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Un Rapporto focalizzato sull’Italia e basato sull’analisi condotta dai partner del Consorzio “Energy Union Choise” che si concentra sulle future scelte infrastrutturali necessarie per accelerare la transizione energetica in linea con gli obiettivi ambientali, economici e di sicurezza dell’UE, evidenzia che nel nostro Paese è possibile avere l’elettricità più pulita, intelligente e …conveniente.

In Italia le energie rinnovabili possono contribuire entro il 2030 per il 59% al consumo interno di elettricità, rispetto all’obiettivo del 55% previsto dalla Strategia Energetica Nazionale, senza costi aggiuntivi e con l’opportunità di ridurre le emissioni del 66% rispetto all’anno di riferimento 1990.

È quanto emerge dal RapportoPiù pulita, intelligente e conveniente: come cogliere le opportunità della transizione energetica in Europa”, presentato nel corso dell’evento “Decarbonising Italy’s electricity system. Delivering the energy and climate Sustainable Development Goals” (Roma, 30 maggio 2018), l’evento organizzato nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile per discutere le opportunità e le sfide legate alla transizione energetica del settore elettrico europeo, con particolare attenzione al caso italiano, e il suo impatto sul raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 7 (Energia pulita e accessibile) e 13 (Lotta contro i cambiamenti climatici).

L’analisi per lo studio originale è stata condotta dai partner del Consorzio “Energy Union Choices”: la European Climate Foundation (ECF), E3G, il WWF, il Regulatory Assistance Project (RAP) e il Buildings Performance Institute Europe (BPIE), in collaborazione con Artelys, che ha effettuato l’analisi quantitativa utilizzando il proprio modello di ottimizzazione del sistema energetico. Tutte le ipotesi, così come i diversi scenari utilizzati nello studio sono stati sviluppati in stretta cooperazione con un gruppo consultivo di Aziende, Università e Ong.

Lo studio focalizzato sull’Italia due scenari che prendono in considerazione le più recenti stime dei costi relative alle nuove tecnologie:
– Il Baseline Scenario (BLS) che riflette lo stato attuale della politica energetica dell’UE, incluso il “Clean Energy Package” proposto dalla Commissione UE;
– l’Opportunity Scenario (OPS) che prevede un portafoglio di politiche più ambiziose, con l’adozione da parte degli Stati membri di piani nazionali per ritirare le centrali a carbone (ritiro intelligente) e l’attuazione di un’ “elettrificazione intelligente”, implementando politiche per attivare flessibilità della domanda, con un focus specifico sull’integrazione intelligente dei carichi da solare fotovoltaico, veicoli elettrici, processi industriali e pompe di calore.

Fonte: Decarbonising Italy’s electricity system. Delivering the energy and climate Sustainable Development Goals)

I principali risultati dello Studio per la transizione energetica dell’Italia.

L’eliminazione del carbone, non comporta costi maggiori: i costi derivanti dallo sfruttamento maggiore degli impianti a gas esistenti e da ulteriori investimenti nel fotovoltaico sono compensati dai risparmi derivanti da una diminuzione del consumo di carbone e una ridotta importazione di elettricità. I costi per la rapida eliminazione del carbone e la necessità di una maggiore flessibilità della domanda ammontano a 3 miliardi di euro l’anno. Essi sono collegati all’utilizzo intensivo degli impianti a gas già esistenti (2,3 miliardi di euro l’anno), alla capacità fotovoltaica aggiuntiva (+0,6 miliardi di euro l’anno) e alla capacità d’interconnessione (+0,1 miliardi di euro l’anno). Tuttavia, questi costi sono controbilanciati dai risparmi derivanti dalle mancate importazioni di carbone (-1,6 miliardi euro all’anno), dalle minori importazioni di elettricità (-1,5 miliardi di euro all’anno) e dai mancati costi di adeguamento ambientale per le centrali a carbone (-0,2 miliardi di euro all’anno). Complessivamente si avrebbe un risparmio netto di circa 400 milioni di euro l’anno.

L’Italia può raggiungere l’obiettivo più ambizioso del 59% di quota di rinnovabili nel consumo interno di elettricità entro il 2030 rispetto all’obiettivo di riferimento del 55% indicato dalla (SEN).

– La produzione interna di energia rinnovabile insieme al maggiore utilizzo degli impianti a gas, alle maggiori importazioni di elettricità e ad una gestione intelligente e flessibile dei consumi, rappresentano un mix elettrico solido e conveniente.

– Le importazioni di elettricità e la cooperazione regionale rappresentano soluzioni strategiche e convenienti al fine di ridurre il peso della bolletta elettrica e aumentare la sicurezza energetica, sia per l’Italia che per i Paesi confinanti.

– La gestione della domanda attiva e lo stoccaggio giornaliero attraverso i veicoli elettrici sono fondamentali per soddisfare il fabbisogno di flessibilità richiesto dall’aumento delle rinnovabili (soprattutto del FV). Le interconnessioni sono strategiche sia per aumentare la flessibilità sia per sostituire l’energia elettrica da carbone con importazioni a basso costo e basso impatto ambientale

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