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C’è tempo fino al 16 agosto 2018 per partecipare alla Consultazione pubblica avviata dalla Commissione UE per raccogliere i punti di vista dei cittadini europei, delle parti interessate e degli Stati membri sulle attuali disposizioni dell’UE su ora legale ed eventuali modifiche di tali disposizioni.

L’iniziativa della Commissione UE di esaminare il funzionamento delle attuali disposizioni relative all’ora legale e di valutare se sia il caso di modificarle o meno, fa seguito ad una risoluzione nel febbraio 2018 del Parlamento europeo.

Approvata con 353 a favore e 184 contrari, con la Risoluzione sulle disposizioni relative al cambiamento dell’ora gli eurodeputati avevano di fatto respinto la proposta originaria presentata da due eurodeputati (il ceco Pavel Svoboda e la francese Karima Delli) tendente all’abolizione dell’ora legale, sulla base di “numerosi studi scientifici che non sono riusciti a dimostrare alcun effetto positivo del cambiamento orario. Al contrario, hanno rilevato effetti negativi sulla salute umana, l’agricoltura e la sicurezza della circolazione stradale”.

La Risoluzione approvata invitava la Commissione “a condurre una valutazione approfondita” della Direttiva 2000/84/CE che dal 2001 disciplina il passaggio 2 volte l’anno tra ora legale e ora solare, e “se necessario a formulare una proposta di revisione, […] considerando che numerosi studi scientifici, tra cui lo studio dei Servizi di ricerca del Parlamento europeo, dell’ottobre 2017, non sono riusciti a giungere a conclusioni definitive, ma hanno segnalato l’esistenza di effetti negativi sulla salute umana […] che è fondamentale mantenere un regime orario uniforme a livello dell’UE anche una volta interrotto il cambiamento semestrale dell’ora […]”.

Il tema aveva comunque diviso gli Eurodeputati tra quelli del Nord ed Est Europa, che appoggiavano la richiesta per ragioni di salute, e quelli del Sud Europa, che la ritenevano dannosa dal punto di vista economico, stante i risparmi energetici correlati al mantenimento dell’ora legale.

Secondo i dati forniti da Terna, la Società che gestisce la rete elettrica nazionale, con l’ora legale in Italia ci sarebbe un minor consumo di energia elettrica pari a circa 562 milioni di kilowattora, quantitativo corrispondente al fabbisogno medio annuo di circa 200 mila famiglie. Considerando che un kilowattora costa in media al cliente domestico tipo circa 20,62 centesimi di euro al lordo delle imposte, la stima del risparmio economico per il sistema relativo al minor consumo elettrico nel periodo di ora legale per il 2018 è pari a 116 milioni di euro.

Ora la Commissione UE intende raccogliere i punti di vista dei cittadini europei, delle parti interessate e degli Stati membri sulle attuali disposizioni dell’UE relative all’ora legale e su eventuali modifiche di tali disposizioni, compilando il questionario online disponibile in tutte le lingue dell’UE entro il 16 agosto 2018 .

Nella Consultazione ci sono fondamentalmente due possibilità di scelta: se tenere il sistema attuale invariato, oppure abolirlo per tutta l’UE, perché – ha spiegato il portavoce della Commissione Enrico Brivio non vogliamo una cosa a macchia di leopardo, non sarebbe buono il mercato unico”.

 

 

 

 

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