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Entrerà in vigore il 14 febbraio 2018 il Decreto Legislativo del Regolamento UE per prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive che, oltre agli impatti ambientali ed economici, possono provocare danni alla salute umana.

Il 30 gennaio 2018 è stato pubblicato sulla G:U. il Decreto Legislativo n.230 del 15 dicembre 2017 “Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive” che introduce una serie di disposizioni sulle specie esotiche invasive, anche al fine di adeguare la normativa nazionale alle disposizioni comunitarie in materia.

Con il termine “specie esotiche invasive” si intendono animali e piante originarie di altre regioni geografiche, introdotte volontariamente o accidentalmente in un ambiente naturale nel quale normalmente non risiedono e che, insediandosi, alterano gli ecosistemi, rappresentando una minaccia per l’ambiente, per l’economia e per la stessa salute umana.

Se in Italia molte specie sono state introdotte inopinatamente dall’uomo, quelle nelle acque dei nostri mari sono accidentali o lessepsiane ovvero quelle che si sono introdotte nel mare Mediterraneo attraverso il canale di Suez, costruito dall’ingegnere francese Ferdinand de Lesseps nel 1869 e che è stato recentemente ampliato, permettendo l’intrusione di specie pericolose anche per la salute umana, come il pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus) (in copertina) dalle carni velenose, che dopo aver colonizzato il Mediterraneo orientale e già stato pescato nelle nostre acque territoriali.

Anche le piante esotiche invasive possono causare gravi disturbi alla salute, come dimostra gli effetti altamente allergenici del polline dell’ambrosia (Ambrosia artemisifolia), che, originaria del Nord America, è stata osservata per la prima volta in Europa nella metà del XIX secolo ed è stata segnalata nell’Italia settentrionale.

Ambrosia

Ambrosia artemisifoliaSpecie esotica invasiva che provoca forti allergie.

Le specie esotiche invasive, anche a causa dei cambiamenti climatici in atto, sono destinate, purtroppo, ad aumentare, per cui c’è la necessità di fare un’adeguata azione di prevenzione ed eradizione.

Questo decreto – ha dichiarato Piero Genovesi, coordinatore del progetto LIFE- ASAP (Alien Species Awareness Programm), cofinanziato dalla Commissione UE e il cui obiettivo generale è di ridurre il tasso di introduzione di specie aliene invasive e contenerne gli impatti sul territorio italiano, grazie all’aumento della consapevolezza sulle IAS, alla partecipazione attiva dei cittadini, ad una corretta ed efficace gestione delle IAS da parte degli enti pubblici preposti è una pietra miliare nella politica nazionale di contrasto alle specie esotiche invasive – è una pietra miliare nella politica nazionale di contrasto alle specie esotiche invasive“.

LIFE ASAP ha già previsto una specifica attività di formazione sui contenuti sia del regolamento europeo sia del decreto – ha proseguito Genovesi – Tale attività sarà realizzata nell’ambito del più vasto programma di formazione e informazione sulle specie esotiche destinato alle pubbliche amministrazioni, cioè a tutti i ministeri coinvolti nell’attuazione delle norme, alle Regioni e alle Province Autonome con le loro strutture competenti e ad altri enti pubblici a vario titolo interessati dalla gestione delle specie esotiche invasive (enti parco, comuni, ASL e altri)”.

Ricordiamo che il Regolamento (UE) n. 1143/2014 definisce le norme necessarie a prevenire, ridurre al minimo e mitigare gli effetti negativi sulla biodiversità causati dalla diffusione e dall’introduzione delle specie esotiche invasive all’interno dell’UE, con particolare riferimento a quelle specie inserite nella lista di specie di rilevanza unionale, che è suscettibile di continue integrazioni e attualmente include 49 specie esotiche invasive, di cui 33 risultano già presenti in Italia.

Per queste specie il Regolamento UE ha introdotto un generale divieto di commercio, possesso, trasporto e introduzione in natura, e impone un obbligo di immediata segnalazione, di controllo o eradicazione di queste specie.

Inoltre chiede ai Paesi dell’UE di attivare un sistema di sorveglianza e di monitoraggio delle specie esotiche invasive, e di identificare i principali vettori di introduzione accidentale di specie invasive, adottando almeno un piano d’azione per prevenire il rischio di ulteriori introduzioni.

Infine il Regolamento 1143/14 prevede anche un sistema di autorizzazioni e deroghe ai divieti, in casi particolari.

Il D.lgs. si articola in 3 azioni: la prevenzione; la diagnosi precoce e l’eradicazione rapida; la gestione delle specie esotiche invasive.
Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) è individuato quale Autorità nazionale competente per i rapporti con la Commissione europea, per il coordinamento delle attività necessarie per la sua attuazione, nonché per il rilascio delle autorizzazioni: a suo supporto tecnico-scientifico agisce l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

Il testo prevede l’obbligo di denuncia per i soggetti che detengono esemplari di specie esotiche invasive inclusi nell’elenco unionale e nazionale e nei loro successivi aggiornamenti, definendo allo stesso tempo i divieti: introduzione, trasporto o transito nel territorio nazionale; detenzione anche in confinamento; allevamento o coltivazione anche in confinamento; vendita o immissione sul mercato; utilizzazione, cessione o scambio; rilascio nell’ambiente.

Nel provvedimento si disciplina il rilascio delle autorizzazioni, distinguendole in permessi (nel caso di istituti di ricerca o di conservazione ex situ) e autorizzazioni (nel caso di operatori commerciali), come anche il sistema di sorveglianza e le ispezioni per la verifica del mantenimento dei requisiti da parte dei titolari dei provvedimenti. Sono inoltre definiti i controlli presso le Dogane, i punti di entrata in caso di vegetali e i posti di ispezione frontaliera per gli animali.

Per le violazioni più gravi sono previste sanzioni penali, mentre per quelle minori sono individuate sanzioni amministrative, calibrate in base alla gravità delle violazioni alle disposizioni del regolamento. Una parte dei proventi derivanti dalle sanzioni amministrative vengono destinanti all’attuazione delle misure di eradicazione e di gestione.

Il Decreto entrerà in vigore il 14 febbraio 2018.

 

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