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L’Agenzia Europea dell’Ambiente ha pubblicato i dati aggiornati dei rifiuti marini rinvenuti sulle spiagge delle 4 aree marine regionali e comunicati dai cittadini tramite l’app MLW messa a punto dall’AEA con un approccio citizen science per coinvolgere nella ricerca scientifica sui dati ambientali le persone comuni.

di Carmen Marinucci

In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani (8 giugno) che quest’anno era incentrato sulla prevenzione dell’inquinamento della plastica, l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) ha pubblicato nuovi dati sui rifiuti che si accumulano nei nostri mari e sulle nostre coste, e che hanno un impatto sugli ecosistemi marini, causando problemi alle attività umane che utilizzano e dipendono dalle risorse del mare e sollevano preoccupazioni per la salute umana.

L’Unione europea sta affrontando il problema dei rifiuti marini attraverso la Direttiva Quadro 2008/56/CE sulla Strategia Marina (MSFD) che impone agli Stati membri di monitorare lo stato dei mari e adottare le misure necessarie per raggiungere o mantenere il proprio “buono stato ambientale” entro il 2020.

Tuttavia la legislazione da sola non può risolvere questo problema. C’è bisogno di maggior coinvolgimento dei cittadini sui rifiuti marini, tramite una maggior consapevolezza delle relative problematiche, anche in termini di prevenzione e riduzione.

Anche ad alto livello politico, si è constatato che vi è una crescente preoccupazione per i rifiuti marini che stanno invadendo in mari, ma gli Stati membri dell’UE hanno bisogno di maggiori dati per valutare correttamente la portata del problema. A tale riguardo, i cittadini possono svolgere un ruolo importante nella raccolta delle informazioni necessarie per sostenere le autorità per una migliore gestione e prevenzione dei rifiuti marini.

Inoltre, la partecipazione attiva alla raccolta dei dati può dare un contributo alla sensibilizzazione dei cittadini e delle comunità sulle questioni ambientali più pressanti nella propria area locale, favorendo pratiche e comportamenti più sostenibili.

Per dare una risposta a queste esigenze, colmando le lacune nell’acquisizione dei dati e agevolando l’impegno dei cittadini sulle questioni ambientali – in questo caso sui rifiuti marini, l’Agenzia Europea dell’ambiente (AEA) ha sviluppato il Marine Litter Watch (MLW) che offre strumenti – un’app mobile, un portale web e un database pubblico – per raccogliere e condividere dati comparabili sui rifiuti marini sulle spiagge, fornendo una piattaforma alle comunità per riunirsi, condividere le loro conoscenze e creare insieme approcci per contribuire a sostenere cambiamenti verso pratiche e comportamenti sostenibili.

Schema di funzionamento della app Marine Litter Watch (infografica EEA)

Le comunità  sono definite da MLW come “gruppi organizzati di volontari, ONG, associazioni della società civile e altri tipi di gruppi informali“.
Le comunità esistenti o emergenti che vogliono organizzare iniziative di pulizia delle spiagge potranno quindi utilizzare questa applicazione anche per coordinare l’azione dei volontari coinvolti in tali eventi. 
Se una comunità non fa parte della rete MLW, ma intende aderirvi, è sufficiente inviare una e-mail a: marinelitterwatch@eea.europa.eu.

I rifiuti trovati sulla spiaggia possono essere segnalati attraverso sondaggi realizzati con l’app MLW disponibile per dispositivi Android e iPhone e, a breve, iPad  e può essere scaricata gratuitamente dal Google Play Store e dall’App Store.

L’AEA ha ora pubblicato i dati basati su quasi 700.000 oggetti, raccolti dai gruppi di volontari in 1627 eventi di pulizia della spiaggia tra il 2014 e il 2017 nelle 4 aree regionali marine europee: il Mar Baltico, il Mar Nero, il Mar Mediterraneo e l’Oceano Atlantico nord-orientale.

L’analisi dei dati compiuta ha permesso di stilare l’elenco dei rifiuti più diffusi sulle spiagge europee, tra cui i mozziconi di sigarette e filtri, pezzi di plastica e polistirene, frammenti di vetro e ceramica, bicchieri e piatti di plastica, cotton fiocc, shopper, buste per patatine e caramelle, spaghi e cordame, bottiglie per bibite. Per quanto riguarda i materiali, le materie plastiche usa e getta sono di gran lunga il maggior contributore ai rifiuti marini in tutti e 4 i mari regionali.

Le tipologie di rifiuti rinvenuti sulle spiagge del 4 aree marine regionali d’Europa (Fonte: EEA)

L’approccio citizen science adottato da Marine Litter Watch per coinvolgere nella ricerca scientifica sui dati ambientali comuni cittadini, è risultato del tutto coerente con i dati ufficiali  rilasciati dal Gruppo tecnico della Direttiva quadro sulla Strategia Marina (MSFD), che ha supportato la Commissione UE nell’adozione della Strategia sulla Plastica e alla recente proposta di Direttiva  per ridurre l’inquinamento marino provocato dalle plastiche, che interessa 10 prodotti di plastica monouso e gli attrezzi da pesca perduti e abbandonati.

 

In copertina: Rifiuti marini spiaggiati a Cap Ferret (Francia). Foto di Andrei Ciobanu (Fonte- EEA)

 

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