Cambiamenti climatici

Disastri naturali correlati al cambiamento climatico: i costi del 2025

Un rapporto di Christian Aid ha stimato i costi in termini finanziari dei 10 disastri naturali dovuti al cambiamento climatico nel 2025, anno segnato da una serie di eventi climatici devastanti che hanno spinto comunità, infrastrutture e sistemi di emergenza al limite.

I 10 eventi meteorologici estremi (ondate di calore, incendi boschivi, siccità, tempeste e inondazioni) del 2025 costeranno al mondo oltre 120 miliardi di dollari.

È il prezzo stimato dal RapportoCounting the Cost 2025”, pubblicato il 27 dicembre 2025 da Christian Aid, l’Agenzia di aiuto e sviluppo di 41 chiese cristiane (protestanti, cattoliche e ortodosse) del Regno Unito e Irlanda per l’assistenza in caso di calamità.

Il Rapporto sottolinea il crescente costo del cambiamento climatico, mentre le aziende dei combustibili fossili continuano a svolgere un ruolo centrale nel favorire la crisi. Al contempo, è altrettanto chiaro Il costo dell’inazione climatica, poiché le comunità continuano a sopportare il peso di una crisi che avrebbe potuto essere evitata con un’azione urgente per ridurre le emissioni di gas serra.

Secondo il Rapporto, il 2025 è stato caratterizzato da una serie di eventi climatici devastanti, dalle ondate di calore che hanno spinto al limite la sopravvivenza umana, agli uragani da record che hanno travolto i sistemi di risposta alle catastrofi, fino alle piogge catastrofiche e alla siccità che hanno devastato le comunità vulnerabili. 

I 10 eventi più costosi dal punto di vista finanziario hanno avuto tutti un impatto di oltre 1 miliardo di dollari di danni, per un totale complessivo di oltre 122 miliardi di dollari. La maggior parte di queste stime si basa solo sulle perdite assicurate, il che significa che i costi finanziari effettivi sono ancora più elevati, mentre i costi umani spesso non vengono conteggiati.

Quest’anno ha dimostrato ancora una volta la cruda realtà del collasso climatico – ha dichiarato Patrick Watt, CEO di Christian Aid – Violente tempeste, inondazioni devastanti e siccità prolungate stanno sconvolgendo vite e mezzi di sussistenza. Le comunità più povere sono le prime e le più colpite. Questi disastri climatici sono un monito di ciò che ci aspetta se non acceleriamo la transizione dai combustibili fossili. Sottolineano anche l’urgente necessità di adattamento, in particolare nel Sud del mondo, dove le risorse sono limitate e le persone sono particolarmente vulnerabili agli shock climatici. La sofferenza causata dalla crisi climatica è una scelta politica. È determinata dalla decisione di continuare a bruciare combustibili fossili, di consentire l’aumento delle emissioni e di non mantenere le promesse di finanziamento per il clima. Nel 2026, i leader mondiali devono agire, sostenendo le comunità che si stanno già adattando a livello locale e fornendo le risorse urgentemente necessarie per proteggere vite umane, territorio e mezzi di sussistenza“.

Gli Stati Uniti hanno avuto il maggiore costo In termini di eventi che hanno causato il costo finanziario maggiore nel 2025, con gli incendi in California all’inizio del 2025 in cima alla lista come il singolo evento più grave, con danni per 60 miliardi di dollari e la morte di oltre 400 persone.

A fine novembre, una combinazione di tre sistemi di tempesta (cicloni) durante la stagione dei monsoni estremi ha colpito i’ Asia meridionale e sud-orientale (Sri Lanka, Vietnam, Malesia, Indonesia e Filippine) ha provocato 1,750 morti e danni per quasi 25 miliardi di dollari.

Tra giugno e agosto, la Cina ha subìto un’ondata di piogge stagionali estreme: piogge intense e prolungate e inondazioni improvvise hanno colpito diverse regioni. Vicino alla capitale, piogge torrenziali hanno trasformato le strade in fiumi, con precipitazioni che hanno superato la media mensile nel giro di pochi giorni, uccidendo almeno 30 persone e provocando danni per 11,7 miliardi di dollari.

A fine ottobre e inizio di novembre l’uragano Melissa ha colpito prima Cuba per dirigersi poi, muovendosi attraverso temperature superficiali del mare dei Caraibi insolitamente calde, nei Caraibi, sulla Giamaica dove ha toccato terra con venti a 296 km/h e provocato 45 morti, per dirigersi poi di nuovo su Cuba, prima di raggiungere le Bahamas. I danni sono stimati in circa 8 miliardi di dollari.

Tra giugno e settembre vaste zone dell’India e del Pakistan hanno vissuto una stagione monsonica eccezionalmente intensa. Le piogge torrenziali sono iniziate presto, innescando inondazioni, frane, nubifragi e alluvioni improvvise mortali, in particolare nelle regioni montuose. In tutta la regione, i fiumi sono straripati, i terreni agricoli sono stati inondati, lo scioglimento dei ghiacciai ha aggravato le inondazioni e migliaia di piccoli centri sono stati sommersi, provocando la morte di 1.860 persone e danni in circa 5,6 miliardi di dollari.

Nella seconda metà dell’anno le Filippine sono state colpite da una sequenza di cicloni tropicali (tifoni) estremamente potenti e distruttivi, tra cui il tifone Ragasa (Nando), il tifone Kalmaegi (Tino), il tifone Fung-wong (Uwan), la tempesta tropicale Wipha, la tempesta tropicale Bualoi e, il mese scorso, il tifone Koto (Verbena), con centinaia di vittime e danni per oltre 5 miliardi di dollari.

Nella prima metà del 2025, il Brasile ha dovuto affrontare una siccità persistente e diffusa che ha colpito più della metà del Paese, estendendosi dal Nord e dal Nordest, fino ai principali stati agricoli tra cui San Paolo, Goiás, Minas Gerais e Mato Grosso do Sul. I fiumi sono scesi a livelli estremamente bassi, le risorse idriche urbane sono state sotto pressione e le comunità indigene e rurali hanno dovuto lottare contro l’accesso limitato all’acqua potabile e il calo dei raccolti. I danni sono stati definiti in 4,75 miliardi di dollari.

A fine febbraio nel Pacifico meridionale si è sviluppato il ciclone Alfred, il primo in 50 anni ad avvicinarsi ad un tratto della costa australiana densamente popolato, raggiungendo l’intensità di categoria 4 mentre si spostava verso sud, una traiettoria insolita poiché la maggior parte dei sistemi tropicali si indebolisce su tali percorsi, che ha comunque causato impatti significativi sulle comunità costiere attraverso venti dannosi, forti piogge, inondazioni e grave erosione costiera. Si è registrato un decesso, mentre le perdite economiche sono state stimate in 1,2 miliardi di dollari.

Il 28 febbraio l’isola della Réunion, un dipartimento francese nell’Oceano Indiano sud-occidentale, è stata investita dal ciclone Garance che ha portato venti distruttivi, i più forti registrati negli ultimi 20 anni, sradicando alberi, danneggiando case e innescando inondazioni e frane diffuse. I danni, pari a 1,05 miliardi di dollari, sono risultati i più costosi mai registrati a Réunion.

Dal 4 al 7 luglio, il Texas centrale è stato colpito da un’improvvisa catastrofica alluvione. Una tempesta lenta ha scatenato piogge intense fino a 8 metri in soli 45 minuti, provocando l’inondazione di fiumi e torrenti. La rapida ondata ha travolto le comunità durante la notte. Almeno 135 persone sono rimaste uccise, la maggior parte delle quali si trovava in campeggi all’aperto al momento dell’evento. Le perdite economiche stimate si aggirano intorno a 1 miliardo di dollari.

Nel corso del 2025 altri gravi eventi correlati al cambiamento climatico hanno colpito il mondo in modi diversi, anche se non sono rientrati nella top ten dei danni economici. Christian Aid ne elenca altri 10. Anche laddove i dati sono disponibili, è difficile effettuare confronti tra contesti e diverse tipologie di disastri. Ad esempio, il punto di inizio e di fine di disastri a lenta insorgenza come le ondate di calore può complicare la determinazione di chi viene considerato come colpito, nonché a quale sottogruppo della popolazione appartenga.

Tra questi:
– gli incendi boschivi in Gran Bretagna, causati da ondate di calore record e prolungata siccità;
– la stagione di incendi più devastante degli ultimi decenni, che ha colpito la penisola Iberica per effetto di settimane di ondate di calore estreme, con temperature superiori a 40 °C, combinate con una bassa umidità;
– le alluvioni all’inizio del 2025 in Sud America (Bolivia, Perù, Colombia ed Ecuador), provocate da una serie di violente e intense precipitazioni che hanno innescato alluvioni e frane con significativi impatti umani ed economici;
– la siccità che ha colpito – e continua a colpire – dalla fine dell’estate e l’inizio dell’inverno molti regioni del Canada, comprese le province atlantiche, che tradizionalmente hanno un clima più fresco e umido;
– le molteplici e devastanti inondazioni che si sono verificate nella Repubblica Democratica del Congo, causate da piogge stagionali insolitamente intense che hanno travolto fiumi e infrastrutture sia nella capitale che nelle province orientali;
– in maggio, inondazioni provocate da piogge estreme hanno ucciso centinaia di persone e lasciato una scia di distruzione a Mokwa, una città mercato nella Nigeria centro-settentrionale;
– una siccità senza precedenti sta colpendo Iran e Asia occidentale con un impatto sui mezzi di sussistenza e sui raccolti;
– in Giappone, dopo un gennaio insolitamente caldo, si sono avute in febbraio e marzo tempeste di neve e venti forti in ampie zone del Paese, che hanno ucciso 12 persone, distrutto diverse case e causato cancellazioni di treni e voli;
– in Antartide, alla fine di settembre 2025, gli scienziati hanno osservato un evento di riscaldamento eccezionale in alta quota, con temperature dell’aria stratosferica che sono aumentate fino a 35 °C al di sopra della media per questo periodo dell’anno, un picco altamente insolito durante l’inverno e la primavera antartici;
– temperature record della superficie degli Oceani dei Mari si sono registrate in tutto il mondo per tutto l’anno, e la barriera corallina dell’Australia occidentale ha subìto “il peggior evento di sbiancamento mai registrato“, mentre il mar Mediterraneo  è stato nei primi 6 mesi dell’anno il “più caldo di sempre“, dopo che l’intero 2024 aveva battuto ogni record.

Il mondo sta pagando un prezzo sempre più alto per una crisi che sappiamo già come risolvere – ha dichiarato Joanna Haigh, Professoressa emerita di fisica dell’atmosfera all’Imperial College di Londra – Questi disastri non sono ‘naturali’, ma il risultato inevitabile della continua espansione dei combustibili fossili e del ritardo politico. Mentre i costi ammontano a miliardi, il peso maggiore ricade sulle comunità con meno risorse per riprendersi. Se i governi non agiscono subito per ridurre le emissioni e finanziare misure di adattamento, questa miseria non potrà che continuare“.

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