22 Settembre 2021
Aree protette e parchi Circular economy Risorse e rifiuti Sostenibilità

CONOE e Federparchi: Protocollo di intesa per la raccolta degli oli esausti

In occasione dell’Assemblea di Federparchi (Roma, 19 dicembre 2019) è stato siglato un Protocollo di Intesa tra CONOE e Federparchi, la rete dei parchi nazionali e regionali, le aree marine protette e le riserve naturali regionali e statali, per la raccolta degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti.

di Fabio Bastianelli

Sviluppare attività di prevenzione e di tutela degli ecosistemi dai rischi legati alla scorretta gestione degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti; mettere in campo azioni di informazione, formazione e sensibilizzazione delle imprese, degli operatori e degli utenti del sistema delle aree naturali protette sui temi relativi alla gestione dei rifiuti: è questo lo scopo del Protocollo di intesa che è stata siglato tra CONOE (Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti) e Federparchi, in occasione dell’Assemblea nazionale del network che rappresenta i parchi nazionali e regionali, le aree marine protette e le riserve naturali regionali e statali (Roma, 19 dicembre 2019).

L’olio esausto è l’olio vegetale di frittura non più riutilizzabile o altro olio di cottura impiegato dall’industria alimentare, che pur essendo “rifiuto non pericoloso”, non può essere disperso nell’ambiente da parte di alcun produttore, ma deve essere smaltito correttamente perché può provocare danni ambientali, qualora sversato nella rete fognaria o nell’ambiente.

Il CONOE si impegna ad assicurare la disponibilità e l’organizzazione di una capillare ed efficiente rete di raccolta, trasporto, stoccaggio, trattamento e recupero. Federparchi a sua volta sarà impegnata a coinvolgere tutto il sistema delle aree protette nelle attività di recupero.

Tra i primi obiettivi dell’intesa tra CONOE e Federparchi c’è quello di definire le modalità e i criteri per lo svolgimento delle attività di deposito, raccolta, trasporto e recupero degli oli e dei grassi esausti nelle aree protette. Allo stesso tempo saranno avviate iniziative di comunicazione e promozione. Particolare attenzione sarà data anche alla normativa ambientale e della tutela del territorio.

Per il Presidente di Federparchi Giampiero Sammuri l’intesa con il CONOE è “un passo avanti nell’impegno delle aree protette non solo nella tutela della biodiversità ma anche per il contrasto ai mutamenti climatici attraverso modelli di sviluppo sostenibile basati sull’economia circolare

L’accordo siglato oggi dimostra ancora una volta l’impegno del CONOE nel costruire una coscienza collettiva improntata ai principi della tutela dell’ambiente e della salute e consolida il dialogo con tutti i soggetti impegnati su questo versante – ha dichiarato Tommaso Campanile, Presidente del CONOE – I cittadini che vivono nelle aree protette e tutti coloro che operano nel settore turistico all’interno di queste zone, da oggi possono contare sulla rete del Consorzio per la raccolta e il corretto smaltimento degli oli vegetali esausti. Un gesto importante che consente di trasformare un rifiuto dannoso per l’ambiente in una preziosa risorsa grazie sua alla riconversione in biodiesel, un esempio concreto di economia circolare“.

Dopo il Protocollo siglato in occasione di Ecomondo 2019 (Fiera di Rimini, 5-8 novembre 2019) con Federdistribuzione, l’organizzazione che riunisce la maggioranza delle aziende della Distribuzione Moderna Organizzata, questa nuova intesa costituisce un altro importante passo intrapreso dal CONOE verso l’economia circolare. L’olio esausto non correttamente smaltito provoca impatti ambientali, ma anche danni economici perché dal suo riciclo possono essere prodotti biocarburanti e oli destinati ad altri prodotti come, ad esempio, la produzione di saponi.

Una raccolta prevista di 200.000-230.000 tonnellate di olio esausto sulle 260.000 prodotte ogni anno e destinate quasi integralmente alla produzione di biodiesel per autotrazione porterebbe a una riduzione delle emissioni di CO2 pari a 790.000 tonnellate/anno, valore equivalente alle emissioni di 253.000 veicoli per una percorrenza media annuale di 20.000 Km. Inoltre, si otterrebbe un risparmio nei consumi di acqua pari a 282.000 m3/anno, paragonabile al consumo medio giornaliero di oltre un milione di cittadini italiani.

Se tutti gli oli vegetali esausti generati in Italia fossero recuperati come biodiesel, oltre ai benefici ambientali, si otterrebbe un risparmio sulle importazioni di petrolio (con il petrolio a 82 dollari al barile) pari a circa 112 milioni di euro

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