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Entreranno in vigore il 26 agosto 2018 i Criteri Ambientali Minimi che le Pubbliche Amministrazioni sono tenute ad utilizzare nell’ambito delle procedure per l’affidamento del servizio di illuminazione pubblica, validi anche per le PA che svolgano in proprio, in tutto o in parte, le attività che costituiscono il Servizio IP, non affidandolo a terzi.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28 aprile 2018 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’Ambiente (MATTM) 28 marzo 2018 recante “Criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di illuminazione pubblica”.

Il documento sui CAM per l’affidamento del servizio di illuminazione pubblica, di cui all’Allegato tecnico del Decreto, parte integrante del Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione (PAN GPP), tiene conto di quanto proposto nelle Comunicazioni della Commissione Europea: COM(2008)397 “Piano d’azione su produzione e consumo sostenibili e politica industriale sostenibile”; COM(2008)400 “Appalti pubblici per un ambiente migliore”; COM(2011)571 “Tabella di marcia verso l’Europa efficiente nell’impiego delle risorse”.

Il provvedimento che entrerà in vigore il 26 agosto 2018 (120 giorni dopo la data di pubblicazione nella G.U.), definisce i CAM che le Amministrazioni pubbliche sono tenute ad utilizzare nell’ambito delle procedure per l’affidamento del Servizio di Illuminazione Pubblica (“Servizio IP).

Ai sensi dell’Art. 34 del D. Lgs. 50/2016 (il cosiddetto “Codice degli Appalti), le Amministrazioni che intendono procedere all’affidamento del Servizio IP devono almeno le specifiche tecniche e le clausole contrattuali (criteri di base) definite nel documento e, nello stabilire i criteri di aggiudicazione (art. 95), devono altresì tener conto dei criteri premianti ivi definiti.

Inoltre, il D.Lgs. 19 aprile 2017, n. 56 “Disposizioni integrative e correttive al D.Lgs 18 aprile 2016, n. 50” (il cosiddetto “Correttivo del Codice degli Appalti“), ha esteso l’obbligo dei CAM a tutte le categorie di appalto e all’intero valore dell’importo di gara, eliminando anche la previsione di percentuali progressive.

I CAM definiti nel documento si applicano anche alle Amministrazioni che svolgano in proprio, in tutto o in parte, le attività che costituiscono il Servizio IP, non affidandole quindi a terzi.

I CAM “Servizio IP” sono stati definiti tenendo conto del fatto che le Amministrazioni pubbliche operano in contesti e condizioni operative molto diversi, a partire dalla disponibilità di informazioni sullo stato degli impianti e delle risorse economiche per eventuali interventi di riqualificazione, e che gli stessi impianti possono trovarsi in situazioni molto diverse in relazione al rispetto della normativa, all’aggiornamento tecnologico ed al livello di efficienza energetica.

Il “Servizio IP” comprende:
* la gestione degli impianti di illuminazione pubblica che, a sua volta, è costituita da:
– la conduzione degli impianti di illuminazione;
– la manutenzione ordinaria e straordinaria conservativa degli impianti di illuminazione;
– la verifica periodica, con cadenza prestabilita a seconda del livello prescelto degli impianti di illuminazione;

inoltre può comprendere:
a) la fornitura di energia elettrica per l’alimentazione degli impianti di illuminazione pubblica ed eventualmente per l’alimentazione degli impianti di segnaletica luminosa;
b) un censimento degli impianti di illuminazione pubblica a cura del fornitore;
c) la definizione di un progetto definitivo ovvero esecutivo degli interventi di riqualificazione dell’impianto di illuminazione pubblica e la eventuale realizzazione dei lavori previsti da un progetto esecutivo degli interventi di riqualificazione dell’impianto di illuminazione pubblica;
d) altre attività inerenti la conduzione o la manutenzione degli impianti di illuminazione pubblica aggiuntive rispetto a quanto già indicato;
e) la gestione degli impianti di segnaletica luminosa.

Nel caso in cui l’affidamento comprenda l’acquisto di lampade a scarica ad alta intensità e moduli led per illuminazione pubblica ovvero la fornitura di apparecchi di illuminazione per illuminazione pubblica ovvero l’affidamento del servizio di progettazione di impianti di illuminazione pubblica, ma altresì non comprenda un servizio di illuminazione pubblica, le attività oggetto dell’affidamento dovranno essere svolte conformemente ai criteri di cui al Decreto 27 settembre 2017  “Criteri Ambientali Minimi per l’acquisizione di sorgenti luminose per illuminazione pubblica, l’acquisizione di apparecchi per illuminazione pubblica, l’affidamento del servizio di progettazione di impianti per illuminazione pubblica”.

Ai fini della corretta gestione del servizio e della migliore tracciabilità dei flussi finanziari, l’Amministrazione inserisce nel contratto i soli servizi relativi all’illuminazione pubblica, evitando di includere anche servizi diversi da questi o, comunque, ad essi connessi.

Così come previsto dal PAN GPP, l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi nelle gare d’appalto sarà monitorata al fine di valutare l’attuazione pratica delle politiche nazionali in materia di appalti pubblici ed al fine di stimarne, ove possibile, gli effetti in termini di riduzione degli impatti ambientali.

Ricordiamo al riguardo che tra MATTM e Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) è stato recentemente sottoscritto un Protocollo di intesa per rinnovare la collaborazione finalizzata a dare piena attuazione alle norme in materia di sostenibilità ambientale degli acquisti delle Pubbliche Amministrazioni, contenute nel nuovo Codice degli appalti, che prevede:
il monitoraggio e la vigilanza sull’applicazione dei criteri ambientali minimi (CAM) adottati nell’ambito del PAN GPP;
– la condivisione di atti di indirizzo, linee guida, clausole-tipo per bandi e capitolati e simili atti;
– la realizzazione di iniziative formative per funzionari della Pubblica Amministrazione.

Infine, i CAM definiti nel documento saranno oggetto di aggiornamento periodico per tener conto dell’evoluzione della normativa, della tecnologia e dell’esperienza.

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