Un audit della Corte dei conti europea ECA) semina dubbi sull’efficacia del sostegno dell’UE all’agricoltura biologica. L’attuale strategia presenta carenze significative e non sono stati definiti né una visione né valori-obiettivo per il settore del biologico al di là del 2030. Se da un lato, grazie ai miliardi di euro che l’UE fornisce ogni anno, si è ampliata la superficie coltivata con metodi biologici, dall’altro si è prestata troppo poca attenzione ai requisiti e alle esigenze del settore. Di conseguenza, la produzione biologica rimane un mercato di nicchia ed è probabile che in questo ambito l’UE abbia sbagliato mira.
Grazie al sostegno dell’UE all’agricoltura biologica si è ampliata la superficie coltivata con metodi biologici, ma la scarsa attenzione ai requisiti e alle esigenze del settore, la produzione, la produzione biologica rimane un mercato di nicchia ed è probabile che in questo ambito l’UE abbia sbagliato mira.
È quanto rivela laRelazione speciale“Agricoltura biologica nell’UE. Lacune e incoerenze ostacolano il successo della pertinente politica” che la Corte dei Conti europea (ECA) ha pubblicato il 23 settembre 2020.
Dagli anni ’90 l’UE incoraggia l’utilizzo di pratiche agricole maggiormente sostenibili dal punto di vista ambientale. Tra queste, l’agricoltura biologica rimane l’unico metodo di produzione agricola attualmente standardizzato e disciplinato a livello dell’UE, con l’obiettivo di produrre alimenti utilizzando sostanze e processi naturali, favorendo così una maggiore biodiversità e un minore inquinamento delle risorse idriche, dell’aria e del suolo.
La Commissione UE ritiene l’agricoltura biologica strumento cruciale per rendere l’agricoltura più sostenibile, prefissando unvalore-obiettivo il 25 % della superficie agricola dell’UE coltivata con il metodo biologico entro il 2030, un notevole balzo in avantidal 10,5 % (17 milioni di ettari) del 2022. Nel periodo 2014-2022 nell’ambito della politica agricola comune (PAC) gliagricoltori hanno ricevuto circa 12 miliardi di euro a sostegno delle pratiche di agricoltura biologica.
La Corte ha espletato l’audit in ragione del significativo ammontare della spesa dell’UE per l’agricoltura biologica, attendendosi che tale relazione contribuisca alla politica dell’UE per il settore del biologico, oltre che alle proposte legislative della Commissione per la PAC successiva al 2027, previste per il 2025. Sono state condotte visite di audit in 4 Stati membri: Romania, Polonia, Austria eItalia, paesi selezionati per coprire percentuali differenti di superficie coltivata con pratiche biologiche e differenti potenzialità di ulteriore sviluppo). In Italia, la Corte ha selezionato laCampaniae laSiciliaper esaminare l’attuazione regionale del sostegno a titolo della PA
Agricoltura biologica negli Stati membri controllati (Fonte: Corte dei conti europea, sulla base di statistiche Eurostat del 2022 sull’agricoltura biologica (estratte il 25 giugno 2024) e diBio in cifreper Sicilia e Campania. Per l’Austria sono stati usati dati del 2020.
“L’agricoltura europea sta diventando più verde e l’agricoltura biologica svolge un ruolo fondamentale in tal senso– ha dichiaratoKeit Pentus-Rosimannus, il Membro della Corte responsabile dell’audit –Tuttavia, per un successo duraturo, non è sufficiente focalizzarsi solo sull’aumento della superficie coltivata con metodi biologici. Occorre fare di più per sostenere l’intero settore, sviluppando il mercato e incentivando la produzione. Altrimenti, rischiamo di creare un sistema sbilanciato che dipende completamente dai fondi dell’UE, anziché un comparto dinamico trainato da consumatori informati”.
Secondo gli auditor della Corte,è possibile che il sostegno della PAC ignori gli obiettivi ambientali e di mercato. Ad esempio,gli agricoltori possono ricevere fondi dell’UE anche se non applicano la rotazione delle colture o gli standard in materia di benessere degli animali, princìpi fondamentali dell’agricoltura biologica. Gli auditor hanno inoltre rilevato che era prassi giuridica comuneautorizzare l’utilizzo di sementi non biologiche per coltivazioni biologichee osservano che attualmentenon vi è modo di valutare fino a che punto si siano concretizzati i presunti benefici ambientali dell’agricoltura biologica.
Ilsostegno della PAC era inteso a compensare gli agricoltori per i costi aggiuntivi e il mancato guadagno dovuti al passaggio dall’agricoltura tradizionale a quella biologica. Per ricevere i fondi dell’UE, gliagricoltori biologici non erano tenuti ad assicurare una produzione biologica: è anche per questo che tale produzionecontinua a costituire un mercato molto piccolo, che rappresenta non più del4 % dell’intero mercato degli alimenti dell’UE.
Più in generale, laCorte mette in discussione la strategia dell’UE in questo ambito. Sebbene l’attualePiano d’azioneper il settore rappresenti un miglioramento rispetto al precedente, mancano elementi chiave:non sono ancora previsti obiettivi adeguati e quantificabili per il settore biologico, né modi per misurare i progressi compiuti. Inoltre, la Corte evidenzia lamancanza di una visione strategica al di là del 2030, che apporti la stabilità e la prospettiva a lungo termine necessarie per il successo del settore.
In pratica,l’unico obiettivo (non vincolante) che l’UE ha fissato per il settore è quello di aumentare la superficie destinata all’agricoltura biologica. Tuttavia, lo sviluppo e le ambizioni di espansione dell’agricoltura biologica variano notevolmente da un paese all’altro dell’UE, tanto chel’Unione rischia di non raggiungere il valore-obiettivo del 25 % fissato per il 2030. La Corte avverte che, per correggere il tiro, la diffusione dell’agricoltura biologica in Europa dovrebbe raddoppiare.

Alla luce delle proprie constatazioni,la Corte raccomanda alla Commissione UE di:
a)Potenziare il quadro strategico dell’UE per lo sviluppo del settore del biologico:- definendo una visione una visione di lungo periodo per il settore che vada oltre il 2030;
– fissando obiettivi misurabili e indicatori iniziali per valutare i progressi compiuti;
– considerare di fissare valori-obiettivo aggiuntivi, oltre a quello del 25 % relativo alla superficie coltivata con pratiche biologiche, per assicurare lo sviluppo complessivo del settore (ad esempio, per incentivare la produzione e il consumo di prodotti biologici.
b)Integrare meglio gli obiettivi ambientali e di mercato nel sostegno della PAC e indirizzare meglio i fondi successivi al 2027 per sviluppare il settore del biologico:
– fornendo orientamenti agli Stati membri per applicare in modo uniforme le norme definite nel regolamento sull’agricoltura biologica, nonché integrare meglio i princìpi biologici nel sostegno della PAC per l’agricoltura biologica;
– valutando il contributo dei fondi della PAC alla sostenibilità economica dell’agricoltura biologica, per meglio indirizzare il sostegno della PAC post-2027 al settore del biologico;
– analizzando l’utilizzo di tutte le autorizzazioni e deroghe relative all’agricoltura biologica e, se necessario, intraprendere azioni correttive.
c)Assicurare la disponibilità di dati pertinenti per valutare lo sviluppo dell’agricoltura biologica ed il suo impatto sull’ambiente e sul clima:
– collaborando con gli Stati membri, sulla base dei dati raccolti, per valutare il contributo apportato dal sostegno della PAC per l’agricoltura biologica al conseguimento degli obiettivi della PAC;
– raccogliendo nella RISA (rete d’informazione sulla sostenibilità agricola, non ancora attiva) informazioni pertinenti e rappresentative sull’agricoltura biologica, per valutare l’impatto del sostegno della PAC;
– analizzando la necessità di raccogliere dati più granulari sul settore del biologico (ad esempio, su operatori biologici, superficie in fase di conversione) a sostegno delle decisioni strategiche.
Foto di copertina: Fonte ECA
