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Il nuovo Rapporto di IRENA evidenzia come nell’anno 2017 si siano creati 500.000 nuovi posti di lavoro a livello globale nel settore delle rinnovabili, soprattutto per merito della tecnologia fotovoltaica che è stata capace di aumentarli di quasi il 9% rispetto all’anno precedente.

Dopo il Rapporto, redatto dalla Frankfurt School, il Centro di ricerca del Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) e da Bloomberg New Energy Finance, che ha evidenziato come il 2017 sia stato un anno di investimenti record a livello mondiale per il settore delle energie rinnovabili, un nuovo Rapporto, indagando su numeri e tendenze dei lavori legati alla produzione di energia verde, conferma che nel corso dell’anno 2017 sono aumentati di oltre il 5% i posti di lavoro nelle varie tecnologie delle rinnovabili, trainati dal forte sviluppo del fotovoltaico.

Infatti, nel corso del 15° Consiglio direttivo dell’Agenzia Internazionale delle Energie Rinnovabili (IRENA), tenutasi ad Abu Dhabi (8-9 maggio 2018), è stato presentata la V edizione del Rapporto “Renewable Energy and Jobs – Annual Review” da cui emerge che nel corso del 2017, l’industria delle energie rinnovabili ha creato a livello mondiale oltre 500.000 nuovi posti di lavoro, con un aumento del 5,3% rispetto al 2016, portando il numero totale di persone impiegate nel settore (compreso il grande idroelettrico) a superare per la prima volta i 10 milioni di addetti.

Per i Governi di tutto il mondo, l’energia rinnovabile è diventata un pilastro della crescita economica a basse emissioni di carbonio, un fatto che si riflette nel numero crescente di posti di lavoro che si sono creati nel settore – ha affermato nell’occasione Adnan Z. Amin, Direttore generale IRENA – I dati sottolineano anche un quadro sempre più regionalizzato, sottolineando che nei Paesi in cui esistono politiche allettanti, i benefici economici, sociali e ambientali delle energie rinnovabili sono più evidenti. Fondamentalmente, questi dati supportano la nostra analisi secondo cui la decarbonizzazione del sistema energetico globale può far crescere l’economia globale e creare fino a 28 milioni di posti di lavoro nel settore entro il 2050”.

Cina, Brasile, Stati Uniti, India, Germania e Giappone restano i Paesi che creano il maggior numero di posti di lavoro nel settore delle rinnovabili, rappresentando oltre il 70% di tutti i posti di lavoro a livello globale.

Sebbene un numero crescente di Paesi stia raccogliendo i vantaggi socio-economici delle energie rinnovabili, secondo IRENA, la maggior parte della produzione avviene in un numero relativamente esiguo di Paesi e i mercati nazionali variano enormemente, con il 60% di tutti i posti creati che si concentra in Asia.

Il settore del solare fotovoltaico, tra le tecnologie delle rinnovabili, rimane il più grande datore di lavoro, con circa 3,4 milioni di posti di lavoro, quasi il 9% in più sul 2016, dopo un record di 94 gigawatt di installazioni nel 2017. Si stima che la Cina rappresenti i due terzi dei posti di lavoro nel fotovoltaico – pari a 2,2 milioni -, con un aumento del 13% rispetto al 2016. Nonostante un leggero calo, Giappone e Stati Uniti seguono la Cina come i più grandi mercati mondiali per l’impiego del solare fotovoltaico. India e Bangladesh completano una top five che rappresenta circa il 90% dei posti di lavoro solari fotovoltaici globali.

Viceversa, l’occupazione nell’industria eolica si è leggermente contratta lo scorso anno a 1,15 milioni in tutto il mondo, con gli impianti eolici che si concentrano in un numero relativamente piccolo di Paesi, anche se il grado di concentrazione della forza lavoro è inferiore a quello del settore solare fotovoltaico. La Cina rappresenta il 44% dell’occupazione eolica globale, seguita dall’Europa e dal Nord America, rispettivamente con il 30% e il 10% rispettivamente. La metà dei primi 10 Paesi con la maggiore capacità installata di energia eolica nel mondo sono europei.

Stime dei posti di lavoro diretti ed indiretti nella varie tecnologie del settore delle energie rinnovabili (2016-2017) suddivisi per Paesi (fonte: IRENA)

La transizione energetica consiste nel migliorare le opportunità economiche e nell’aumentare il benessere sociale nel momento in cui i Paesi attuano politiche di sostegno e quadri normativi attraenti per alimentare la crescita industriale e la creazione di posti di lavoro sostenibili – ha sottolineato Rabia Ferroukhi, a Capo della Policy Unit e Vicedirettore di Knowledge, Policy and Finance di IRENA – Fornendo ai responsabili delle politiche questo livello di dettaglio sulla composizione del fabbisogno di occupazione e competenze delle energie rinnovabili, i Paesi possono prendere decisioni informate su diversi importanti obiettivi nazionali, dall’istruzione e formazione alle politiche industriali, alle normative sul mercato del lavoro. Tali considerazioni sosterranno una transizione giusta ed equa verso un sistema energetico basato su fonti rinnovabili“.

 

 

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