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Uno studio di Schneider Electric, leader nella trasformazione energetica digitale, evidenzia che le imprese, anche se si sentono pronte ad affrontare i nuovi scenari dell’energia, denunciano un grave gap tra la percezione della sfida che le attende e le azioni intraprese per fare evolvere i loro programmi energetici e di sostenibilità.

Una nuova ricerca di Schneider Electric, leader nella trasformazione energetica digitale, condotta con la collaborazione di GreenBiz Research, volta ad individuare in che modo le aziende sviluppano strategie energetiche ed ambientali, raccolgono e condividono i dati e si coordinano tra i vari reparti (pratiche note come Active Energy Management), rivela che la gran parte delle aziende si sentono pronte per affrontare un futuro decentralizzato, decarbonizzato e digitalizzato, ma molte non stanno ancora prendendo le necessarie misure per integrare e fare evolvere i loro programmi energetici e di sostenibilità.

Secondo lo Studio “The State of Corporate Energy & Sustainability Programs 2018”, che ha coinvolto 236 grandi aziende di tutto il mondo ( con almeno 100 milioni di dollari di fatturato), questo falso senso di sicurezza si può attribuire al fatto che la gran parte delle aziende ha ancora un approccio piuttosto convenzionale alla gestione dell’energia e alla lotta ai cambiamenti climatici.

Questo gap di innovazione è motivato, inoltre, da una limitata capacità di coordinare l’azione dei dipartimenti che si occupano di acquisti, funzionamento e sostenibilità, e da inefficienze nella raccolta e condivisione dei dati.

Le aziende coinvolte fanno parte di 11 settori primari, tra cui beni di consumo, energia e utility, finanza, industria, sanità, tecnologia.

L’85% degli interpellati ha dichiarato che la loro azienda ha intenzione di mettere in campo entro i prossimi tre anni azioni per fare in modo che i propri piani di riduzione delle emissioni di CO2 possano competere con quelle dei leader in questo campo.

Tuttavia, i progetti che sono stati avviati o sono in fase di sviluppo fanno affidamento in modo significativo sulla conservazione dell’energia, dell’acqua e sul tema della gestione degli sprechi.

Fatta eccezione per le fonti rinnovabili, sono poche le aziende rappresentate nello studio che stanno implementando strategie e tecnologie più avanzate per gestire l’energia e le emissioni.

I risultati chiave dello Studio includono:
– l’81% degli interpellati ha dichiarato che la propria azienda ha lavorato per migliorare l’efficienza energetica o progetta di farlo entro i prossimi due anni; mentre il 75% sta lavorando per ridurre consumi e sprechi di risorse idriche;
– il 51% ha completato o sta pianificando l’attivazione di progetti per sfruttare le energie rinnovabili;
– s
olo il 30% ha implementato o sta attivamente pianificando di usare soluzioni di accumulo energetico, microgrid, cogenerazione di calore ed energia o un qualche mix di queste tecnologie;
– solo il 23% ha messo in campo strategie di gestione della domanda (demand response) o prevede di farlo nel breve termine.

Piani e progetti delle grandi imprese per la gestione dell'energia

Diagramma dei progetti previsti e pianificati entro i prossimi 2 anni dalle grandi imprese per la gestione dell’energia e delle altre sfide della sostenibilità (Fonte: The State of Corporate Energy & Sustainability Programs 2018″)

Siamo nel bel mezzo di una trasformazione totale del modo in cui si consuma e produce l’energia – ha commentato Jean-Pascal Tricoire, Presidente e CEO di Schneider Electric – Il fatto che ci sia un focus condiviso sul tema della conservazione della risorsa energetica è positivo. Detto questo, essere consumatori attenti è solo una parte di quel che serve per affrontare il cambiamento e avere successo. Le aziende devono prepararsi ad essere protagoniste attive, mettendo in campo quanto necessario per produrre energia e interagire con la rete, con le utility, con i pari, con nuovi soggetti che entrano nel mercato. Chi manca di agire oggi è destinato a rimanere indietro”.

Un grande ostacolo può essere dato dall’allineamento interno. Il 61% dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato che nella loro azienda le decisioni in tema di energia e sostenibilità non sono prese in modo ben coordinato, coinvolgendo i diversi team e dipartimenti interessati e, in particolar modo, questo avviene in aziende del settore beni di consumo e del settore industriale.

Inoltre, una percentuale analoga di rispondenti ha dichiarato che la mancanza di collaborazione è una sfida da affrontare.

Anche la gestione dei dati è stata citata come ostacolo ad una gestione integrata dell’energia e delle emissioni di CO2; il 45% degli interpellati ha affermato che i dati nella loro organizzazione sono molto decentralizzati e sono gestiti a livello locale o regionale.

Il 65% delle persone che hanno individuato nella “insufficiente disponibilità di strumenti e metriche per condividere i dati e valutare i progetti” un ostacolo che impedisce di lavorare in modo trasversale, inoltre, fanno parte di aziende che gestiscono i dati a livello locale, regionale o nazionale, ma non globale.

Recentemente al World Economic Forum (Davos, 23-26 gennaio 2018), RE100, l’iniziativa globale lanciata dall’Associazione per il Clima Climate Group, presentando il suo Rapporto annuale  che tiene traccia delle evoluzioni delle aziende che hanno intrapreso la strada della decarbonizzazione del proprio approvvigionamento energetico, sottolineava che l’energia sta diventando il problema principale a livello direttivo in tutto il mondo e che la sostenibilità è determinante per la futura sicurezza aziendale.

Oltre il 50% delle aziende rappresentate nello Studio di Schneider Electric ha avviato progetti per l’uso di energie rinnovabili o progetta di farlo entro i prossimi due anni: in particolare si distinguono le aziende del settore sanitario (64%) e dei beni di consumo (58%). Inoltre, i top manager e le funzioni centrali sono molto coinvolti in questi ed altri programmi legati alla sostenibilità.

Il 74% dei rispondenti ha dichiarato che il top management rivede o approva le iniziative per l’uso di rinnovabili e per la sostenibilità, indicando in tal modo che questi temi sono considerati una priorità strategica.

Inoltre, anche se ovviamente il ritorno sull’investimento è il metro di valutazione principale per le iniziative legate a energia e sostenibilità, le aziende stanno iniziando ad avere una visione più ampia e di lungo termine. Ad esempio, oltre la metà degli interpellati ha dichiarato che l’impatto ambientale è uno dei fattori presi in considerazione nei processi di valutazione. Un altro elemento importante per molti (39%) è il rischio organizzativo.

La sintesi emersa è coerente con lo scenario italiano: decentralizzazione, decarbonizazione e digitalizzazione sono oggi una realtà anche nel nostro Paese – ha commentato Giancarlo Terzi, VP Energy and Field Services di Schneider Electric in Italia – In questo contesto è necessario passare da un approccio inizialmente focalizzato al solo risparmio, ad uno più ampio di gestione dell’energia. Con EcoStruxure, l’architettura di Schneider Electric basata su prodotti intelligenti, comunicanti e connessi che alimentano sistemi e analitics per affrontare in modo integrato e armonizzato le opportunità offerte dalla convergenza IT/OT, diamo l’opportunità ai nostri clienti di giocare un ruolo attivo in questo mercato in profonda trasformazione”.

 

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