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Dopo i successi a Vinitaly 2018, il Verdicchio dei Castelli di Jesi, il vino bianco più premiato dalle Guide, che compie i 50 anni di DOC, con Progetto Vino di Collisioni (Jesi, 30 agosto-2 settembre 2018) si rimette alla prova di 32 super esperti internazionali di vino provenienti da principali Paesi importatori.

Come ormai da tre anni, a fine estate a Jesi (30 agosto – 2 settembre 2018) va in scena Progetto Vino di Collisioni, l’appuntamento organizzato dal Senior editor di Vinous  Ian D’Agata nell’ambito di Indigena, il festival sui vitigni autoctoni italiani, e da Collisioni Festival di Barolo, in collaborazione con l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini, che quest’anno ha per indiscusso protagonista il vino più famoso della Regione: il Verdicchio dei Castelli di Jesi, il vino bianco fermo più premiato dalle Guide, con 255 etichette che hanno ricevuto i massimi punteggi nelle principali guide italiane tra il 2014 e il 2018, che compie quest’anno i 50 anni di DOC.

Dopo i festeggiamenti e i successi di pubblico a Vinitaly 2018 il  Verdicchio dei Castelli di Jesi si rimette alla prova con l’analisi di 32 super esperti internazionali di vino – tra giornalisti, opinion leader e responsabili acquisti – provenienti da 13 Paesi.

Credo profondamente nella necessità di promuovere i grandi vini italiani nelle città chiave dei mercati esteri – ha dichiarato D’Agata – Ma è altrettanto importante portare gli esperti che contribuiscono a determinare la fortuna di un vino nel mondo, a visitare e a toccare con mano il territorio di produzione e la cultura agricola in cui un vino nasce”.

Il percorso che stiamo facendo con l’Istituto marchigiano di tutela vini – ha proseguito il direttore creativo di Progetto Vino di Collisioni – conferma a ogni appuntamento il grande interesse nei mercati di tutto il mondo per il Verdicchio, un vino bianco di freschezza e di struttura, ma che ha grandissime capacità di invecchiamento. Una qualità importante, questa, che colloca l’autoctono marchigiano tra i grandi bianchi del mondo, e lo si nota anche dalle sempre più numerose richieste di partecipazione all’evento che riscontriamo dagli esperti internazionali. L’incontro nelle Marche rappresenta un’occasione enorme di comunicazione e di visibilità anche per tutti gli altri vini marchigiani e per la Regione stessa, che grazie alla forza di traino del Verdicchio hanno modo di farsi conoscere, scoprire e apprezzare”.

Degustazioni e discussioni sul vino principe delle Marche, ma anche sulle altre denominazioni dell’area quali Verdicchio di Matelica, Lacrima di Morro d’Alba, Bianchello del Metauro, Colli Maceratesi e il Serrapetrona, oltre a tanta cucina e alla cultura nei luoghi simbolo del paese natale di Federico II, a partire dal concerto inaugurale con divagazioni leopardiane, al Festival Pergolesi Spontini fino alle opere di Lorenzo Lotto della Pinacoteca Civica e alla mostra sul Novecento quotidiano di Betto Tesei. Sullo sfondo, il focus su presente e futuro del vino bianco italiano nel mondo nel Convegno “Bianco come il vino” (31 agosto, ore 9.30, Teatro Pergolesi).

Progetto Vino di Collisioni, che ospiterà anche una decina di operatori dell’informazione italiana, conterà su un pacchetto di selezionatissimi stakeholder provenienti dai principali Paesi importatori di vino: USA (6 operatori), Russia e Cina (4), Canada, Francia e Regno Unito (3), Giappone e Svezia (2), Belgio, Paesi Bassi, Polonia, Svizzera e Ungheria. Tra questi, il giornalista francese e scrittore di vino per Le Figaro, Bernard Burtschy; il wine writer per Wine Searcher e opinion leader statunitense, Blake Gray; il già responsabile della Guida Michelin nel Dragone e redattore per la versione cinese del Financial Times, Bob Miao; la sommelier del Gruppo leader nella ristorazione Batali & Bastianich a New York, Sara Olocco; la manager di Gourmet Alliance (catena di ristoranti italiani in Russia), Alexandra Alexandrova.

Assieme a Vinitaly, il Progetto Vino di Collisioni a Jesi è l’appuntamento clou di quest’anno – ha sottolineato il Direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini, Alberto Mazzoniche arriva dopo un percorso di internazionalizzazione fatto insieme a Ian D’agata e all’Indigena World Tour sulle principali piazze statunitensi (New York e San Francisco) e prima della tappa internazionale di Londra, prevista il 5 ottobre. Quello dei prossimi giorni è uno step importante e risponde nel migliore dei modi ai nostri obiettivi di incremento della notorietà internazionale, vera chiave di volta per il mercato del Verdicchio nel medio e lungo termine”.

In totale saranno 33 le aziende coinvolte nelle 4 degustazioni riservate agli ospiti, tra cui spicca la “Old but Gold” che celebra le nozze d’oro della denominazione, con 16 grandi Verdicchi che si sono distinti per longevità, sempre più arma vincente per l’autoctono. Tra le “trasferte” quella in piazza alla vicina Morro d’Alba, per una cena dedicata a un rosso in grande crescita nella regione: il Lacrima di Morro d’Alba.

Il vigneto Marche – con 20 denominazioni e 17.000 ettari complessivi di vigneto di cui 4.500 ristrutturati e rinnovati negli ultimi 10 anni – fattura annualmente circa 150 milioni di euro, con una crescita delle esportazioni di oltre il 50% nell’ultimo decennio. Ogni anno vengono prodotte circa 18 milioni di bottiglie di Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Elenco delle aziende partecipanti: Belisario, Bisci, Boccafosca, Bucci, Casalfarneto, Colognola, Colonnara, Coroncino, Crespaia, Fattoria Forano, Fattoria Nannì, Fazi Battaglia, Felici, Filodivino, Garofoli, Giovanni Giusti, La Staffa, Lucangeli Aymerich, Lucchetti, Marotti Campi, Moncaro, Montecappone, Pievalta, San Diego, Santa Barbara, Stefano Mancinelli, Tenuta dell’Ugolino, Terre di Serrapetrona, Tenuta di Tavignano, Tenute Pieralisi, Umani Ronchi, Vicari, Vignamato.

 

 

 

 

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