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Un gruppo di 34 imprese, associazioni di categoria, organizzazioni ambientaliste, collegate tra loro dall’impegno nel riciclaggio dei rifiuti, in generale, e della plastica, in particolare, hanno sottoscritto un invito all’azione rivolto alle Istituzioni europee per l’introduzione dell’obbligo di un contenuto minimo di plastica riciclata nella produzione di nuovi beni.

La Commissione UE ha adottato lo scorso gennaio la Strategia per le Plastiche nell’ambito dell’Economia Circolare (A European Strategy for Plastics in a Circular Economy”), volta a proteggere l’ambiente dall’inquinamento da plastica e a promuovere al contempo la crescita e l’innovazione, trasformando così una sfida in un programma positivo per il futuro dell’Europa.

Parte fondamentale di questa Strategia è il Pacchetto sull’economia circolare, approvato definitivamente lo scorso aprile, che contiene la revisione di 4 Direttive sui Rifiuti con l’introduzione di nuovi rigorosi obiettivi di riciclaggio del 55% entro il 2025 e del 60% entro il 2030.

Il 28 maggio, inoltre, la Commissione UE ha poi proposto una Direttiva per la messa al bando della plastica monouso, che contiene, tra l’altro, obiettivi di raccolta al 2025 del 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande.

Ora, in vista delle imminenti votazioni sulle misure e azioni da intraprendere per l’implementazione della Strategia sulle plastiche, un gruppo di 34 imprese, associazioni di categoria, organizzazioni ambientaliste, collegate tra loro dall’impegno nel riciclaggio dei rifiuti, in generale, e della plastica, in particolare, hanno sottoscritto un invito all’azione rivolto alle Istituzioni europee (“A Call for EU Action on Recycled Content Mandates for Plastics”) (link: http://recyclingportal.eu/wp-content/uploads/2018/07/Coalition-Call-To-Action-Mandated-Recycled-Content-July-18.pdf) per l’introduzione dell’obbligo di un contenuto minimo di plastica riciclata nella produzione di nuovi beni, per “chiudere il ciclo dell’economia circolare”.

Noi sottoscrittori di questo invito all’azione, accogliamo gli impegni volontari introdotti nella Strategia sulle Plastiche della Commissione per promuovere l’adozione di materie plastiche riciclate – si legge nell’appello – ma riteniamo che senza una legislazione minima sui materiali riciclati non ci sia alcun incentivo sufficiente affinché i produttori di beni a passino dall’utilizzo di materie prime di plastica vergine a quelle riciclate a lungo termine”.

Con un contenuto minimo di riciclato di “solo il 30% entro il 2025 aumenterebbe considerevolmente i mercati delle materie plastiche riciclate all’interno dell’Europa” e si stima che riciclando fino a 10 milioni di tonnellate di polimeri in tutta l’UE sarebbero necessari almeno 10 miliardi di euro di investimenti per la raccolta, lo smistamento e la lavorazione dei rifiuti di plastica.

L’industria del settore, secondo quanto affermano i sottoscrittori, è pronta a fare gli investimenti necessari purché ci siano misure legislative che garantiscano un significativo assorbimento di materiali riciclati di plastica, che sta diventando sempre più impellente visto il divieto cinese sulle importazioni delle plastiche che non abbiano determinati requisiti di purezza.

L’iniziativa, oltre a raccomandare alla Commissione UE di stabilire requisiti minimi di contenuto riciclato a seconda dei prodotti e dei materiali in plastica e di aumentarli nel tempo, laddove sussistano benefici ambientali e siano soddisfatte condizioni per la sicurezza alimentare, propone anche una “eco-modulazione fiscale per le imprese in base non solo alla riciclabilità dei prodotti, ma anche al contenuto di plastica riciclata.

Anche gli appalti pubblici verdi (GPP), da questo punto di vista, potrebbero costituire uno strumento importante per aumentare la domanda di materie prime secondarie.

Infine, si chiede che la Commissione europea riesamini e consideri approcci nuovi e innovativi attraverso incentivi economici e sanzioni per incoraggiare l’acquisto di resine riciclata.

Tra i firmatari dell’appello ci sono: Plastics Recyclers Europe, EuRIC, FEAD (Federazione europea dei servizi di gestione dei rifiuti e dell’ambiente), EEB (la rete delle organizzazioni ambientaliste non governative europee), a cui aderiscono anche Associazioni e Organizzazioni italiane, quali, tra le altre, Assorimap, FISE-Unicircular, AssoAmbiente, Legambiente; nonché grandi realtà italiane del settore, quali Montello SpA ed HeraAmbiente.

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