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Dichiarazione di Napoli: approvata dalla COP21 della Convenzione di Barcellona

La Dichiarazione di Napoli approvata al termine della Conferenza delle Parti della Convenzione di Barcellona (Napoli, 2-5 dicembre 2019) prevede il contrasto fino alla completa eliminazione dei rifiuti,  il rafforzamento del sistema di aree protette e la tutela della biodiversità; nuove strategie per contrastare i cambiamenti climatici in atto a livello regionale; proposta di soluzioni di blu economy per un futuro sostenibile.

Alla COP21 di Napoli ovvero alla 21ma Conferenza delle Parti della Convenzione di Barcellona (Napoli, 2-5 dicembre 2019) è stata approvata la Dichiarazione di Napoli (testo) che impegna i 21 Stati del bacino del Mediterraneo, assieme all’UE, a lavorare congiuntamente nei prossimi anni su una serie di obiettivi ambiziosi.

“Obiettivi raccolti in quattro temi salienti per un futuro di pace, prosperità e sviluppo sostenibile sulle sponde del Mare Nostrum. Tutti legati alla tutela dell’ambiente marino e delle regioni costiere – ha riassunto il Ministro dell’Ambiente e Presidente della Conferenza, Sergio Costa –  Il primo punto riguarda il marine litter, il contrasto fino alla completa eliminazione dei rifiuti. Il secondo il rafforzamento del sistema di aree protette e la tutela della biodiversità. Il terzo le nuove strategie per contrastare i cambiamenti climatici in atto a livello regionale. E il quarto vede proporre soluzioni di blu economy per un futuro sostenibile. Inoltre, abbiamo adottato una road map per proporre la designazione del Mediterraneo come area a emissioni controllate di ossidi di zolfo”.

La Convenzione di Barcellona (1976), ratificata dall’Italia nel 1979, impegna le Parti contraenti ad azioni precauzionali per prevenire, combattere ed eliminare l’inquinamento dell’area del mare Mediterraneo e per proteggere e valorizzare l’ambiente marino dell’area.

La Convenzione ha prodotto 7 Protocolli:
1. Protocollo sugli scarichi in mare;
2. Protocollo sulla prevenzione e sulle emergenze;
3. Protocollo per la protezione del Mar Mediterraneo dall’inquinamento derivante da sorgenti e attività sulla terraferma;
4.Protocollo sull’inquinamento derivante da fonti presenti e attività umane svolte sulla terraferma che costeggia il Mediterraneo;
5. Protocollo sull’Altomare;
6. Protocollo sui rifiuti pericolosi;
7. Protocollo sullo sviluppo ecosostenibile delle Zone Costiere nel Mediterraneo.

Da segnalare che l’Italia non ha ancora ratificato, compito che spetta al Parlamento, gli ultimi 3 Protocolli adottati.

Pur rappresentando solo l’1% della superficie oceanica del mondo, il Mediterraneo ospita fino al 18% delle specie marine conosciute al mondo e al contempo presenta una delle più alte concentrazioni di rifiuti marini composta principalmente da materie plastiche: oltre 100.000 articoli in microplastica / km2 e fino a 64 milioni di particelle / km2 di rifiuti galleggianti.

Inoltre, i cambiamenti climatici colpiscono più duramente il Mediterraneo, rispetto a qualsivoglia altra parte del mondo. Il Rapporto redatto da MedECC (Mediterranean Experts on Climate And Environmental Change) e presentato al 4° Forum regionale dell’Unione per il Mediterraneo (Barcellona, 10 ottobre 2019), ha evidenziato che la regione del Mediterraneo ha già raggiunto +1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali, il che significa che l’effetto del global warming in quest’area è del 20% più veloce della media globale. E andrà anche peggio in futuro se non verranno prese immediate misure per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra: entro il 2040 l’aumento di temperatura sarà almeno di 2,2 °C, ma potrebbe salire fino a 3,8 °C in alcune aree del bacino entro il 2100.

La Conferenza di Napoli si è focalizzata sulla protezione dell’ambiente marino e della regione costiera del Mediterraneo, puntando sul rafforzamento della Convenzione di Barcellona tra azioni globali e implementazioni locali. Inoltre, ci si è confrontati sulla blue economy, sul quadro strategico 2020 sulla biodiversità, sugli sviluppi dell’Accordo di Parigi sul clima, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile legati all’Agenda Onu al 2030 e sulle conclusioni dell’UNEA di Nairobi (11-15 marzo 2019).

Al termine, oltre alla Dichiarazione di Napoli, la COP21 ha adottato 14 decisioni: 13 decisioni tematiche e una decisione sul programma di lavoro e di bilancio 2020-2021. Le decisioni tematiche adottate includono, tra l’altro:
quadro regionale comune per la gestione integrata delle zone costiere;
linee guida e standard offshore del Mediterraneo;
linee guida aggiornate che regolano il posizionamento delle scogliere artificiali in mare;
governance;
identificazione e conservazione di siti di particolare interesse ecologico nel Mediterraneo, comprese le aree speciali protette di importanza mediterranea
– la tabella di marcia per l’eventuale designazione dell’area del Mar Mediterraneo come area di controllo delle emissioni (ECA) di ossidi di zolfo ai sensi della Convenzione internazionale per la prevenzione dell’inquinamento causato da navi, allegato VI, nel quadro della convenzione di Barcellona.

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