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Promosso da Ecodom, il Consorzio per il recupero dei RAEE, e da CDCA, Centro di Documentazione Conflitti Ambientali, è stato presentato il Progetto “Atlante Italiano dell’Economia Circolare”, progetto di piattaforma web che si propone di raccogliere le esperienze virtuose di riutilizzo di risorse, riduzione degli sprechi, la diminuzione dei rifiuti e la re-immissione nel ciclo produttivo di materie prime recuperate. Contestualmente, è stato lanciato un Concorso, rivolto a giornalisti, videomaker, fotografi, scrittori, per raccontare (video, foto, radio e scrittura) le storie di economia circolare.

È stato presentato nel corso di un evento (Roma, 5 dicembre 2017), il nuovo “Atlante Italiano dell’Economia Circolare”, il Progetto promosso da Ecodom, il principale Consorzio italiano per il recupero dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) e da CDCA, il primo Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali in Italia, una piattaforma  web “geo-referenziata e interattiva” dove sono raccolte esperienze che hanno come elemento chiave il riutilizzo, la riduzione degli sprechi, la diminuzione dei rifiuti e la re-immissione nel ciclo produttivo di materie prime recuperate.

L’economia circolare rappresenta un obiettivo importante e un cambio di approccio necessario visto che le risorse del Pianeta sono sempre più scarse – ha affermato Giorgio Arienti, Direttore generale di Ecodom – In Italia i rifiuti valgono 10 miliardi l’anno, ma solo 1 entra nel circuito dell’economia circolare, secondo il Waste Strategy Annual Report 2017. L’Atlante e le esperienze che contiene stanno dimostrando che è possibile ipotizzare sistemi economici sostenibili, a basso impatto ambientale e ad alto valore sociale. Ecodom ha voluto promuovere questo progetto perché ogni giorno noi lavoriamo per rendere concreta l’economia circolare: su 250.000 tonnellate di RAEE gestite annualmente in Italia dai Sistemi Collettivi che fanno parte del Centro di Coordinamento RAEE, circa 100.000 sono trattate da noi, con oltre 85.000 tonnellate di materie prime seconde riciclate; un tasso di riciclo elevatissimo, una reale possibilità di chiudere il cerchio”.

Tra le realtà presenti sulla piattaforma la Lombardia si colloca al primo posto come la regione più presente con una percentuale del 21%. A seguire troviamo Lazio (15%), Toscana (12%), Emilia Romagna (7%) e Veneto (7%). La provincia di Roma è in testa  con 15 esempi virtuosi, seconda Milano con 12.

Per quanto riguarda i settori di appartenenza il quadro è estremamente variegato: il 18% è costituito da aziende che si occupano di servizi per il recupero dei rifiuti, come Bimora che ha realizzato la macchina dei vuoti a rendere per la raccolta differenziata, Junker, un’app per smartphone che riconosce il rifiuto e indica in quali bidoni va gettato, Tyrebirth che ricicla in soli 30 minuti gli pneumatici fuori uso attraverso l’utilizzo delle microonde.
Il 15% delle imprese segnalate nell’Atlante realizza prodotti di moda e di arredamento (borse, agende, cinture, tappetti ecc.), come Alisea che ha creato Perpetua, la matita composta all’80% di grafite che non sporca le mani, non si rompe e scrive anche senza punta, e Carmina Campus che ha trasformato i fondi di lattine per una linea di design, usando le linguette per farne preziosi bracciali, anelli, orecchini e collane.

Non mancano esempi (14%) di riciclo nell’edilizia come TS Asfalti che ricicla l’asfalto, Mook che utilizza legni consumati dal mare, oggetti dimenticati dalla città, pezzi di vecchie porte, mobili e stoffe, e ancora aziende che producono tinture ecosostenibili  o architettura sostenibile.

Del settore alimentare fa parte il 10% delle imprese incluse nell’Atlante, come il Centro di Lombicoltura che gestisce la produzione e la vendita di humus di lombrico per rendere migliore la struttura del terreno o Funghi espresso che utilizza i fondi di caffè per coltivare funghi o Crush, la nuova gamma ecologica di Favini, realizzata con residui di agrumi, uva, ciliegie, lavanda, mais, salvati dalla discarica, che sostituiscono fino al 15% della cellulosa proveniente da alberi.

Il progetto si è avvalso anche del contributo di Poliedra, Consorzio del Politecnico di Milano che svolge attività di ricerca nei settori della valutazione ambientale e della sostenibilità, A Sud, Associazione indipendente impegnata nella tutela e nella giustizia ambientale, Ecosistemi, Fondazione specializzata in strategie per lo sviluppo sostenibile, Banca Popolare Etica, Istituto creditizio ispirato ai principi di trasparenza ed equità e Zona, associazione di reporter e photo editor di fama internazionale.
Il Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali   si occupa da sempre di mappare e denunciare gli impatti ambientali e sociali di un modello estrattivo e produttivo insostenibile – ha dichiarato a sua volta a Marica Di Pierri, Presidente del CDCA, co- promotore del progetto  – Oggi, a 10 anni esatti dalla sua nascita, presentiamo un progetto che disegna invece la mappa delle alternative in corso nel nostro paese. È ora di promuovere una cultura del consumo critico e sostenibile e di valorizzare le realtà economiche che tutelano l’ambiente, creano valore sociale e valorizzano le comunità territoriali”.
Per prendere parte al Progetto e includere l’Azienda nell’Atlante italiano dell’Economia circolare è necessario compilare il questionario dedicato.

In contemporanea alla piattaforma è stato lanciato anche il Concorso Storie di Economia Circolare, un contest annuale a premi, patrocinato dall’Ordine dei Giornalisti e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, rivolto a giornalisti, videomaker, fotografi, scrittori, storyteller per raccontare con quattro modalità espressive – video, foto, radio e scrittura – le storie di economia circolare, già presenti sull’Atlante, ma anche non pubblicate sul sito. A decretare i 4 vincitori, uno per categoria, sarà il voto online e successivamente una giuria formata da esperti del mondo dell’informazione e della cultura.
Il Pianeta è sotto pressione – ha sottolineato Luca Mercalli, Climatologo e divulgatore scientifico, intervenuto alla tavola rotonda pomeridiana a cui hanno partecipato vari esponenti politici – sette miliardi e mezzo di umani trivellano, scavano, tagliano, pescano, raccolgono, sporcano, inquinano, bruciano, fumano, imbrattano, avvelenano la biosfera, estinguono specie, cambiano il clima, sconvolgono i cicli biogeochimici, e mettono a rischio la loro stessa esistenza. Si chiama Antropocene. Se ne vogliamo uscire tocca al più presto passare da un’economia usa e getta, a un’economia usa, riusa e ricicla: l’economia circolare”.

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