh l’anno, con l’autoproduzione che però rappresenta ancora meno dell’1% del totale ed è quasi esclusivamente da fonti fossili.

L’elettrificazione dei consumi e la sostituzione delle fonti fossili con quelle rinnovabili sono due leve strategiche della transizione energetica in atto – ha commentato Nicola Lanzetta, Direttore Enel Italia – Grazie alle sue particolari caratteristiche, la Sardegna può accelerare su questo percorso di sviluppo e raggiungere in anticipo un modello di produzione e consumo energetico più sostenibile, generando ricadute positive per ambiente, economia, occupazione e territorio e ponendosi come esempio a livello globale. Un risultato che possiamo raggiungere costruendo un’alleanza strategica tra pubblico, privato, mondo accademico, associazioni e cittadini e condividendo il valore che si genera sul territorio”.

Il Progetto “Elettrificazione verde della Sardegna” prevede di raggiungere una serie di obiettivi entro il 2030, in particolare il superamento della produzione di energia da fonti fossili attraverso la sostituzione con impianti rinnovabili, principalmente fotovoltaico ed eolico, e allo stesso tempo la (diffusione di tecnologie per l’elettrificazione degli usi finali, come mobilità elettrica, sistemi per il riscaldamento e raffreddamento degli ambienti, l’efficientamento energetico e le piastre ad induzione. Le caratteristiche demografiche e la bassa densità abitativa dell’isola (circa 68 abitanti per km2) consentiranno inoltre un ampio ricorso alla generazione distribuita.

Le misure e le attività previste dal Progetto “Elettrificazione verde della Sardegna” forniranno utili spunti per la transizione energetica di altre aree, sia in Italia che in altri Paesi e contribuiranno a diffondere soluzioni concrete applicabili anche nei Paesi in via di sviluppo. Il processo di elettrificazione della Sardegna sarà monitorato per le Nazioni Unite dall’Università degli Studi di Roma Tre – Centro Rossi- Doria.

Il Progetto “Elettrificazione verde della Sardegna” è stato scelto e proposto come esempio di crescita locale per promuovere l’accesso all’energia pulita (l’obiettivo 7 dello sviluppo sostenibile) – ha dichiarato Valeria Termini, Professoressa di Economia politica presso l’Università degli Studi Roma Tre e membro degli esperti delle Nazioni Unite – È l’occasione per la Sardegna e per l’Italia di contribuire all’obiettivo globale di decarbonizzazione con un esempio concreto, che utilizza fonti naturali di energia disponibili localmente, e di offrire un modello di riferimento per lo sviluppo indipendente dei Paesi più vulnerabili in cui vivono ancora 759 milioni di persone drammaticamente prive di elettricità”.

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