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In occasione della Settimana Mondiale dell’Acqua (Stoccolma, 26-31 agosto 2018) che ha avuto per tema “Acqua, ecosistemi e sviluppo umano”, il WWF ha presentato il Rapporto “Valuing Rivers” che evidenzia i benefici nascosti dei fiumi e la necessità di trasformare subito il nostro modo di valutarli e gestirli.

di Carmela Marinucci

Si è chiusa a Stoccolma (26-31 agosto 2018) la Settimana Mondiale dell’Acqua (World Water Week), la più importante riunione per le questioni relative alle risorse idriche e allo sviluppo (quest’anno si è raggiunta la cifra record di oltre 3.700, provenienti da 130 Paesi), che viene organizzata ogni anno dall’Istituto Internazionale per l’Acqua di Stoccolma (SIWI), che ha avuto per tema “Acqua, ecosistemi e sviluppo umano”.

Con la crescente domanda di acqua, sta diventando sempre più chiaro che l’acqua è il problema globale – ha dichiarato Torgny Holmgren, Direttore esecutivo della SIWI – La scarsità d’acqua è diventata la nuova normalità ormai in tante parti del mondo”.

Molti degli oratori che si sono alternati nel corso delle varie sessioni in programma hanno posto l’accento sulle opportunità offerte dalla natura per la gestione delle risorse idriche, in sintonia con l’invito dell’UN-Water, l’organismo di coordinamento tra Agenzie delle Nazioni Unite per tutte le questioni relative all’acqua, che nell’ultimo World Water Development Report (WWDR 2018) ha scelto per titolo “Nature-Based Solutions for Water”, ovvero che utilizzando o imitando i processi naturali è possibile affrontare le sfide contemporanee per la gestione della risorsa e ridurre al contempo le alluvioni, la scarsità di acqua e gli inquinamenti idrici.
Un esempio ispiratore è il lavoro dei vincitori dello Stockholm Water Prize per le loro ricerche sulle biotecnologie ambientali che hanno rivoluzionato il trattamento delle acque: Mark van Loosdrecht, Professore di Biotecnologie Ambientali all’Università di Delf (Paesi Bassi) e Bruce Rittmann, Direttore del Biodesign Swette Center for Environmental Biotechnology allUniversità di Stato dell’Arizona.
I microorganismi vivono nell’acqua e quando usiamo i microorganismi stiamo rendendo l’acqua una parte fondamentale della soluzione a molte delle nostre sfide ambientali – ha dichiarato Rittmann –Vogliamo una fusione di interessi ambientali ed economici. Non vogliamo rendere il controllo dell’inquinamento e la protezione dell’ambiente solo un costo per la società, bensì trasformarlo anche in un generatore di risorse e valore economico”.

In occasione della Settimana Mondiale dell’Acqua 2018, il WWF ha presentato il Rapporto “Valuing Rivers”, dove si ammonisce che “sottovalutare i benefici nascosti dei fiumi è una minaccia per le economie e lo sviluppo sostenibile”.

Mentre inondazioni e siccità devastano comunità e Paesi in tutto il mondo, il Rapporto sottolinea come i fiumi, quando sono in buono stato di salute, siano capaci di mitigare i disastri naturali: tutti  benefici “nascosti” che potremmo perdere se si continua a sottovalutare e trascurare il vero valore dei corsi d’acqua.

L’associazione ambientalista evidenzia come la visione ristretta che si ha dei fiumi, considerati solo fonte primaria di acqua e energia, metta a rischio altri benefici cruciali, dalla pesca d’acqua dolce alla protezione naturale dalle inondazioni per le città o la capacità dei delta di proteggere le coste dall’innalzamento dei mari grazie all’accumulo di sedimenti provenienti dai fiumi.
I corsi d’acqua producono benefici diretti per centinaia di milioni di persone, ma sono ancora trascurati e con una priorità bassa nelle agende dei decisori politici, almeno fino a quando un fiume scompare o provoca danni».

Nel Rapporto si dimostra come un approccio miope sulla questione sia costoso e capace di provocare ulteriori perdite economiche nel futuro: Il 19 % del PIL globale proviene da bacini che hanno già un rischio idrico elevato o molto elevato, mentre la maggior parte dei grandi delta del mondo (tra cui il Gange, l’Indo, il Mekong, il Nilo e lo Yangtze) stanno riducendo la loro portata o si stanno prosciugando.

La riduzione della pesca d’acqua dolce e l’estinzione dei delta sono solo due esempi dei danni collaterali del mancato riconoscimento dei benefici dei fiumi oltre ad acqua ed energia – ha affermato il Direttore delle risorse idriche del WWF, Stuart OrrSe non vogliamo indebolire le economie e mancare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, dobbiamo trasformare subito il nostro modo di valutare e gestire i fiumi“.

Lo Studio del WWF descrive il ruolo centrale che i fiumi hanno in molte culture e religioni e l’ampia gamma di benefici che derivano da fiumi sani, in particolare quelli con un flusso libero da sbarramenti:
– 2 miliardi di persone contano sulla presenza dei fiumi per l’approvvigionamento di acqua potabile;
500 milioni di persone vivono sui delta che mantengono il loro stato grazie ai sedimenti trascinati a valle dai fiumi;
– il 25 % della produzione alimentare mondiale dipende dall’irrigazione dai fiumi.

Ogni anno, poi, vengono pescate almeno 12 milioni di tonnellate di pesci d’acqua dolce che si traducono in cibo e mezzi di sussistenza per decine di milioni di persone.

Nel Rapporto si analizzano le pressioni sempre più incalzanti, come lo sviluppo delle dighe, i cambiamenti climatici e la crescente domanda di acqua per l’irrigazione agricola e le centrali idroelettriche, e si fornisce un nuovo quadro per migliorare il modo in cui le società misurano, valorizzano e promuovono i diversi benefici dei fiumi con soluzioni per una gestione sostenibile.

Un forte e positivo potenziale in questo senso è dato dalle nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale, il telerilevamento e la gestione dei dati attraverso il sistema di blockchain, tutti sistemi che offrono metodi promettenti per migliorare il modo in cui misuriamo i sistemi idrici e fluviali. Miglioramenti dei metodi di valutazione delle risorse idriche, quantificazione dei servizi ecosistemici e valutazione dei compromessi offrono anche nuove opportunità. Infine, il rapporto raccomanda lo sviluppo di efficaci istituzioni e governance di gestione delle acque – indicando ruoli per Governi, Aziende e Istituzioni finanziarie, affinché vengano prese le migliori decisioni globali e sotto il “segno” della sostenibilità.

“I fiumi non sono semplici tubi in cui scorre l’acqua, dunque non dobbiamo accettare come inevitabile ’effetto collaterale’ dello sviluppo, la perdita di tutti quei benefici che ci forniscono – ha sottolineato Jeff Opperman, Capo del WWF Global Science e principale autore del Rapporto – L’innovazione, accanto alle soluzioni già esistenti, ci offre la possibilità già da ora di conciliare la crescita economica sostenibile con la presenza di fiumi in buono stato di salute. Questo non è un gioco a somma ‘zero’, dove il beneficio di una parte è a discapito dell’altra: comunità, aziende e governi possono – e devono – contribuire a tracciare un percorso migliore che aiuti a proteggere l’acqua per tutti, mantenendo al contempo queste ‘vene vitali del pianeta’ a beneficio delle  persone e della natura”.

In copertina: Il Delta del fiume Mekong

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