14 Agosto 2022
Energia

Energia: analisi ENEA, in crescita consumi ed emissioni, in calo rinnovabili

L’analisi del 1° trimestre 2022 del sistema energetico italiano dell’ENEA evidenzia la diminuzione del 29% dell’indice ISPRED (Sicurezza, Prezzi e Decarbonizzazione) che misura l’andamento della transizione energetica nel nostro Paese.

– Nel 1° trimestre 2022 aumenti record dei prezzi
– Cala import gas russo (-41%)
– Indice transizione energetica -29%

– Consumi energetici energia ancora in crescita (+2,5%).
Crescono le emissioni di CO2 (+8% circa) per maggior utilizzo di fonti fossili (+7% circa), dovuto alla contrazione dell’import di energia elettrica (-20,5%) e delle rinnovabili elettriche (-9,5%), penalizzate dal crollo dell’idroelettrico (-40%) non compensato dall’incremento di eolico e solare (+11%).

Sono i principali aspetti che emergono dall’Analisi del primo trimestre 2022 del sistema energetico italiano, condotta dall’ENEA, nell’ambito dell’obbligo di svolgere attività di monitoraggio della transizione energetica, previsto dal 2017 per gli Stati membri dell’UE, che valuta le tendenze relative alle 3 dimensioni della politica energetica: decarbonizzazione, sicurezza e costo dell’energia (trilemma energetico).

Dal quadro complessivo emerge un ulteriore peggioramento dell’ISPRED, (Indice SicurezzaPRezzi dell’Energia e Decarbonizzazione) elaborato da ENEA per misurare l’andamento della transizione energetica nel nostro Paese, con una ulteriore diminuzione (-29% sul trimestre precedente).

Il balzo delle emissioni di anidride carbonica e i prezzi record dell’energia hanno fortemente penalizzato l’ISPRED – ha spiegato Francesco Gracceva, il ricercatore ENEA che coordina l’Analisi – A questi livelli, per rispettare i nuovi obiettivi europei Fit for 55 (riduzione al 2030 del 55% delle emissioni nette dell’UE rispetto al 1990) sarà necessario un taglio di oltre 100 milioni di tonnellate di CO2 nei prossimi otto anni”.

Dall’Analisi emerge che il forte aumento di emissioni di CO2 è riconducibile per circa il 40% a terziario, trasporti e residenziale e per il 60% a industrie energivore, raffinerie e, in particolar modo, alla produzione di energia elettrica da carbone che ha determinato un incremento tendenziale delle emissioni di oltre il 25%, la variazione più marcata degli ultimi 20 anni.

Buona parte della ripresa della domanda del I trimestre 2022, infatti, è legata al forte aumento dei consumi di carbone (+0,4 Mtep, pari a +25%), tornati nella generazione elettrica quasi ai livelli pre-covid, e di petrolio (+1,6 Mtep, pari a +14%), che non raggiunge comunque i livelli pre-Covid, mentre il gas naturale segna un modesto +1% (+0,2 Mtep).

consumi sono comunque cresciuti meno del PIL per effetto del calo della produzione industriale, dell’inverno mite, ma anche dei prezzi record che hanno contribuito a frenare la domanda (in particolare quella di gas negli usi diretti: -8% nell’industria, -2% nel civile).

Tuttavia la forte ripresa dei volumi di traffico di passeggeri e merci su strada, tornati ai livelli pre-pandemia, ad esclusione del trasporto aereo che resta ancora inferiore di circa il 30%, porta a stimare una crescita dei consumi di energia ben superiore al 2% anche nel secondo trimestre, con una previsione di oltre il 2% per tutta la prima metà dell’anno – ha sottolineato Gracceva – Si tratta di valori maggiori a quelli registrati nell’Eurozona, dove l’incremento trimestrale è stato di poco superiore all’1%, un trend che prosegue dallo scorso anno anche per le emissioni”.

Sul fronte dell’elettricità, il prezzo medio di borsa del I trimestre 2022 ha superato i 250 euro/MWh (oltre quattro volte i valori di un anno fa) e, nonostante la leggera contrazione prevista nel II trimestre, la media del I semestre resterà ampiamente al di sopra dei 200 euro/MWh, il doppio della media 2021.

È inoltre tornato a salire il differenziale tra il prezzo italiano e quello delle altre principali borse europee: rispetto alla borsa tedesca la differenza assoluta non era mai stata tanto elevata (quasi 70 euro/MWh), mentre la differenza percentuale si avvicina al 40%, quasi il doppio di un anno fa. Nonostante gli interventi del Governo abbiano attenuato l’impatto sui consumatori, i prezzi hanno raggiunto nuovi record storici nel trimestre (+55% per le famiglie+40% per le imprese (il doppio rispetto ad un anno fa) e nei primi quattro mesi dell’anno risultano in aumento più marcato che negli altri paesi UE.

Anche nel caso del gas naturale i prezzi al consumo si sono attestati nel I trimestre su nuovi massimi storici: 1,4 euro/m3 per i consumatori, un valore quasi doppio rispetto a un anno fa; inoltre, nonostante il leggero calo nel II trimestre (e gli interventi governativi), per i primi 6 mesi dell’anno si prevede un incremento di oltre il 60% rispetto ai massimi raggiunti nella prima metà 2019.

Per quanto riguarda le imprese meno energivore, il prezzo si è attestato nel trimestre a circa 1euro/m3, un valore triplo rispetto allo stesso periodo 2021. Secondo le stime più aggiornate per i primi sei mesi del 2022, anche per il gas è previsto un aumento superiore alla media UE per tutte le fasce di consumo.

Infine, sul lato sicurezza energetica si segnala come l’obiettivo di affrancarsi rapidamente dal gas russo abbia già avuto alcuni effetti di rilievo in Italia: nei primi cinque mesi del 2022, infatti, la quota delle importazioni di gas dalla Russia sul totale è scesa in media sotto il 24% (rispetto a circa il 40% nello stesso periodo 2021, con un calo del 41%), con punte al di sotto del 20% in aprile e maggio, superata anche dalla quota del gas algerino (31%).

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