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Grandine, bombe d’acqua e nubifragi: dal nord al sud l’Italia agricola è stata messa in ginocchio dal maltempo che ha lasciato dietro di sé intere colture decimate da un agosto fuori da ogni regola.

di Nicoletta Canapa

L’ondata di maltempo di agosto ha causato ingenti danni alle colture del nostro Paese, colpito a macchia di leopardo indistintamente fra nord e sud. Le coltivazioni, che erano prossime alla raccolta, devono ora fare i conti con un bilancio che secondo Coldiretti, si preannuncia gravoso.

Peraltro, le anomalie meteorologiche di agosto non fanno altro che confermare la tendenza delle anomali climatiche del 2018 che si sta classificando finora come uno dei più bollenti dal 1800, anno in cui sono iniziate le rilevazioni con una temperatura media in Italia nei primi 7 mesi superiore di 1,46 °C rispetto al periodo storico di riferimento, con conseguenti maggiori rischi di eventi meteorologici estremi.

Gli effetti del maltempo di agosto ammontano a milioni di euro di danni, ed è quindi evidente la necessità di avviare le verifiche per la dichiarazione dello stato di calamità nelle aree colpite. Meleti, vigneti e grano saraceno sono le prime coltivazioni sotto la lente di ingrandimento della Coldiretti per stimarne i danni. Sarebbero decine gli ettari investiti da una tempesta di ghiaccio che ha colpito i comuni tra Ponte in Valtellina, Chiuro e Teglio in Lombardia, dove la raccolta delle mele era appena entrata nel vivo; in Emilia Romagna, invece, ammontano ormai a centinaia di migliaia di euro i danni all’agricoltura nella zona di Sesto Imolese, Medicina e Castel Guelfo. Qui, infatti, la grandine avrebbe assunto nel mese di agosto le dimensione di grosse noci, e si sarebbe riversata su frutteti, pere, mele e kiwi.

Cambia territorio, ma non cambiano le problematiche: in Sardegna le recenti piogge avrebbero costituito solo l’ultimo di una serie di problematiche legate alle coltivazioni già abbondantemente stressate dal meteo del mese di agosto, che proprio per questo si è classificato come il più piovoso sull’isola da quando si raccolgono i dati (1922).

“Terreni allagati, frutti devastati dalla troppa acqua, dalla forza delle precipitazioni e dalle grandinate – sottolinea la Coldiretti – oltre che invase dai funghi che in queste condizioni trovano il proprio ambiente ideale e possono proliferare tranquillamente con milioni di euro di perdite per l’agricoltura sarda. In Basilicata le ultime piogge violente ed intense hanno messo in ulteriore difficoltà l’agricoltura di una vasta zona dei Comuni di Palazzo San Gervasio, Banzi, Maschito, Montemilone e Venosa, dove la coltura maggiormente danneggiata è il pomodoro da industria ed i danni, da una prima e sommaria verifica dei tecnici della Coldiretti, superano il 30% delle produzioni”.

 

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