Agroalimentare Regioni

DOP economy: da 20,7 miliardi di euro e 864.000 occupati

L’annuale Rapporto ISMEA-Qualivita sul comparto DOP economy ovvero delle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP IGP, rileva che nel 2024 il settore ha raggiunto 20,7 miliardi di euro di valore alla produzione (+3,5% su base annua), registrando una crescita del +25% rispetto al 2020 e contribuendo per il 19% al fatturato complessivo dell’agroalimentare nazionale e un valore di 11,6 miliardi di euro delle esportazioni nazionali di settore.

Il 2024 si conferma un anno di crescita diffusa e capillare per la Dop economy regionale, mostrando valori più alti rispetto al 2023 in 14 regioni italiane 20. Anche a livello provinciale i dati evidenziano una crescita in valore per 2 province su 3 (65%), con oltre una provincia su 4 (26%) che mette a segno un incremento a doppia cifra.

Lo attesta il XXIII Rapporto di ISMEA-Qualivita, in collaborazione con Origin Italia, presentato a Roma il 26 novembre 2025, che offre una panoramica approfondita della “DOP economy” nei settori del cibo e del vino, includendo dati sulla produzione certificata, sugli operatori coinvolti, sul valore economico delle filiere, sugli impatti territoriali e sui consumi nella Grande Distribuzione Organizzata (GDO).

L’ evento è diventato un appuntamento fisso per il management dei Consorzi di Tutela, gli operatori della filiera, i responsabili degli enti di certificazione, i decisori politici a livello nazionale e regionale, e i dirigenti delle pubbliche amministrazioni del settore agroalimentare.

Secondo l’analisi del Rapporto il settore ha raggiunto 20,7 miliardi di euro di valore alla produzione nel 2024 (+3,5% su base annua), registrando una crescita del +25% rispetto al 2020 e contribuendo per il 19% al fatturato complessivo dell’agroalimentare nazionale.

Prosegue per il quarto anno consecutivo l’aumento del comparto del cibo che con un +7,7% supera i 9,6 miliardi euro, mentre il vino imbottigliato si conferma stabile11,0 miliardi. Ottimi i risultati dell’export dei prodotti DOP IGP, che nel 2024 ha conseguito 12,3 miliardi euro (+8,2%) grazie al “doppio record” del settore cibo (per la prima volta sopra i 5 miliardi) e del settore vino (prima volta oltre 7 miliardi). Cresce nell’anno anche il numero di Consorzi di tutela autorizzati dal Ministero dell’agricoltura: 328 realtà attive in tutta Italia che coordinano il lavoro di 184.000 operatori dei comparti cibo, vino e bevande spiritose generando lavoro per oltre 864.00 occupati.

Il sistema delle Indicazioni Geografiche continua a rappresentare un modello produttivo vincente, in grado di generare valore diffuso sul territorio, mantenere vitali le aree interne e garantire sviluppo e competitività al nostro agroalimentare – ha dichiarato Livio Proietti, Presidente ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) – I dati del XXIII Rapporto Ismea-Qualivita certificano una crescita significativa del valore alla produzione della Dop economy che supera i 20 miliardi di euro e un risultato straordinario dell’export, per la prima volta sopra i 12 miliardi di euro. Sono risultati di un lavoro di squadra capace di contrastare l’incertezza e l’instabilità geopolitica, grazie all’impegno dei Consorzi di tutela e delle migliaia di operatori che custodiscono un patrimonio unico, irriproducibile e non delocalizzabile. La recente riforma europea inoltre rafforza ulteriormente il ruolo delle IG come beni culturali e strumenti di sviluppo del territorio, la tutela dell’integrità del sistema e la sua transizione verso la completa sostenibilità sono sostenute con vigore dal governo con azioni mirate e di lungo respiro, come dimostrano i fondi messi a disposizione dal PNRR e gli interventi previsti nell’ambito dei contratti di filiera. Tutto ciò contribuisce a definire un patrimonio culturale identitario caratterizzato da distintività e riconoscibilità agli occhi dei consumatori”.

Export DOP IGP
Le esportazioni del comparto DOP IGP hanno raggiunto 12,3 miliardi euro, in crescita del +8,2% sul 2023 e del +24% rispetto al 2020. Crescita più consistente per il settore cibo che sale a 5,15 miliardi euro (+12,7% in un anno), evidenziando un incremento a doppia cifra per formaggi, ortofrutticoli e cereali, oli di oliva. Bene anche il vino che con un +5,2% su base annua raggiunge 7,19 miliardi euro, rappresentando l’88% dell’export vinicolo italiano. Complessivamente, per cibo e vino, l’export cresce sia nei Paesi UE (+5,9%) che nei Paesi Extra-UE (+10,4%), con gli USA primo mercato di destinazione con oltre un quinto (22%) delle esportazioni italiane DOP IGP. Un focus realizzato con Origin Italia evidenzia che, a ottobre 2025, il 48% delle filiere avverte gli effetti negativi dei dazi statunitensi e il 61% dei Consorzi ha avviato strategie di diversificazione dei mercati, sebbene solo uno su tre preveda un impatto significativo dei dazi nel lungo periodo.

Filiera produttiva
Alla base delle filiere DOP IGP vi sono 183.823 operatori (175.358 produttori e 31.724 trasformatori) in calo del -5,6% sul 2023. L’elaborazione dei dati Inps sui rapporti di lavoro nella fase agricola e di trasformazione mostra, invece, per il 2024 una stima di 864.441 occupati nel settore IG, pari al +1,6% sul 2023. Un inedito approfondimento dell’Istat sulle aziende della Dop economy in Italia, delinea un sistema produttivo guidato da imprenditori più giovani della media, con maggiore formazione specialistica, propensione all’innovazione e alla multifunzionalità: fattori che si traducono in risultati economici migliori, con una produzione standard media superiore di oltre tre volte rispetto al complesso delle aziende agricole nazionali.

Impatto territoriale
Nel 2024 la Dop economy mostra valori in crescita in 14 regioni italiane su 20. Le 4 regioni del Nord-Est si confermano “motore pulsante” con un valore aggregato di 11,24 miliardi €: il Veneto sfiora i 5 miliardi di valore, Emilia-Romagna (+3,0%) e Friuli-Venezia Giulia (+8,1%) rafforzano ulteriormente il risultato dell’area.
Molto bene nel complesso il Nord-Ovest (+7,1%), trainato per il secondo anno di fila dalla Lombardia, che raggiunge i 2,9 miliardi di euro e con +13,1% cresce per il quarto anno consecutivo.
L’area Sud e Isole aumenta del +3,4% su base annua, trainata da Campania (+3,1%), Puglia (+12,2%) e Sicilia (+4,0%), ma anche per Abruzzo (+4,1%) e Calabria (+8,2%) la variazione su base annua è positiva. I
Il Centro, dopo la flessione del 2023, segna un ulteriore -0,9%, malgrado il lieve recupero della Toscana (+0,5%) e la crescita dell’Umbria (+3,4%).

Cibo DOP IGP STG
L’agroalimentare DOP IGP STG nel 2024 cresce per 4° anno di fila, con un valore alla produzione di 9,64 miliardi di euro (+7,7% in un anno e +48% dal 2014) e un fatturato al consumo finale di 18,57 miliardi euro. Si mantiene piuttosto stabile il valore alla produzione per i prodotti di panetteria e pasticceria (+0,7%) e per i prodotti a base di carne (-0,9%), a fronte della crescita, in certi casi anche a doppia cifra, di tutte le altre categorie: formaggi (+10,5%), ortofrutticoli (+6,0%), aceti balsamici (+7,9%), paste alimentari (+11%), oli di oliva (+46,9%) e carni fresche (+4,3%).
L’export supera per la prima volta i 5 miliardi di euro (+12,7% su base annua e +91% dal 2014) con un incremento del +9,4% in UE e del +17,8% Extra-UE. Il sistema conta 86.346 operatori, 597mila occupati (+2,0%), 189 Consorzi di tutela autorizzati dal Masaf e 36 Organismi di controllo.

Vino DOP IGP
Dopo la battuta d’arresto del 2023, il settore del vino DOP e IGP torna a mostrarsi stabile nel 2024, sia per produzione sia per valore, mentre le esportazioni riprendono a crescere.  Il valore del vino imbottigliato raggiunge 11,04 miliardi euro, con andamenti eterogenei tra aree e denominazioni: tra le prime dieci DOP e IGP, cinque registrano un aumento e cinque un calo su base annua, mentre a livello territoriale 9 regioni su 20 hanno variazione positiva.
L’export del vino IG per la prima volta supera 7 miliardi euro (+5,2% in un anno e + 66% dal 2014) rappresentando l’88% dell’export complessivo vinicolo italiano. La filiera conta 97.236 operatori, 331mila occupati (-0,6%), 138 Consorzi di tutela autorizzati dal Masaf e 12 Organismi di controllo.

GDO italiana
Nel 2024 la spesa per i prodotti DOP IGP nella GDO italiana è cresciuta del +1,1% ed è pari a 6,2 miliardi di euro, di cui 4,3 miliardi  in prodotti alimentari (+1,2%) e 1,9 miliardi € in vino (+0,9%). La dinamica delle DOP IGP è migliore dei prodotti generici nei comparti più rilevanti, come ad esempio formaggi (+1% DOP IGP, stabili generici), prodotti a base di carne (+1,3% DOP IGP, -0,4% generici) e vino (+0,9% DOP IGP, +0,1% generici). Sono ancora i discount il canale con i più alti tassi di crescita (+1,9%) mentre a livello territoriale il Sud è l’area con l’incremento maggiore (+4,7%). Nei primi nove mesi del 2025, la spesa degli italiani per DOP IGP nella GDO continua ad aumentare con un +1,0% su base annua, di cui +1,2% per i prodotti alimentari e +0,3% per il vino.

I dati di questo Rapporto confermano che le Indicazioni Geografiche rappresentano non solo un modello avanzato di sviluppo economico, ma anche una politica di successo per il nostro sistema produttivo agricolo e alimentare – ha sottolineatoCesare Mazzetti, Presidente Fondazione Qualivita, l’ente senza scopo di lucro, con l’obiettivo di valorizzare e tutelare le produzioni agroalimentari e vitivinicole di qualità europee – Con il nuovo regolamento europeo e con il pieno riconoscimento delle IG per le bevande spiritose, si delinea una strategia complessiva della qualità in cui il nostro Paese è certamente all’avanguardia. Ora è necessario lavorare per una piena integrazione fra i diversi comparti, anche alla luce dei requisiti di sostenibilità, che possono rappresentare il vero valore aggiunto per l’intero sistema. Di grande rilievo sono i risvolti occupazionali del mondo IG, strettamente legati alla sua capacità di distribuire valore lungo le filiere. Appare quanto mai attuale avviare una revisione nazionale della strategia di promozione della qualità, oggi basata su molti riconoscimenti, anche regionali, spesso sovrapposti tra loro. È un’opportunità importante per definire una linea d’azione coerente sui prodotti DOP e IGP, in sintonia con la candidatura della Cucina Italiana a patrimonio Unesco”.

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.