A KEY – The Energy Transition Expo (4-6 marzo 2026) è stato presentato lo Studio del Centro Studi Efficienza Energetica (CESEF) di AGICI, che offre spunti per ripensare i servizi energetici con lo sguardo rivolto ai bisogni futuri di famiglie e imprese, partendo dall’integrazione tra efficienza energetica e rinnovabili, nel contesto dell’obiettivo di decarbonizzazione dell’UE al 2050.
L’UE si è posta l’obiettivo della decarbonizzazione entro il 2050, recentemente confermato nonostante i rallentamenti che la politica ha imposto negli ultimi anni. Tuttavia, non lo si potrà raggiungere con un approccio di riduzione “incrementale”, riducendo di volta in volta una quantità crescente di emissioni, ma occorre un approccio “trasformativo”che cambi il modo di progettare, realizzare e consumare beni e servizi. Una simile trasformazione radicale passa necessariamentedall’integrazione tra efficienza energetica e rinnovabili: un intervento integrato genera benefici economici e ambientali maggiori della somma dei benefici generati dai due settori distintamente, che oggi occorre mettere al centro dell’offerta di servizi energetici affinché le ESCO e gli altri operatori del settore possano rispondere ai bisogni che famiglie e imprese esprimono.
È l’assunto dello Studio “La centralità dell’Efficienza energetica per la competitività, la sicurezza energetica e la decarbonizzazione del Paese”, realizzato dal Centro Studi Efficienza Energetica (CESEF) diAGICI, Società di ricerca e consulenza specializzata nel settore delle utilities, delle rinnovabili, delle infrastrutture e dell’efficienza energetica, e presentato il 5 marzo 2026 nel corso di un evento aKEY – The Energy Transition Expo (Fiera di Rimini, 4-6 marzo 2026), la Manifestazione di IEG (Italian Exhibition Group), punto di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica.
Lo studio analizza innanzitutto la domanda nei diversi settori – residenziale, terziario/PA e industria – per fotografarne caratteristiche e limiti attuali, per passare poi all’esame dell’offerta, rappresentata dalle ESCo, e si concentra infine sulladimostrazione quantitativa dei benefici ambientali ed economici derivanti dall’integrazione tra efficienza e rinnovabili.
Il residenziale: patrimonio vetusto e proprietà diffusa
Il patrimonio edilizio italiano è composto in larga parte da edifici costruiti prima del 1980. Secondo i dati sulle attestazioni di prestazione energetica (APE),il 50% delle abitazioni rientra nelle classi energetiche peggiori (F e G), mentre il 73% è posseduto dall’occupante.
La riqualificazione energetica dipende, quindi, in larga misura dalle scelte delle famiglie proprietarie, spesso con orizzonti di investimento di breve periodo. Nei prossimi anni, dinamiche demografiche e climatiche – tra cui l’aumento dei gradi giorno di raffrescamento previsto al 2050 – modificheranno i fabbisogni energetici, spingendo verso una maggiore elettrificazione dei consumi domestici.
Il terziario e la PA: massa critica e lentezza di riqualificazione
Il patrimonio terziario italiano conta circa1,3 milioni di edifici (10% del totale nazionale). Nel settore privato prevalgono commercio (69%), uffici (15%) e strutture ricettive (7%).
La Pubblica Amministrazione possiede oltre770 mila unità immobiliari, di cui circa130 mila dedicate a servizi non residenziali. Pur essendo previstoun obbligo di riqualificazione del 3% annuo, il processo procede lentamente.
L’industria: investimenti difensivi e orizzonte breve
Dalla survey condotta presso gli energy manager di imprese manifatturiere energivore emerge una domanda orientata al breve periodo. Gli investimenti si concentrano su fotovoltaico e soluzioni standard di efficienza energetica.
I principali driver sono la riduzione dei costi energetici e la compliance al sistema EU ETS.Il tempo di ritorno dell’investimento rappresenta il criterio decisivo nelle scelte, delineando una strategia prevalentemente incrementale.
Le ESCo: offerta frammentata e dipendenza dagli incentivi
Il campione di 449 ESCo (Energy Service Company, società specializzate nella progettazione e realizzazione di interventi di efficienza energetica) nel 2024 ha generato un fatturato complessivo di11 miliardi di euro, in calo rispetto all’anno precedente, anche per effetto della fine del Superbonus.
Il 75% dei ricavi è concentrato nelle imprese di maggiore dimensione. Il settore resta fortemente influenzato dai meccanismi di incentivo pubblico e tende a seguire la domanda più che ad anticiparla.
L’integrazione tra efficienza e rinnovabili: la leva trasformativa
La modellazione condotta nello studio confronta interventi realizzati separatamente con interventi progettati in modo integrato. I risultati mostrano che l’integrazione consente unamaggiore riduzione della CO₂ a un costo unitario inferiore, grazie alle sinergie generate da una progettazione coordinata e dal corretto dimensionamento degli impianti.
Anche sotto il profilo economico-finanziario, l’integrazione si dimostra più efficace: il Valore Attuale Netto (VAN) risulta superiore rispetto alla somma degli interventi separati. Il VANcresce fino al +29% negli edifici pubblici, al +11% nei condomini, al +9% nelle abitazioni unifamiliari e al +10% nell’industria energivora.
“La decarbonizzazione richiede oggi un’evoluzione del modello con cui affrontiamo il tema energetico– ha commentatoStefano Clerici, Amministratore Delegato di AGICI –L’approccio incrementale ha consentito progressi significativi, ma i dati mostrano che per raggiungere gli obiettivi al 2050 e costruire nuova competitività industriale è necessario integrare efficienza e rinnovabili in una logica di creazione di valore. Questo passaggio riguarda domanda, offerta e istituzioni. Solo un’evoluzione condivisa del sistema permetterà di intercettare pienamente i benefici economici e ambientali dell’approccio trasformativo”.
Oltre a Clerici, sono intervenuti:Eugenio Sini, ResponsabileEfficienza Energetica di AGICI;Marco Ravazzolo, Direttore Area Politiche per l’ambiente, l’energia e la mobilità di Confindustria;Andrea Petrina, Head of Competence Center Energia & Economia Circolare diCDP;Vinicio Vigilante,Amministratore delegatoGSE. L’evento si è svolto alla presenza di Imprese, ESCo, Associazioni di categoria e rappresentanti istituzionali. A tirare le conclusioniEnrico Bonacci, Esperto della Segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
