Biodiversità e conservazione Politica Società

Biodiversità: la Carta di Metz e l’ultima indagine di Eurobarometro

Nello stesso giorno è stata sottoscritta dal G7 Ambiente la Carta di Metz sulla biodiversità, pubblicata l’ultima indagine di Eurobarometro sulla consapevolezza degli europei dell’importanza della biodiversità e dei servizi ecosistemici della natura, e la prima valutazione globale sullo stato della biodiversità dell’IPBES.

In occasione della riunione dei Ministri dell’Ambiente del G7 svoltasi in Francia (Metz, 5-6 maggio 2019), è stata siglata la “Carta sulla Biodiversità”, con cui i Paesi firmatari (oltre ai Paesi del G7 erano invitati i Ministri di Cile, Figi, Gabon, Messico e Norvegia ed era presente quello dell’Egitto) si impegnano a:
1. accelerare e intensificare i nostri sforzi per arrestare la perdita di biodiversità, valorizzare, conservare, ripristinare e utilizzare con saggezza la biodiversità, mantenendo integri i servizi ecosistemici che sostengono il Pianeta sano e offrono benefici essenziali per tutte le persone;
2. incoraggiare l’impegno di altri attori e altre parti interessate a sostenere i nostri sforzi, tra cui le organizzazioni non governative attinenti, i popoli indigeni e le comunità locali , i governi locali e sub.nazionali, e le autorità, le università, i gruppi femminili e giovanili, i settori delle imprese, della finanza e dell’economia, e le ONG;
3. sostenere l’elaborazione e la messa in opera di un quadro globale post-2020 [ndr: quando il Piano Strategico per la Biodiversità 2011-2020 e gli Obiettivi di Aichi saranno valutati dalla COP15 alla Conferenza internazionale sulla biodiversità, nell’ambito della Convenzione sulla Diversità Biologica dell’ONU, che avrà luogo appunto nel 2020].

Si tratta di una prima risposta concreta all’allarme lanciato dall’IPBES (Piattaforma Intergovernativa sulla Biodiversità e sui Servizi Ecosistemici) sull’impressionante declino della biodiversità e sulla necessità di un “cambiamento trasformativo”, quale si evidenzia nel Summary per Decisori politici della prima Valutazione globale sulla biodiversità, quale sottoscritto dai Paesi membri al termine di una settimana di riunioni e dibattiti (Parigi, 29-aprile – 4 maggio 2019).

La Carta di Metz è stata firmata anche dal rappresentante statunitense, l’Amministratore dell’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) Andrew Wheeler che ha voluto, comunque, l’inserimento di un paragrafo che ribadisce l’intenzione americana di ritirarsi dall’Accordo di Parigi sul clima.

Poche ore prima della sottoscrizione della Carta di Metz, la Commissione UE ha pubblicato la nuova indagine di Eurobarometro, che rivela come, in generale, aumenti la consapevolezza dei cittadini europei circa il significato della biodiversità, la sua importanza, le minacce a cui è sottoposta e le misure per tutelarla, rispetto alla precedente indagine svolta nel 2015.
Dalla survey emerge che, secondo i 27 643 intervistati de visu e provenienti da diversi gruppi sociali e demografici, le principali per minacce per la biodiversità sono costituite da: inquinamento dell’aria, dei suoli e dell’acqua, catastrofi di origine umana e cambiamenti climatici. L’agricoltura e la silvicoltura intensive e lo sfruttamento eccessivo della pesca, ossia di gran lunga i principali fattori di perdita della biodiversità, sono sempre più riconosciuti come importanti minacce alla biodiversità, anche se tale percezione non è ancora del tutto chiara.

La grande maggioranza dei cittadini ritiene di avere la responsabilità di avere cura della natura (96 %) e che tale cura sia necessaria per far fronte ai cambiamenti climatici (95 %). Si è osservato, inoltre, un netto aumento di quanti si dichiarano completamente d’accordo sul fatto che la biodiversità sia indispensabile per la produzione di generi alimentari, combustibili e medicinali (91 %) e di quanti ritengono che la biodiversità e una natura in buona salute siano importanti per lo sviluppo economico a lungo termine (92 %). 

La maggior parte degli europei è restia a barattare danni o distruzione della natura nelle zone protette con lo sviluppo economico. Almeno due terzi dei partecipanti ritengono che le zone di protezione della natura come Natura 2000 siano molto importanti per proteggere la flora e la fauna minacciate (71 %), per prevenire la distruzione di preziose zone naturali sulla terraferma e in mare (68 %) e per tutelare il ruolo della natura nella produzione di generi alimentari e di aria e acqua pulite (67 %). 

La maggior parte dei cittadini considera che intraprendere azioni a livello di UE sia legittimo per i settori della biodiversità e dei servizi ecosistemici. Secondo i partecipanti, le azioni più importanti che l’UE deve adottare per proteggere la biodiversità sono: il ripristino della natura e della biodiversità per compensare i danni subiti e una migliore informazione dei cittadini in merito all’importanza della biodiversità.

Dalla Scheda dedicata all’Italia si evidenzia che solo il 60% dei nostri connazionali si dichiara totalmente d’accordo con l’affermazione che “abbiamo la responsabilità di prenderci cura della natura”, un dato in calo del 5% rispetto alla precedente indagine, che colloca l’Italia al penultimo posto in Europa. Mentre, aumentano coloro che sono “tendenzialmente d’accordo” (+3%). Lo stesso accade con la responsabilità verso la natura e i cambiamenti climatici, con la diminuzione dei più convinti a favore di opinioni più sfumate.

 

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.