Il Centro Comune di Ricerca della Commissione UE ha pubblicato un Rapporto che lancia l’allarme su un fenomeno di El Niño, ormai virtualmente certo, che ha un’altissima probabilità di rivelarsi eccezionalmente forte, configurandosi come uno shock sistemico per il clima, l’agricoltura e la stabilità geopolitica globale.
Il verificarsi dell’evento El Niño nel corso degli anni 2026-2027, secondo i modelli previsionali stagionali di giugno delCopernicus Climate Change Service, èdato per certo al 75%. Inoltre, c’è un’elevata probabilità che l’evento raggiunga un’intensità molto elevata e che potrebbe persino evolversi in un evento senza precedenti.
Alla luce di tali previsioni, il Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione UE ha pubblicato il 15 giugno 2026 ilRapporto“From forecast to risk: an anticipary analysis of the 2026-2027 El Niño” che,oltre agli effetti sul clima globale, analizza quelli sui prezzi dei prodotti alimentari, sulle persone esposte, sugli sfollamenti e sui rischi umanitari.
Ogni pochi anni (2-7), l’Oceano Pacifico tropicale oscilla tra 2 diverse fasi:
– nella fase calda, nota comeEl Niño, un’ampia porzione della superficie oceanica diventa insolitamente calda per un periodo solitamente di9-12 mesi, ma che può persistere fino a 2 anni;
– nella fase fredda,La Niña, la stessa regione diventa insolitamente fredda, per una durata di 1-3 anni.
Durante un evento di El Niño, parte del calore accumulato nell’oceano passa all’atmosfera, alterando i pattern climatici globali, coneffetti su distribuzione delle piogge, temperature e frequenza degli eventi estremi.
Il Rapporto del JRC evidenzia che, per l’El Niño di quest’anno,in base a diversi possibili scenari di intensità, gli impatti climatici si faranno sentire nel periodo 2026-2027 in molte regioni del mondo e potrebbero persistere anche dopo il picco del fenomeno stesso.
In tutti gli scenari previsti, a partire dasettembre si registrerà un’ondata di caldo estremo nelle zone tropicali e subtropicali. Il picco sarà raggiunto tra dicembre 2026 e febbraio 2027 e il caldo persisterà fino alla primavera del 2027.
Si prevede che temperature insolitamente elevate si diffonderanno in gran parte del mondo, intensificandosi con l’aggravarsi del fenomeno El Niño.
InEuropa, questo El Niño potrebbe essere abbastanza forte da invertire la tendenza: invece delle temperature autunnali più fredde del normale che di solito lo accompagnano,potrebbe sperimentare condizioni climatiche più calde del normale, con un aumento di questo calore verso la primavera del 2027.
Si prevede inoltre che El Niño aumenteràil rischio di siccità in vaste regioni dell’Australia, delSud-Est asiatico, dell’Africa meridionalee dell’America centrale. Un rischio simile è previsto nelSahele nelsubcontinente indianocon l’intensificarsi di El Niño.

Al contrario, l’Africa orientale, alcune zone dell’Asia centrale e orientaleevaste aree sia del Sud che del Nord America riceveranno maggiori precipitazioni. Tuttavia, l’eccesso d’acqua non è necessariamente vantaggioso per l’agricoltura: laddove i suoli sono degradati o già saturi,le forti piogge possono aumentare l’erosione, la perdita di nutrienti e il ristagno idrico.
Le conseguenze umanitarie
Poiché gli impatti di El Niño amplificheranno e aggraveranno le vulnerabilità, le crisi e i conflitti esistenti, per valutare se potrebbe portare a crisi umanitarie, il rapporto utilizzaINFORM Warning, un nuovo strumento che combina le previsioni dei rischi con dati su conflitti, insicurezza alimentare, sfollamenti e condizioni economiche per generare punteggi di rischio a livello nazionale.
Per molti paesi dell’Africa centrale, vengono segnalati elevati rischi umanitari nei prossimi sei mesi. Questi paesi stanno già affrontando conflitti in corso, sfollamenti di massa e grave insicurezza alimentare, e El Niño non farà che peggiorare la situazione. Insieme aSudan, Somalia, Sud Sudan e Ciad, come ha denunciato, peraltro, il recenterapporto FAO-WFP, questi paesi presentano i livelli di allerta più elevati a livello globale.
Ecuador,VenezuelaeHaitisono i 3 casi in cui la siccità si farà più acuta, aggravando ulteriormente le crisi preesistenti, tanto da far prevedere un peggioramento della situazione umanitaria.
La sicurezza alimentare è sotto pressione
El Niño sta rimodellando le condizioni agricole in tutto il mondo. Si prevedono impatti sulla produttività delle colture in ampie zone del globo, ad esempio nell’Africa subsahariana, in India, Cina, Australia e Brasile. Si prevede che l’evento del 2026-2027 influenzerà iprezzi alimentari globali in direzioni diverse a seconda della zona di coltivazione e dell’intensità del fenomeno.
Ilgrano duro desta preoccupazione, poiché si prevede un forte aumento dei prezzi globali con l’intensificarsi del fenomeno. Anche i prezzi globali delmaispotrebbero subire un lieve incremento, sebbene la reazione a un El Niño più intenso sia incerta.
Al contrario, si prevede che iprezzi globali della soia e del grano duro invernale diminuiranno in tutti gli scenari di El Niño. Ilriso mostra un andamento più complesso, con un leggero calo iniziale seguito da un aumento dei prezzi in un secondo momento.
Il rapporto avverte che, nello scenario più estremo, i suoi modelli estrapolanodati che vanno oltre qualsiasi precedente storico.
L’entità deglisfollamenticausati dalla siccità rimane in gran parte invisibile. Prevedere gli effetti di El Niño sugli spostamenti di popolazione rimane una sfida, poiché gli eventi passati hanno avuto risposte diverse a seconda dei rischi regionali prevalenti.
I dati sugli sfollamenti forzati dovuti a eventi come la siccità sono limitati, così come le informazioni sulle persone costrette a rimanere e a non spostarsi, e rappresentano uno dei rischi più invisibili che l’evento del 2026 potrebbe generare.
Secondo il rapporto,El Niño del 2026-2027 si aggiungerà agli spostamenti forzati, ai conflitti e all’insicurezza alimentare già esistenti, aumentando il rischio di nuovi spostamenti forzati tra le popolazioni già vulnerabili, ad esempio nell’Africa orientale, nell’Africa centrale, nel Corridoio arido dell’America
Occhio dell’Oceano
OceanEyel’iniziativa dell’UE volta a rafforzare l’osservazione oceanica, l’intelligence oceanica e il contributo dell’Europa a un sistema globale di osservazione oceanica sostenibile e adeguato allo scopo, si pone l’obiettivo di integrare al meglio le infrastrutture di osservazione, i servizi dati e le capacità digitali, mobilitando al contempo investimenti a lungo termine nell’osservazione e nella previsione oceanica.
La sua Alleanza Internazionale per il Sistema Globale di Osservazione degli Oceani (International Alliance for the Global Ocean Observing System) si propone di mantenere e rafforzare le reti globali di monitoraggio degli oceani, attività essenziale per tenere traccia delle condizioni oceaniche che determinano El Niño e altri modelli climatici su larga scala, consentendo allarmi più tempestivi e previsioni più affidabili del loro impatto su clima, sicurezza alimentare, risorse idriche ed ecosistemi in tutto il mondo.
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