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Al World Urban Forum di Kuala Lumpur (7-13 febbraio 2018), conclusosi con l’adozione di una Dichiarazione che riafferma la volontà dei circa 170 Paesi partecipanti a compiere ogni sforzo per conseguire l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 11 (Rendere le città e le comunità sicure, inclusive, resilienti e sostenibili), l’UE ha fatto il punto sullo stato di implementazione degli impegni assunti alla Conferenza ONU HABITAT III di Quito (17-20 ottobre 2016).

Si è chiusa in Malaysia (Kuala Lumpur, 7-13 febbraio 2018) la IX edizione del World Urban Forum (WUF9), l’incontro internazionale sul tema dello sviluppo urbano sostenibile e degli insediamenti urbani dal titolo “Città 2030, Città per tutti: attuare la nuova agenda urbana”.

A più di un anno dall’adozione della New Urban Agenda, il documento che definisce la strategia e le azioni globali per il raggiungimento di uno sviluppo urbano sostenibile, frutto del consenso unico espresso a seguito di HABITAT III (Quito, 17-20 ottobre 2016) dai 167 Paesi partecipanti alla Conferenza dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il World Urban Forum ha costituito l’occasione per fare il punto sull’avanzamento verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030, in particolare per l’Obiettivo 11 Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”.

Alla Conferenza Habitat III di Quito l’Unione europea aveva assunto formalmente 3 impegni.

1.Realizzare la nuova agenda urbana attraverso l’agenda urbana dell’UE. L’agenda urbana dell’UE con i suoi piani di azione per i 12 temi prioritari avrebbe contribuito all’attuazione della nuova agenda urbana all’interno dell’UE e in partenariato con le parti interessate (città, imprese, ONG e rappresentanti degli Stati membri e delle istituzioni dell’UE).

2. Elaborare una definizione globale e armonizzata delle città. Per confrontare meglio i dati, analizzare e monitorare al meglio l’UE avrebbe elaborato una definizione comune delle città, basata su dimensioni, densità della popolazione, e grado di urbanizzazione, da presentare alle nazioni Unite.

3. Promuovere la cooperazione tra città nel campo dello sviluppo urbano sostenibile. Sulla base del solido approccio di URBACT (il Programma europeo co-finanziato da FESR e dagli Stati membri), nato con lo scopo di promuovere uno sviluppo urbano sostenibile mediante lo scambio di esperienze e la diffusione delle conoscenze tra città europee, l’UE avrebbe incoraggiato le città di tutto il mondo a stabilire un legame con una o più città partner per elaborare e attuare piani d’azione a livello locale e progetti su priorità comuni, ad esempio l’accesso alle risorse idriche, i sistemi di trasporto, la salute o gli alloggi.

Le città sono motori di crescita e innovazione ma, allo stesso tempo, debbono confrontarsi con sfide che richiedono una risposta urgente, come la povertà, l’esclusione sociale e l’inquinamento dell’aria – ha dichiarato Corinna Creţu Commissario UE per la Politica regionale – Con la dimensione urbana della politica di coesione e la propria Agenda urbana, l’UE è pronta a sfruttare lo slancio politico e a indicare la via per uno sviluppo urbano sostenibile in tutto il mondo”.

Analogamente a quanto già fa contro i cambiamenti climatici, l’UE è pronta a porsi all’avanguardia per rendere pulite, sicure e prospere le città di tutto il mondo – ha affermato durante la sessione di apertura del Forum, la Creţu – L’Europa e i suoi partner stanno operando alacremente per la realizzazione dei tre impegni concreti che contribuiscono a dare forma alle città di domani”.

In merito al 1° impegno, già stati definiti 3 piani d’azione sui 12 previsti, che riguardano la povertà urbana, l’integrazione dei migranti e la qualità dell’aria e comprendono raccomandazioni politiche, buone pratiche e progetti da replicare nell’UE e nel mondo. Si prevede che tutti i piani d’azione saranno completati entro la fine del 2018.

Al di là dei piani d’azione tematici, la metodologia dell’agenda urbana dell’UE può ispirare riforme del modo in cui le città sono governate e pone le città, le imprese, le ONG e i rappresentanti degli Stati membri e delle istituzioni dell’UE su un piano di uguaglianza mirato a un approccio integrato ed equilibrato allo sviluppo urbano sostenibile.

Per quanto attiene al 2° impegno, la Commissaria UE ha dichiarato che definizione uniforme di “città” sarà presentata alle Nazioni Unite nel marzo 2019, in partenariato con la FAO, l’OCSE e la Banca Mondiale cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e la Banca mondiale. Mediante il suo Centro comune di ricerca (JRC) sono stati raccolti dati relativi a tutti i 10.000 centri urbani sparsi nel mondo ed è in corso un’indagine in 20 Paesi per raccogliere pareri sulla definizione su scala mondiale, mentre in 12 Paesi si stanno attuando progetti pilota per mettere a confronto la definizione mondiale con quelle nazionali e valutare le differenze.

Infine, per il 3° impegno, quello relativo alla cooperazione tra le città, il programma di cooperazione internazionale urbana (IUC) dell’UE ha svolto finora 35 partnership di 70 città partecipanti (35 nell’UE e 35 in Paesi terzi). Ne sono esempi Francoforte (Germania) e Yokohama (Giappone), Bologna (Italia) e Austin (USA), Almada (Portogallo) e Belo Horizonte (Brasile). Tutti i partenariati lavorano a piani d’azione locali riguardanti priorità urbane comuni, quali l’accesso alle risorse idriche, i trasporti o la salute, e condividono le conoscenze e le migliori pratiche per raggiungere gli obiettivi comuni (nel corso del Forum è stato lanciato un nuovo appello a costituire almeno altri 25 abbinamenti, con le città che possono candidarsi online fino al 9 marzo 2018.

Insieme possiamo trasformare le sfide globali dell’urbanizzazione sostenibile in risorse globali per tutti – ha concluso la Creţu – La Nuova Agenda Urbana è un’occasione che si presenta una sola volta ogni generazione e non possiamo permetterci di perdere questa occasione storica”.

Al termine del World Urban Forum è stata adottata una Dichiarazione (Kuala Lumpur Declaration on Cities 2030), con cui tutti i partecipanti al Forum si impegnano a mettere in atto ogni sforzo, tutti gli strumenti più opportuni e le risorse disponibili per far sì “che tutti gli abitanti delle città, attuali e future generazioni, senza alcun tipo di discriminazione, possano convivere in insediamenti urbani equi, sicuri, sani, accessibili, convenienti, resilienti e sostenibili per favorire la prosperità e la qualità della vita per tutti”.

 

 

 

 

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