Un gruppo di associazioni del settore delle bioenergie ha siglato un Manifesto per promuovere e rafforzare il ruolo del parco italiano, stimolandone le soluzioni innovative, anche ai fini del ruolo energetico, socio-economico e ambientale che ricopre.
–Adeguare il PNIEC ai target del Green Deal, rafforzando il ruolo della biomassa.
–Mantenere in esercizio il parco installato, preservando e incrementando il suo valore.
–Stabilizzare il mercato dei bioliquidi e dei biocarburanti double counting e avanzati.
–Riconoscere il ruolo degli impianti a servizio di realtà manifatturiere.
–Valorizzare le filiere locali.
–Creare una prospettiva di medio termine per gli investitori.
Sono questi gli obiettivi che si propongono gli aderenti alManifestodelle Bioenergie in Italia, l’iniziativa promossa daElettricità Futura, l’Unione delle imprese elettriche italiane aderente a Confindustria, che rappresenta il 70% del mercato elettrico italiano, a cui hanno aderitoAIEL, ANPEB, Assitol, Assoebios, Assograssi, Confagricoltura, CIB, Distretto produttivo La nuova Energia, EBS, FipereITABIA.
“È un passo molto importante per lo sviluppo delle bioenergie e per il loro fondamentale contributo al raggiungimento del target Green Deal – ha affermato Agostino Re Rebaudengo, Presidente di Elettricità Futura –Per la prima volta tutte le Associazioni del settore si sono riunite con l’obiettivo di presentare al Governo un Manifesto con proposte efficaci per il rilancio delle bioenergie, un comparto fondamentale per la decarbonizzazione e per contrastare gli effetti negativi dell’impennata del prezzo dell’elettricità. Si tratta infatti di una fonte di energia rinnovabile, programmabile, capace di provvedere alla copertura del baseload con combustibili stoccabili e reperibili localmente. A questi vantaggi si aggiungono rilevanti benefici di natura sociale ed economica. Il settore delle bioenergie infatti è in grado di assorbire 43.700 occupati in Italia, di contribuire all’economia circolare e di abilitare nuovi modelli di generazione distribuita come le comunità energetiche”.
Le biomasse sono fonti rinnovabili e programmabili per la produzione di bioenergia, e rappresentano un imprescindibile alleato per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione previsti al 2030 e al 2050 e per massimizzare i benefici della transizione ecologica. Lebioenergie possono infatti espletare il loro contributo sia nel settore elettrico, che in quello termico e nei trasporti, provvedendo a circa il 50% dell’apporto rinnovabile necessario alla copertura dei consumi finali.
In un’ottica di neutralità tecnologica, l’Italia, come ogni Stato Membro, dovrebbe diversificare le fonti di approvvigionamento energetico e valorizzare le risorse rinnovabili disponibili sul territorio nazionale anche al fine di contenere l’impatto sulle bollette delle oscillazioni dei mercati energetici, come quelle direcente registrate.
Pertanto, occorre prevedere un coerente percorso evolutivo per l’energia da biomassa e promuovere nuova generazione elettrica/termica/frigorifera/di biometano/di idrogeno, nell’interesse del Sistema Paese,sia in termini energetici che socio-economici, nonché ambientali.
I Piano nazionale italiano Energia e Clima (PNIEC) riserva alla biomassa un ruolo marginale, ben al di sotto delle sue potenzialità e di quanto delineato dagli altri Stati Membri, anche alla luce dei nuovi obiettivi fissati dall’UE al 2030 di ridurre le emissioni del 55% al 2030 e del conseguente Pacchetto “Fit for 55”, che modifica, tra l’altro, anche laDirettiva sulle Energie Rinnovabili. Occorre pertanto ridefinire al rialzo il contributo che questa fonte è in grado di dare alla decarbonizzazione dei comparti termico, elettrico e trasporti.
C’è il rischio, poi, che dal 2023 si inneschi unamassiccia dismissione degli impianti a biomassa esistenti che non possono sostenere i costi di approvvigionamento della materia prima in assenza di incentivi, per cui c’è necessità di introdurre misure specifiche per il revamping del parco impianti esistente e per l’avvio di nuova generazione.
Inoltre, l’impossibilità di approvvigionarsi al 2030 di prodotti ad alta intensità di ILUC(Indirect Land Use Change) per le attività che ad oggi se ne avvalgono, certificando i requisiti di sostenibilità, occorre supportare l’ampliamento e la stabilizzazione del mercato dei bioliquidi e biocarburanti double counting e avanzati prodotti in Italia.
L’Italia vanta, a livello europeo, il maggior numero diimpianti a bioliquidi sostenibili connessi tramite reti interne a realtà industriali che impiegano sottoprodotti in assetto cogenerativo. A questi impianti, che rendono il manifatturiero made in Italy più competitivo e sostenibile, deve essere riconosciuto un elevato valore aggiunto in virtù delcontributo all’economia circolaree dell’autoproduzione di energia rinnovabilee programmabile con caratteristiche di efficienza.
Lefiliere agro-alimentaricostituiscono un importante e valido strumento per la valorizzazione delle biomasse con ricadute dirette sul territorio, in linea con le politiche volte a promuovere l’economia circolare. Per questo risulta opportuno mantenere e rafforzare gli accordi di filiera fra produttori e trasformatori, favorendo lacreazione di piattaforme logistiche per la raccolta, prima trasformazione e trasporto sostenibile delle biomasse, in tutti i progetti finanziati dal PNRR.
Infine, la definizione di unquadro normativo certo e lungimirantecreerebbe i presupposti per gli investimenti e sosterrebbe l’innovazione tecnologica. In questo senso, occorre adeguare gli strumenti normativi ai nuovi obiettivi di decarbonizzazione, stabilizzando il Conto Termico 2.0 sull’arco di una decade garantendo al FER2 un periodo di efficacia di almeno 2 anni. Lo stesso dovrebbe valere per le misure previste dal PNRR circa la produzione dibiometanoe il suo impiego nei settori secondario, terziario, residenziale, trasporti, stimolando un deciso sviluppo di questo comparto.

