16 Settembre 2021
Efficienza energetica Energia

Certificati bianchi 2019: on line il Rapporto del GSE

Il calo del 24% rispetto al 2018 dei Certificati bianchi autorizzati dal Gestore dei Servizi Energetici, che fa seguito al 34% di riduzione del 2018 sul 2017, indica la necessità di una revisione del meccanismo che è pur strumento fondamentale ai fini del raggiungimento degli obiettivi europei di efficienza energetica.

Il Gestore per i Servizi Energetici (GSE) ha messo on line l’annuale Rapporto Certificati bianchi, secondo quanto previsto dal Decreto 11 gennaio 2017 del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), che illustra i principali risultati e i trend più significativi ottenuti dal meccanismo nel corso del 2019.

I Certificati bianchi, chiamati anche Titoli di Efficienza Energetica (TEE), sono il principale meccanismo di incentivazione dell’efficienza energetica nel settore industriale, delle infrastrutture a rete, dei servizi e dei trasporti, ma riguardano anche interventi realizzati nel settore civile e misure comportamentali. 

I Certificati bianchi sono titoli negoziabili autorizzati dal GSE ed emessi dal Gestore dei Mercati Energetici (GME), che certificano il conseguimento di risparmi negli usi finali di energia attraverso interventi e progetti di incremento dell’efficienza energetica. Un certificato equivale al risparmio di una Tonnellata Equivalente di Petrolio (TEP).

I distributori di energia elettrica e gas naturale con più di 50.000 clienti finali sono obbligati al risparmio di energia primaria, secondo determinati obiettivi annuali (per il 2019 era di 9,71 milioni di TEP) che possono essere adempiuti in 2 modi:
realizzando direttamente i progetti di efficienza energetica ammessi al meccanismo;
acquistando i titoli dagli altri soggetti ammessi al meccanismo.

Oltre ai distributori di energia, possono partecipare al meccanismo anche altri soggetti volontari, quali le Società di servizi energetici (E.S.Co.) o le Società che abbiano nominato un esperto in gestione dell’energia (EGE) certificato, che liberamente scelgono di realizzare interventi di riduzione dei consumi negli usi finali di energia, e a cui si riconosce il diritto a ricevere la corrispondente quantità di Certificati bianchi.

I certificati bianchi non possono essere cumulati con altri incentivi, comunque denominati, a carico delle tariffe dell’energia elettrica e del gas e con altri incentivi statali, destinati ai medesimi progetti. Nel rispetto delle rispettive norme operative e nei limiti previsti e consentiti dalla normativa europea, i certificati bianchi sono invece cumulabili con finanziamenti erogati a livello locale, regionale e comunitario.

Lo scorso anno, in totale, sono state presentate 1.180 Richieste di Verifica e Certificazioni a consuntivo (RVC-C) e 564 Richieste di Verifica e Certificazioni analitiche (RVC-A).
Nel corso del 2019, sono stati inoltre presentati 454 Progetti a consuntivo (PC)108 Progetti standardizzati (PS) e 52 Richieste a consuntivo (RC).

L’esito positivo delle istruttorie ha generato il riconoscimento di oltre 2,9 milioni di Titoli di Efficienza Energetica, pari a circa 0,96 MTEP di risparmi energetici ottenuti, registrando una riduzione del 24% dei TEE riconosciuti dal GSE rispetto all’anno precedente.

Se si tiene conto che nel 2018 si era già registrata una riduzione del 34% rispetto al 2017, c’è da domandarsi se non ci sia bisogno di una revisione del meccanismo, come peraltro richiesta da AssoESCo, l’Associazione affiliata a Confindustria, che riunisce oltre sessanta aziende italiane che promuovono, progettano, realizzano e facilitano gli interventi di efficienza energetica, in occasione di un’Audizione al Senato.
È necessaria una riforma del meccanismo, che però richiederà del tempo, quindi sono necessari anche interventi urgenti da parte del GSE e del MiSE per la semplificazione (come detto dallo stesso GSE in audizione) nell’applicazione del meccanismo attuale, in particolare nelle procedure di richiesta e nei criteri di ottenimento dei titoli, per promuovere una ripresa rapida dell’offerta di titoli – si legge nella Memoria depositata il 29 ottobre 2019 Le nostre Associate segnalano un continuo allungamento ed appesantimento dell’iter di approvazione delle pratiche da parte degli uffici GSE, con ripercussioni sull’incertezza e sui tempi di ritorno degli investimenti e sulle risorse dedicate dalle aziende a tali attività. Inoltre, sono noti i problemi del meccanismo in termini di carenza di offerta di titoli e quindi di forte spinta al rialzo dei prezzi e pertanto, la priorità di intervento a nostro avviso si deve focalizzare sull’aumentare l’offerta di titoli sul mercato derivanti da progetti di efficientamento energetico, anche al fine di superare le attuali limitazioni sul valore massimo del prezzo, vincoli che distorcono il mercato stesso. Relativamente ad una riforma più complessiva e profonda del meccanismo dei TEE, si devono superare le attuali forti incertezze per gli operatori in merito sia alla quantità sia al valore economico dei titoli ottenibili a fronte di un investimento in efficienza, incertezze che impediscono a qualunque azienda che intenda investire in efficienza di poter contare sulla previsione di un incentivo economico pubblico per finanziare almeno parzialmente il proprio investimento”.

C’è da osservare che il cosiddetto “Decreto Crescita”, convertito con modifiche nella Legge 28/06/2019, n. 58, all’articolo 48 “Disposizioni in materia di energia, relativo agli interventi connessi al Piano Nazionale Integrato Energia Clima (PNIEC), permette anche alle biomasse, che ne erano escluse, di usufruire dei Certificati bianchi per la realizzazione di impianti che producano energia termica da biomasse anche nei processi produttivi del settore industriale.
È ancora presto, tuttavia, per verificare se l’intervento normativo conseguirà gli effetti sperati.



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