23 Maggio 2022
Edilizia e urbanistica Sostenibilità

“World Green Building Trends 2016”: edilizia verde raddoppierà in 3 anni

edilizia verde

Secondo i risultati dell’ultimo Smart Market Report “World Green Building Trends 2016”, realizzato da Dodge Data & Analytics in collaborazione con United Technologies Corp.- Climate, Controls & Security, e con il supporto del Green Building Council statunitense, di Saint-Gobain e Regen Network, l’edilizia verde passerà dall’attuale 18% al 37% entro il 2018.

Lo studio è stato condotto con interviste effettuate con oltre 1.026 professionisti del settore edile (architetti 27%; grandi imprenditori 25%; specialisti e consulenti del settore 22%, proprietari e sviluppatori 13% e ingegneri13%) che svolgono la loro attività in 69 Paesi di tutti i continenti.

Sulla base della significatività delle risposte ottenute, lo studio si è poi focalizzato su 13 Paesi (per l’Europa: GermaniaGran Bretagna e Polonia).
Da sottolineare che in questo studio il termine green building sta a definire un progetto di edilizia che sia certificata da un sistema globale di rating, quali LEEDBREEAMDGNB SystemGreen Star, ecc.

A trainare la bioedilizia sono soprattutto le richieste dei clienti (40%), con differenze tuttavia tra le varie regioni (il picco degli statunitensi con 81%) motivati dalla prospettiva di riduzione dei costi di gestione, del 14% per le nuove costruzioni e del 13% per ristrutturazioni, ammodernamenti e rigenerazioni. Un altro fattore che spinge i proprietari ad investire in bioedilizia è l’aumento del valore di mercato del 7% rispetto alle costruzioni tradizionali.

Il secondo driver (35%) delle costruzioni verdi sono le normative ambientali, propensione in notevole incremento rispetto al precedente rapporto del 2012 (23%). I dirigenti di imprese internazionali e i responsabili politici riconoscono che l’impegno nel trasformare l’ambiente costruito è fondamentale per affrontare le principali sfide ambientali.

La riduzione delle emissioni per effetto del minor consumo di energia è la principale motivazione addotta dagli intervistati (66%), seguita dalla salvaguardia delle risorse naturali (37%) e dal minor consumo di acqua (31%).

L’indagine mostra che l’edilizia verde globale continua a raddoppiare ogni tre anni – ha affermato John Mandyck, responsabile della Divisione Sostenibilità di United Technologies Corp. – Sempre più persone riconoscono il valore economico e la redditività che gli edifici verdi apportano a proprietari e inquilini, oltre ai vantaggi ambientali derivanti dai risparmi energetici e idrici i vantaggi energetici e di acqua per l’ambiente, che sta guidando la crescita del settore della bioedilizia. Si tratta di vantaggi reciproci per le persone, il pianeta e l’economia“.

Il mercato legato ai materiali green raggiungerà, secondo il Rapporto, un valore di 234 miliardi di dollari entro il 2019 e in tutte le regioni di attività degli intervistati, oltre il 60% dei progetti sarà verde entro il 2018.

La crescita della bioedilizia continuerà anche in Paesi come gli Stati Uniti, la Germania e la Gran Bretagna, ma saranno le economie emergenti a spingere di più. Ad esempio, il Brasile prevede una crescita di sei volte (dal 6% del 2015 al 36% del 2018); la crescita prevista in Cina è di cinque volte (dal 5% al 28% e quadrupla quella in Arabia Saudita (dall’8% al 32%).

Negli USA l’aumento di costruzioni verdi sarebbe in gran parte sostenuto dalla Pubblica Amministrazione, direttamente coinvolta nel green building:

– il 46% degli intervistati si aspetta di lavorare su nuovi edifici istituzionali verdi, rispetto al 38% a livello globale;
– il 43% prevede di lavorare sulla ristrutturazione verde di edifici esistenti, rispetto alla media globale del 37%.

La crescita dei progetti di bioedilizia è chiaramente un’opportunità per le imprese degli Stati Uniti, ma lo è anche in molti dei Paesi in via di sviluppo – ha osservato Stephen Jones, Senior Director Industry Insights di Dodge Data & Analytics – La competenza acquisita da progettisti, costruttori e industriali dell’edilizia verde statunitense è probabilmente determinante nel sostenere le aspettative di crescita della bioedilizia re che sia essenziale per sostenere le elevate aspettative di bioedilizia rivelate dagli intervistati dello studio”.

3 Paesi europei inclusi nello studio presentano situazioni diverse di mercato, con differenti aspettative di crescita di edilizia green.

– In Germania, è prevista una forte crescita di progetti verdi (attorno al 60%) entro il 2018 per la maggior parte degli intervistati. A prevalere (39%) sono le aspettative per il settore commerciale e istituzionale, ma anche quelle legate alle ristrutturazioni segnalano una interessante percentuale (36%).

– In Polonia, la crescita del segmento verde è più misurato, con solo il 10% degli intervistati che prevede una crescita di oltre il 60%, con un trend compreso tra il 31% e il 18%. Anche in questo Paese le previsioni indicano che a prevalere saranno i nuovi edifici commerciali (50%) e gli spazi commerciali interni (27%), mentre rimane bassa la percentuale di coloro che si aspettano un forte impegno della pubblica amministrazione.

– Nel Regno Unito, la transizione edile verde è più complicata con aspettative in leggero calo rispetto alla precedente ricerca, anche se le previsioni a più lungo termine sono positive. Per i prossimi 3 anni, la maggior parte degli intervistati (44%) indica che a trainare l’edilizia verde saranno le ristrutturazioni degli edifici esistenti, mentre è più bassa la percentuale (40%) di quelli che prevedono un incremento nell’edilizia residenziale e ancora più bassa (37%) la percentuale di coloro che ritengono l’intervento delle istituzioni.

I risultati combinati degli altri 18 Paesi europei che hanno partecipato allo studio mostrano un notevole aumento (+27%) di chi si aspetta di fare più del 60% di progetti verdi entro il 2018, rispetto alla situazione attuale. Il dato trova conferma nel forte calo di coloro che non ritengono buone le prospettive della bioedilizia (dal 15% al 5%), a dimostrazione, dicono gli autori dello Studio, che “l’Europa, nonostante la sua eccellente reputazione per la bioedilizia, rimane tuttora un mercato in crescita”.

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