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di Nicoletta Canapa

Le tartarughe marine Caretta caretta, nate dalle uova schiusesi su una delle spiagge elbane, hanno rapidamente raggiunto il mare, ma se non verranno intraprese adeguate azioni per contrastare le minacce poste alla loro sopravvivenza della specie (pesca, perdita di habitat e rifiuti di plastica), questi eventi diventeranno sempre più rari.

È dello scorso 18 Agosto la notizia di una inaspettata schiusa sulla spiaggia di Straccoligno, a Capoliveri nell’isola d’Elba, di  tartarughe marine. A distanza di un anno da quando dalla nidificazione di Marina di Campo nacquero oltre 100 tartarughe, questo tratto di spiaggia italiano è stato di nuovo interessato da un’altra, straordinaria, schiusa di uova deposte, ma non segnalate. Dopo un’attenta ricognizione con il coinvolgimento dei bagnanti ansiosi di conoscere il risultato delle operazioni, alla fine sono stati contati 68 gusci vuoti, 4 uova non schiuse e 4 tartarughine che non sono riuscite ad uscire interamente dal guscio o morte subito dopo la nascita.

di Nicoletta Canapa

Ogni giorno all’alba – ha dichiarato Isa Tonso che lavora per Legambiente dell’Arcipelago Toscano – per quasi tre mesi di fila, abbiamo cercato le tracce delle tartarughe in otto grandi spiagge elbane e mamma tartaruga è andata a nidificare dove meno ce l’aspettavamo: nella piccola spiaggia di Straccoligno, a una decina di metri dal mare, a un paio di metri dalla strada di accesso alle case, scavando il suo nido tra sabbia e ghiaie“.

Ad avvistare per primo le cinquanta tartarughe che cercavano rapidamente di raggiungere il mare è stato un bambino che ha avvertito dei movimenti al di sotto del proprio asciugamano. La felice invasione delle tartarughine grigio-nere in spiaggia è tuttavia un fenomeno quanto mai raro, non solo come avvistamento, ma anche e soprattutto come avvenimento: l’attuale stato di conservazione della specie “Caretta caretta” (famiglia delle Cheloniidae), infatti, è stato classificato dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUNC) come specie vulnerabile, ovvero in pericolo.

Secondo le stime di TartaLife, progetto finanziato dall’UE attraverso il fondo LIFE+ e cofinanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MiPAAF) e dalla Regione Marche. nel corso degli ultimi anni, nel Mediterraneo ogni anno sono oltre 130 mila le tartarughe marine della specie Caretta caretta che rimangono vittime di catture accidentali da parte dei pescatori professionisti. Circa 70.000 abboccano agli ami utilizzati per la pesca al pescespada, oltre 40.000 restano intrappolate nelle reti a strascico e circa 23.000 in quelle da posta per un totale di 133.000 catture con oltre 40.000 casi di decesso.

Per quanto riguarda gli impatti negativi dei rifiuti marini, le tartarughe marine in generale rimangono intrappolate nei rifiuti marini o ingeriscono, scambiandoli per meduse shopper e frammenti di plastica. Secondo uno studio pubblicato lo scorso anno, su 150 esemplari di Caretta caretta campionati lungo le coste italiane il 68% presentava plastica nel tratto gastrointestinale e fra queste ben il 64% aveva più plastica che cibo.

In occasione del Tartaday (17 agosto 2018) la Giornata dedicata alla salvaguardia delle tartarughe marine e del loro habitat, i partner e i Centri di recupero e cura delle tartarughe marine aderenti al progetto TartaLife hanno aperto le porte ai visitatori per illustrare il loro lavoro e far conoscere da vicino il mondo delle tartarughe marine.

Alcuni centri hanno organizzato e organizzeranno (vedi il Calendario) le liberazioni degli esemplari curati e pronti per tornare a vivere in mare.

Nei giorni scorsi, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa, rispondendo a un invito di Legambiente, ha simbolicamente adottato “Fortuna”, una piccola tartaruga marina ritrovata ferita sulla spiaggia di Ansedonia (Grosseto) nel marzo scorso e poi curata per quattro mesi nel centro di primo soccorso Tartanet del Parco Regionale della Maremma, prima di essere rilasciata, ormai guarita

Il Ministro ha anche ricevuto un apposito attestato di adozione. “Questo gesto simbolico ha una grande importanza concreta – ha sottolineato Ciafani -
Grazie ad un testimonial d’eccezione come il Ministro Costa, sarà più semplice sensibilizzare i cittadini sui rischi e le minacce che incombono su questa specie“.

Ricordiamo che è tuttora in corso la Campagna estiva  del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM, realizzata in collaborazione con il Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri e la Guardia Costiera, che rientra nella più ampia iniziativa di comunicazione #iosonoambiente, per sensibilizzare contro l’abbandono della plastica sulle spiagge e per promuovere il bando della plastica monouso.

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