Nuovo Studio dell’OCSE individua le politiche più efficaci per promuovere stili di vita e comportamenti delle famiglie più favorevoli all’ambiente e in grado di conseguire maggior consenso.

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I comportamenti e le scelte individuali che adottiamo nella nostra vita quotidiana, ciò che mangiamo, come raggiungiamo il luogo di lavoro o come riscaldiamo le nostre case, hanno un impatto non trascurabile sull’ambiente. Gli impatti di tali comportamenti e scelte si accentueranno nei prossimi anni se non si rafforzano e non si definiscono in modo più mirato gli interventi di politica ambientale.

Il Rapporto “Greening Household Behviaour”, presentato oggi dall’OCSE (alcuni Capitoli erano stati anticipati il 5 giugno in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente) e basato essenzialmente sullo studio “Environmental Policy and Individual Behaviour Change” (EPIC), aiuta i Governi a comprendere meglio il comportamento delle famiglie nei confronti dell’ambiente in cinque principali settori: utilizzo dell’energia; utilizzo dell’acqua; scelte dei trasporti; consumo alimentare; generazione e riciclaggio dei rifiuti.

Si tratta del 2° studio elaborato in quest’ottica (il primo era stato condotto nel 2008) che, riunendo informazioni che provengono da oltre 12.000 famiglie di 11 Paesi dell’OCSE mira a individuare le politiche che contribuiscono a promuovere stili di vita e modelli di consumo più favorevoli all’ambiente e che riescano a raccogliere maggior sostegno.

La crisi non può essere una scusa per mettere l'ambiente sul retro-bruciatore - ha sottolineato il Segretario generale dell'OCSE Angel Gurría, citando i risultati dell'indagine presentata nella nuova pubblicazione -  Il 70% delle famiglie intervistate ritiene che la tutela dell'ambiente sia un mezzo per stimolare la crescita economica. Questi risultati rafforzano gli sforzi dell'OCSE per aiutare i Paesi ad identificare le politiche che assicurino che gli obiettivi economici e ambientali vanno di pari passo. Il nostro pianeta è fragile e una volta rotto non ci sarà alcun modo per risolvere il problema. Possiamo, e dobbiamo, continuare a rendere l'ambiente una priorità, non solo a livello di governo, ma nelle nostre decisioni come individui e famiglie”.

Lo studio evidenzia che una significativa domanda proveniente dalle famiglie non è soddisfatta per l’elettricità generata da fonti di energia rinnovabili. Circa il 60% delle persone intervistate, sarebbe disposta a pagare di più per un’elettricità da fonti rinnovabili e il 45% manifesta un interesse per la possibilità di ottenere tariffe differenziate per l’energia rinnovabile se potessero accedere a tale opzione per un loro utilizzo.

La maggior parte delle persone interrogate in ciascun Paese esaminato si è impegnata in qualche modo a seguire un comportamento di risparmio energetico. Tuttavia, il 40% dichiara di spegnere “occasionalmente” o di non spegnere “mai” le apparecchiature elettriche con funzioni di stand‑by. In media, le famiglie con redditi più alti adottano meno spesso comportamenti di risparmio energetico.

Gli oneri per l’acqua calcolati in base alla quantità di acqua consumata tendono ad aumentare gli sforzi delle famiglie per conservare l’acqua, sia in termini d’investimenti sia di comportamento quotidiano.

I Governi svolgono un ruolo importante nel promuovere gli investimenti delle famiglie nel campo dell’efficienza energetica. Le famiglie intervistate hanno dichiarato di ricevere un sostegno governativo per circa il 16% degli investimenti a favore dell’efficienza energetica che sono stati documentati nel presente studio.

Le etichette energetiche svolgono altresì un ruolo per ridurre la domanda di elettricità. Le famiglie che hanno riconosciuto l’utilità dell’uso delle etichette energetiche per gli elettrodomestici spendono in media 6% in meno per il consumo di elettricità rispetto alle famiglie che non ne riconoscono l’utilità.

Si è riscontrato un consenso ufficiale significativo per finanziare un bonus aggiuntivo destinato a incoraggiare l’acquisto di automobili elettriche benché i proprietari di tali veicoli siano in realtà ancora poco numerosi. Lo studio evidenzia un ampio consenso a favore di ulteriori investimenti governativi nelle infrastrutture dei trasporti pubblici.

La spesa media dichiarata dalle famiglie per frutta e verdure fresche con il bollino ecologico varia secondo i Paesi dal 13% al 35% del totale della spesa per prodotti biologici e “convenzionali”.

Si rileva un’ampia variazione tra diversi Paesi nei livelli di riconoscimento e di fiducia nei confronti dell’etichettatura ecologica. Per esempio, la fiducia nella nuova etichetta dell’Unione europea sull’alimentazione biologica varia dal 47% (Svezia) all’83% (Paesi Bassi) tra gli intervistati che ne riconoscono l’utilità.

La generazione di rifiuti domestici tende ad assestarsi tra il 20% e il 30% per le famiglie che devono pagare una quota per la raccolta dei rifiuti calcolata secondo il volume o il peso. Le due misure governative in materia di generazione di rifiuti che le persone interrogate hanno sostenuto con più convinzione sono legate alla prevenzione in materia di produzione di rifiuti: incoraggiare i dettaglianti a usare meno imballaggi e le famiglie a comprare prodotti con meno imballaggi.

Sulla base dell’analisi compiuta, ecco le principali raccomandazioni dell’OCSE rivolte ai Governi.
Le misure che aumentano l’accesso alle scelte più eco‑compatibili, quali gli investimenti nelle infrastrutture (per esempio il trasporto pubblico e i servizi di riciclaggio), sono importanti per integrare le politiche volte a diminuire i costi delle scelte eco‑compatibili.

I finanziamenti basati sul fabbisogno per gli investimenti nell’efficienza idrica potrebbero offrire importanti mezzi per migliorare la conservazione dell’acqua.Le famiglie che prendono in affitto una casa piuttosto che acquistarne una, investono meno per migliorare l’efficienza idrica. I programmi destinati ai proprietari per aumentare gli investimenti nei risparmi in acqua potrebbero essere utili per rispondere a tale problema.

La domanda delle famiglie in termini di elettricità non dipende dai livelli di reddito familiare. Ciò significa che senza interventi aggiuntivi, i prezzi più alti dell’energia potrebbero avere impatti dannosi sul benessere delle famiglie a basso reddito senza ridurre il consumo in modo significativo.

È fondamentale aumentare gradualmente l’informazione pubblica e le campagne educative per sensibilizzare le famiglie alla questione dei costi e oneri (ad esempio: per la raccolta dei rifiuti o il consumo d’acqua) e migliorare la comprensione del fenomeno dei cambiamenti climatici.